Reagire per non sprofondare

Reagire per non sprofondareMilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
sabato 20 febbraio 2010, 10:00Vista dalla Curva
di Davide Bin
La sconfitta contro il Manchester ha nuovamente depresso l'ambiente rossonero, ma ora c'è da affrontare una trasferta delicata a Bari e bisogna reagire immediatamente per non complicare anche il cammino in campionato.

La sconfitta di martedì contro il Manchester ha lasciato il segno nell'ambiente rossonero, per l'importanza della sfida e per il modo in cui si è materializzata: è fin troppo evidente che il Milan non meritasse di perdere, soprattutto dopo un primo tempo giocato molto bene e che in alcuni frangenti ha ricordato la sfida di tre anni fa; il Manchester era irriconoscibile e sembrava in balia della squadra di Leonardo, ma nel finale di tempo, invece del raddoppio rossonero, è arrivato il pareggio, fortunoso ed immeritato, degli inglesi, che ha cambiato il volto alla partita, visto che nella ripresa il Manchester ha segnato altri due gol che non vogliono dire qualificazione certa solo perchè nel finale Seedorf ha reso meno amara la sconfitta. Quella che può sembrare un'attenuante, cioè la constatazione che il Milan ha giocato bene, a mio parere diventa un'aggravante se solo si considera che i rossoneri più di così non possono fare e che l'altra sera hanno dato tutto ma quel tutto non è bastato a battere un avversario che magari ha giocato peggio ma che complessivamante in questo momento è più forte. Dopo le due nette sconfitte nel derby, questo è il terzo inequivocabile segnale che il Milan non è al livello delle più forti squadre del continente, con buona pace di chi si ostina a sostenere che la squadra è forte e anche quest'anno ha i giocatori per vincere, se solo li facessero giocare bene. Si tratta della stessa persona che nella scorsa stagione sosteneva che il Milan avrebbe potuto vincere lo scudetto e, quindi, arrivare davanti all'Inter e che se ciò non è successo la colpa era di Ancelotti. Ora Carletto non c'è più (ma, caso strano, con i giocatori giusti è in testa alla Premier League con il Chelsea...) ma la colpa è, guarda caso, ancora dell'allenatore che, invece, a detta di tutti, sta facendo miracoli con il "materiale" che ha a disposizione. Certo è bizzarro che il proprietario della squadra, invece di recitare il "mea culpa" per una campagna acquisti praticamente nulla e per la mancanza di investimenti, vada al contrattacco accusando allenatore e dirigenti (vedi anche "caso" Mancini), solo per difendere la sua previsione estiva in cui sosteneva che la rosa del Milan è sicuramente non inferiore, se non addirittura superiore a quella dell'Inter; i confronti diretti hanno impietosamente smentito le convinzioni dell'azionista di maggioranza rossonero, ma non hanno scalfito le sue certezze, viste le recenti dichiarazioni e la triste sensazione è che queste parole rassicuranti sul valore della rosa del Milan sottintendano la nemmeno troppo velata intenzione di fare un altro calciomercato al risparmio la prossima estate, tanto basta dire di essere pari all'Inter per convincere la gente, salvo poi prendere sonori ceffoni ad ogni derby.

Ora il rischio maggiore è che la sconfitta contro il Manchester lasci il segno come quelle nei due derby e riportino depressione e tristezza in un ambiente che aveva appena faticosamente ritrovato il sorriso con la vittoria contro l'Udinese dopo tante partite senza successi. Leonardo si dichiara ottimista, dicendo che è possibile vincere a Manchester con due gol di scarto, ma forse è meglio cominciare a concentrarsi sul campionato per non mettere a rischio anche la qualificazione alla prossima Champions League. Bisogna reagire subito, a cominciare dalla partita di Bari, tutt'altro che facile, visto che i pugliesi sono stati capaci di mettere in difficoltà tutte le grandi in questo campionato, bloccando due volte l'Inter sul pareggio, battendo la Juve e pareggiando nella partita d'andata contro il Milan a San Siro. Oltretutto i rossoneri avranno nelle gambe le tossine della partita di martedì e Leonardo dovrà schierare, per scelta ma anche per necessità, più o meno la stessa formazione, contro una squadra che, invece, ha potuto prepararsi con calma e serenità per questa sfida molto attesa a Bari (lo stadio è esaurito). L'imperativo è vincere per dimenticare il Manchester, spegnere immediatamente le polemiche che rischiano di destabilizzare l'ambiente (e anche per questo certa gente farebbe meglio a stare in silenzio, invece di attaccare ingiustamente chi sta svolgendo egregiamente un lavoro non facile) e ripartire di slancio; fra poche settimane il campionato potrebbe essere l'unica competizione da disputare per i rossoneri, ma prima bisogna andare a giocarsi tutto a Manchester con la serenità di chi ormai non ha più nulla da perdere e può tentare l'impresa senza troppe pressioni. Adesso, però, pensiamo al Bari, per evitare che il contraccolpo per la delusione abbia effetti deleteri, come avvenuto dopo il derby, sia all'andata che al ritorno, momenti in cui la squadra è sprofondata nella depressione, ottenendo risultati negativi: il Milan visto contro il Manchester è stato un ottimo Milan e da ciò bisogna ripartire per chiudere la stagione in modo positivo, anche se molto probabilmente con "sero tituli", perchè il reale valore di questa squadra non consente altro, con buona pace di chi la pensa diversamente.