Riecco il BrasilMilan
Il Milan batte il Chievo come da pronostico e si issa per una notte in vetta alla classifica, in attesa della replica delle avversarie; il successo contro i veneti era prevedibile e previsto ma non del tutto scontato e, in effetti, per lunghi tratti dell'incontro, soprattutto nella ripresa, il Chievo ha fatto soffrire i rossoneri, apparsi brillanti e spettacolari nel primo tempo e un po' sulle gambe e distratti nella ripresa. Bisognerà capire se si è trattato solo di testa già rivolta al Real o di effettivo calo fisico di una squadra che non ha ancora raggiunto l'apice della forma, ma nel frattempo il Milan riscopre la sua anima brasiliana dopo essersi affidato per molte partite alle magie di Ibra: il tabellino dei marcatori recita, infatti, doppietta di Pato, al rientro dal primo minuto, e gol di Robinho (il primo in maglia rossonera), più un assist di Ronaldinho in occasione della terza segnatura, ma Ibrahimovic entra comunque di diritto nella cronaca della partita con due assist, uno spettacolare, l'altro di furbizia, per Pato, a dimostrazione che la coppia funziona a meraviglia e l'intesa sembra automatica, nonostante i due abbiano giocato poco insieme. Insomma sembrerebbe proprio la classica serata perfetta, ma siccome non si può mai stare davvero tranquilli, ecco che lo svedese è protagonista anche di una sfortunata autorete, che riapre nella ripresa una partita che sembrava già chiusa nel primo tempo e, soprattutto, c'è l'infortunio di Thiago Silva (distorsione alla caviglia) che mette in dubbio la sua presenza a Madrid e, quindi, rischia di far saltare un appuntamento importante ad un pilastro della squadra, creando apprensione nel popolo rossonero.
Allegri conferma le intenzioni della vigilia e non si fa prendere dal desiderio di turn-over a pochi giorni da Real-Milan: schiera la formazione migliore, che poi è la stessa di Parma con Pato al posto di Robinho e piazza ancora Ronaldinho come trequartista alle spalle di due punte; forse il tridente è stato definitivamente riposto in soffitta, forse si tratta di una soluzione temporanea in attesa che una migliore condizione fisica generale permetta di riproporre una linea a tre in attacco, ma sta di fatto che questa è la nuova via intrapresa dal tecnico rossonero, cosa che non può che far piacere al presidente Berlusconi, da sempre primo "sponsor" di Ronaldinho trequartista in posizione centrale e non più defilata sulla sinistra. Complice un tardo pomeriggio tipicamente autunnale, cioè freddo e piovoso, questo Milan-Chievo non attira il pubblico delle grandi occasioni e, come sempre ultimamente in partite di questo tipo, lo stadio è mezzo vuoto; ampiamente previsto alla vigilia, anche perchè si tratta dell'ennesimo anticipo che riguarda il Milan, questa volta giustificato dall'impegno in Champions di martedì, ma non si capisce perchè tocchi sempre ai rossoneri giocare in giorni diversi dalla domenica, anche quando non necessario e per questo la Sud espone un eloquente striscione "Rivogliamo la domenica pomeriggio", giorno e orario ancora sconosciuto ai tifosi del Milan in questa stagione. Comunque il sostegno e l'incitamento non mancano alla squadra da parte della curva e, prima della partita, c'è anche un momento di amarcord, visto che il vecchio speaker dello stadio saluta emozionato per l'ultima volta (causa pensionamento) il pubblico al quale si è rivolto per decenni e lo fa con un vecchio slogan pubblicitario "Estintori Meteor" passato alla storia e divenuto un tormentone per chi frequentava lo stadio proprio nei mitici tempi in cui si giocava solo alla domenica pomeriggio e non in qualunque giorno ed orario della settimana.
Il Milan parte forte e Pato si mette subito in mostra, visto che è suo il primo tiro in porta; confortante che l'approccio dei rossoneri sia quello giusto, ma il Chievo non sta a guardare e vuole giocarsela a viso aperto, cercando di mettere in difficoltà i rossoneri e riuscendoci in qualche occasione. Fortunatamente il Milan riesce a sbloccare presto il risultato: è passato da poco il primo quarto d'ora quando Ibrahimovic si improvvisa uomo assist e dalla mattonella in cui sostava spesso Ronaldinho quando non faceva il trequartista, inventa un traversone degno del suo compagno brasiliano, recapitandolo sui piedi di Pato che non si fa pregare e scarica in rete un tiro al volo spettacolare ed efficace che non lascia scampo a Sorrentino. Applausi a scena aperta per i protagonisti dell'azione, la coppia d'attacco rossonera che dimostra di poter avere un'ottima intesa e questa è una splendida notizia, quasi più del gol. I due si ripetono intorno alla mezz'ora, quando Ibra si conquista una punizione sulla trequarti e la batte furbescamente molto in fretta, smarcando Pato che si fa beffe della sorpresa difesa clivense e batte per la seconda volta Sorrentino, scatenando l'entusiasmo del popolo rossonero. La partita sembra già chiusa dopo mezz'ora e la pratica Chievo si potrebbe già archiviare cominciando a pensare al Real, anche perchè i veneti, che dopo il primo gol avevano reagito creando pericoli per Abbiati e brividi ai tifosi rossoneri con Granoche e, soprattutto, con il doppio tiro di Constant parato da Abbiati, sembrano "colpiti e affondati" dal secondo gol, ma rilassarsi è sempre un errore e il Milan prova a non commetterlo continuando a giocare e a creare pericoli per gli avversari, con giocate spettacolari e dimostrando di voler divertire divertendosi; è sempre Pato il più pericoloso, con un tiro a giro che costringe alla deviazione volante il portiere del Chievo; alla fine del tempo sono solo applausi per un Milan a tratti spettacolare e che sembra avere in pugno la partita e i tre punti.
Invece la partita cambia decisamente nella ripresa: Pioli prova a crederci con due sostituzioni per cambiare volto alla sua squadra e il Chievo alza il ritmo e il pressing, rendendosi spesso pericoloso; il Milan comincia a disunirsi e lo dimostrano errori banali ma "sanguinosi", come quello di Pirlo che perde palla davanti alla propria area favorendo un bel tiro che Abbiati deve deviare con uno spettacolare volo. A complicare le cose arriva l'infortunio di Thiago Silva, che rimane a terra dopo un intervento su un avversario e deve essere sostituito da Bonera; il gesto del cambio e l'arrivo della barella tengono con il fiato sospeso il popolo rossonero e sicuramente preoccupano anche Allegri, che decide di non correre altri rischi in vista di Madrid e toglie anche Pato, al rientro e che ultimamente si è dimostrato un po' "fragile", mandando in campo Robinho. A venti minuti dalla fine arriva il gol del Chievo, sotto forma di una sfortunata deviazione con la schiena di Ibrahimovic in occasione di un calcio d'angolo; evidentemente lo svedese aveva talmente voglia di entrare nel tabellino dei marcatori che ha scelto la porta sbagliata! Battuta a parte, il Milan riesce a complicarsi la vita anche in una partita che sembrava già finita da un pezzo e da quì alla fine soffrirà parecchio, perchè l'argine Gattuso è un po' stanco e non riesce più a contenere la marea clivense, Seedorf corre poco, il centrocampo traballa e la difesa soffre, anche se di veri rischi ne corre pochi. Allegri corre ai ripari e manda in campo Boateng al posto di Seedorf per dare più corsa e sostanza in mezzo al campo, ma la sofferenza continua e viene accorciata solo di un paio di minuti, visto che a metà del recupero arriva il terzo gol: contropiede, assist di Ronaldinho per Robinho che scarta il portiere e deposita in rete da posizione defilata, andando poi a raccogliere l'applauso della Sud, con tanto di bacio al simbolo del Milan sulla maglia.
Tutto bene ciò che finisce bene: la vittoria dà morale, permette di dare continuità alle vittorie, consente al Milan di essere primo in classifica almeno per una notte; se ci aggiungiamo la doppietta di un ritrovato Pato e gli assist di Ibra a conferma della meravigliosa e istintiva intesa fra i due campioni c'è di che essere soddisfatti, ma quella sofferenza nella ripresa deve far riflettere e meditare, perchè bisogna ancora migliorare, soprattutto ora che il livello di difficoltà degli incontri è destinato ad impennarsi. Adesso si può finalmente pensare al Real, ma per qualche ora godiamoci questa vittoria e addormentiamoci da primi in classifica, nella speranza che questa situazione non sia solo un "sogno di metà ottobre" ma diventi una piacevole consuetudine, perchè l'aria della vetta, anche se per ora respirata solo a piccole dosi, comincia a piacerci!
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