TI PIACE VINCERE FACILE?
La sconfitta nel derby ha lasciato molta amarezza nella tifoseria rossonera, come è giusto che sia, visto che la stracittadina è la sfida più sentita della stagione, ma ciò che più brucia è il modo in cui questa sconfitta è arrivata, ovvero per colpa anche (non solo, intendiamoci) di episodi dubbi che hanno condizionato (non deciso) la partita. E' vero che l'Inter avrebbe potuto vincere anche senza favori arbitrali, ma è forse più vero il contrario, ovvero che un buon Milan avrebbe sicuramente strappato un risultato positivo se certi episodi fossero stati giudicati in modo corretto: non andare in svantaggio dopo mezz'ora giocata bene sarebbe stato sicuramente meglio per i rossoneri, così come avere a disposizione un rigore sull'1-2 per poter pareggiare sarebbe stata una ghiotta opportunità per non uscire sconfitti dal campo (e chissà cosa sarebbe potuto succedere dopo un eventuale pareggio, visto che Mourinho aveva arretrato il baricentro della squadra e il Milan stava dominando il finale di partita...). Insomma questo derby ha confermato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che sembra proprio di essere tornati ai tempi di Calciopoli, anzi a dirla tutta sembra che Calciopoli non sia mai finita e sia cambiato solo un colore nelle strisce delle maglie di chi gode dei favori della classe arbitrale. La sensazione provata a San Siro domenica sera è la stessa di qualche anno fa, di quel famigerato Juventus-Milan del dicembre 2004, diretto da Bertini, in cui il Milan venne palesemente penalizzato da errori evidenti a tutti meno che all'arbitro e agli juventini. Ciò che è successo dopo ha dimostrato che non si trattava solo di semplici errori, ma di qualcosa di ben più grave; ora non ci sono le prove per dire la stessa cosa ma l'aria che si respira è la stessa, non solo per ciò che è avvenuto nel derby e non solo per ciò che sta avvenendo in questa stagione: da qualche tempo c'è una squadra che gode spesso e volentieri di favori arbitrali (tanto per fare un esempio, se il colpo di braccio di Adriano è involontario lo era anche quello di Couto nel famoso Inter-Parma della scorsa stagione) e i cui rappresentanti, a partire dallo "special one" Mourinho, hanno anche l'arroganza di andare davanti a microfoni e taccuini a dichiarare che sì l'arbitro ha sbagliato ma non certo per il gol da annullare o per il rigore non accordato, ma perchè non ha espulso Ambrosini per doppia ammonizione, dopo che già alla vigilia della partita lo stesso allenatore nerazzurro si era esibito in un autentico sproloquio contro Paolo Maldini, uno dei giocatori più corretti e onesti della storia del calcio (talmente corretto da non protestare nemmeno per il gol irregolare di Adriano che ha visto benissimo essendo a poca distanza da lui). Anche tali atteggiamenti mi ricordano tanto quelli di un famigerato direttore generale della Juventus di cui non voglio nemmeno citare il nome, che proprio nella stagione 2004-2005, dopo gli evidenti favori della sopra citata partita contro il Milan, ebbe il coraggio di andare in una nota e seguitissima trasmissione della domenica sera su una rete teoricamente "berlusconiana" a dire che "non solo la Juventus non era stata favorita in quel campionato ma era stata addirittura penalizzata", ottenendo risatine accondiscendenti e applausi da quelle stesse persone che qualche mese dopo lo avrebbero rinnegato e insultato come il peggiore dei delinquenti (sarebbe stato meglio essere più obiettivi fin da allora). Sembra proprio che a qualcuno piaccia vincere facile come accadeva in passato ad altri e che a noi rossoneri tocchi sempre la parte dei penalizzati, anzi dei "cornuti e mazziati" visto che ai tempi di Calciopoli non solo ci hanno rubato un paio di scudetti ma ci siamo ritrovati pure coinvolti nello scandalo.
Comunque se a certa gente piace vincere gli scudetti a tavolino, oppure conquistando i punti in questo modo, si tengano pure i loro successi e li festeggino come gli pare, ma almeno la smettano di considerarsi puliti, immacolati, onesti e al di sopra di qualsiasi sospetto. Noi rossoneri non abbiamo mai sentito la necessità di dichiarare la nostra onestà, eppure possiamo andare in giro a testa alta ed essere fieri e orgogliosi dei nostri successi, sempre sudati e ottenuti senza palesi favori, anzi spesso conquistati anche a dispetto dei torti arbitrali: la storia del Milan berlusconiano è piena di vittorie ottenute lottando contro tutto e tutti, sfavori compresi: il primo scudetto, quello del 1988, arrivò con la famosa vittoria di Napoli contro la squadra di Maradona (e di Moggi), in una partita diretta da Lo Bello, arbitro palesemente filo-napoletano e, chissà perchè, chiamato a dirigere proprio quella sorta di "finale scudetto"; ma il Milan di Sacchi fu più forte anche dell'arbitro che nulla potè fare per cambiare il corso di quella partita e del trionfo rossonero, senza dimenticare che in quella stessa stagione il Milan aveva perso una partita a tavolino contro la Roma per colpa di un petardo, mentre il Napoli ne aveva vinta una a Pisa per merito di una monetina, grazie all'assurda (infatti poi cambiata) norma della responsabilità oggettiva. A proposito di monetine, Lo Bello e scudetti rubati, che dire del campionato '89-'90, deciso dalla "sceneggiata" Alemao-Carmando a Bergamo (ancora una monetina protagonista...) e dalla scandalosa direzione di gara del famigerato arbitro nella "fatal Verona"?. Meglio tacere, perchè sono ricordi che per chi li ha vissuti fanno ancora male. Nemmeno in Europa il Milan fu più fortunato, visto che nella Coppa dei Campioni '88-'89, per ben due volte (a Belgrado e a Brema) non gli furono concessi gol nettissimi con la palla che aveva superato (e non di poco) la linea di porta, mentre nella semifinale di andata a Madrid contro il Real, gli venne annullato per fuorigioco inesistente un gol regolarissimo; eppure ancora una volta la squadra di Sacchi fu più forte di tutto e vinse, nell'indimenticabile finale di Barcellona contro la Steaua Bucarest, la Coppa dalle grandi orecchie. Ma potrei ricordare anche che negli anni successivi, il Milan vinse sotto la guida di Fabio Capello ben tre scudetti consecutivi senza avere un rigore a favore per addirittura 52 partite di fila (e il primo che gli diedero lo sbagliò pure, visto che nessuno era più abituato a tirarli!), pur essendo la squadra che attaccava di più ed entrava più spesso nelle aree di rigore avversarie. Dell'era Moggiopoli ho già parlato e non voglio tornare sull'argomento, ma tutti questi ricordi, dai più lontani ai più recenti, dimostrano che il Milan non ha mai goduto di particolari favori, anche se chi starnazza ai quattro venti la propria onestà e la propria "pulizia morale" ha sempre cercato di dimostrare che il Milan vinceva grazie alle televisioni "amiche" (come se i gol si potessero segnare in uno studio televisivo...), perchè Berlusconi era ed è presidente del Consiglio o perchè Galliani era presidente della Lega Calcio. La storia insegna che a noi non piace vincere facile, i fatti dicono che a qualcun altro invece sì, per cui festeggiate pure i vostri "scudettini", ma almeno abbiate la decenza di stare zitti e di non parlare di onestà quando non sapete nemmeno che cosa sia!
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