TRA POCO SI RICOMINCIA...
Mentre Galliani e Braida sono alla ricerca di quella punta centrale da inserire nella rosa (dal punto di vista numerico al posto di Kakà ma, ovviamente, con ben altre caratteristiche), il nuovo Milan di Leonardo vive le ultime ore di vacanza prima del raduno di lunedì e dell'inizio della preparazione per la nuova stagione. Ci dovrebbe essere molta curiosità per il nuovo allenatore, per scoprire come schiererà la squadra e quale gioco le darà, ma nei tifosi rossoneri c'è ancora depressione, rabbia, delusione, irritazione per la dolorosa cessione di Kakà, ma anche perchè a poche ore dal raduno la rosa non è ancora al completo e chissà se e quando lo sarà. Dopo tanti anni non vedremo più Ancelotti e capitan Maldini in mezzo ai nuovi acquisti per la foto di rito: l'allenatore ora è al Chelsea, l'ormai ex capitano è ancora in vacanza e deve decidere "cosa farà da grande" in base alle offerte che riceverà, dopo aver declinato l'invito di Ancelotti a raggiungerlo a Londra per diventare team-manager di "blues". Nella nuova foto vedremo, quindi, Leonardo, Ambrosini (nuovo capitano ma ancora in attesa del sospirato rinnovo) e tanti giovani, rientrati da prestiti e comproprietà o acquistati (come Zigoni e Beretta) ma non ci sarà il grande colpo a meno di clamorose sorprese dell'ultim'ora, anche se i nomi che si fanno non sono certo di quelli "alla Ronaldinho" che risveglieranno l'entusiasmo del popolo rossonero. A proposito di Dinho, è passato meno di un anno dal suo arrivo, che scatenò un autentico delirio nella Milano rossonera e ormai sembrano secoli, a vedere come nel frattempo siano cambiate le strategie societarie del Milan: niente più colpi di mercato ad effetto, niente più nomi altisonanti, niente più campioni stagionati e a fine carriera; si punta sui giovani, si guarda prima di tutto al bilancio e solo il campo dirà se questa strategia si dimostrerà valida e magari vincente. Dire qualcosa ora è molto difficile e, soprattutto, si rischia di essere troppo pessimisti e di vedere solo il "bicchiere mezzo vuoto": non è facile cambiare improvvisamente e radicalmente mentalità, passare da società che acquisiva grandi campioni e che si rinforzava anche quando era reduce da stagioni vincenti a società che si muove con grande difficoltà e prudenza sul mercato e sembra voler addirittura indebolire una squadra che arriva da due stagioni non certo trionfali.
L'unica cosa certa è che i tifosi rossoneri sono sconcertati e, forse, disillusi da troppe promesse non mantenute e dagli inganni di cui sono stati vittime negli ultimi tempi; personalmente mi ha fatto male vedere la foto scattata in una filiale della Banca Popolare di Milano gremita di gente che faceva la fila per sottoscrivere l'abbonamento all'Inter e pensare che contemporaneamente non succede certo la stessa cosa nelle filiali di Banca Intesa-San Paolo. Questa volta non ci sarà storia nel derby degli abbonamenti dopo anni di trionfi rossoneri anche negli ultimi anni in cui poi erano i nerazzurri a vincere lo scudetto, ma questa è una conseguenza anche del fatto che ormai da tre stagioni consecutive non c'è storia nemmeno in campo, nel derby della classifica, sempre a favore dei cugini e con distacchi a due cifre. Ho sempre pensato che un vero tifoso deve stare vicino alla squadra anche e soprattutto quando le cose vanno male, non solo quando si vince; troppo facile gremire lo stadio quando si conquistano trofei e l'apporto dei tifosi è quasi superfluo perchè la squadra gioca bene e vince comunque; bisogna essere l'uomo in più, l'aiuto fondamentale quando la squadra non è forte e competitiva, per trascinarla ugualmente a risultati positivi e la storia del Milan dimostra che i tifosi rossoneri sono sempre stati affezionati e attaccati alla squadra in questi momenti, altrimenti non avrebbero riempito San Siro negli anni bui della serie B o quando arrivare in zona UEFA era una grande conquista. I tanti successi dell'ultimo ventennio hanno cambiato radicalmente la mentalità del tifoso del Milan, che ora borbotta in una stagione in cui si vince "solo" Mondiale per club e Supercoppa Europea e s'infuria quando non si vince nulla e si arriva solo terzi. E' normale e umano voler sempre vincere, ma è chiaro che assuefarsi ai grandi traguardi rende più "snob" e fatalmente si diventa più critici. Questa volta, però, c'è qualcosa di più, la vicenda Kakà è stata devastante, sia perchè per la prima volta nell'era berlusconiana il Milan ha venduto per sua iniziativa uno dei suoi campioni più forti (Shevchenko era partito per sua scelta), sia per il modo in cui la questione è stata gestita, ingannando per mesi i tifosi, illusi che la scelta di restare a gennaio fosse ormai definitiva e immutabile, mentre già allora si trattava di un rinvio gestito con molta furbizia e scaltrezza dalle parti in causa. Per questo non mi sento di criticare chi attualmente non se la sente di rinnovare l'abbonamento in quanto troppo deluso dagli atteggiamenti della società, anche se mi piacerebbe sentire che, nonostante i problemi e l'evidente ridimensionamento in atto al Milan, i tifosi restano comunque vicini alla squadra e danno fiducia a questa nuovo corso meno mediatico ma magari più concreto. Lunedì il Milan apre una nuova era e vorrebbe farlo insieme ai suoi tifosi, ma in giro si sente solo tanta indifferenza invece della solita curiosità ed eccitazione per una nuova stagione che inizia e vi assicuro che questo, per chi ama il Milan fa male come e più della cessione di Kakà.
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