Un'altra brutta figura
Ancora una volta siamo qui a raccontare di un Milan che ha di fatto snobbato la Coppa Italia, dopo aver promesso a parole che ciò non sarebbe avvenuto; ogni stagione succede la stessa cosa, la Coppa Italia viene vista come un fastidio del quale liberarsi il prima possibile e questa volta i rossoneri sono stati "costretti" ad arrivare almeno ai quarti di finale perchè agli ottavi hanno incontrato il Novara e la figuraccia di un'eliminazione casalinga contro una squadra di Lega Pro sarebbe stata terribile, altrimenti ho il sospetto che il cammino sarebbe già finito un paio di settimane fa. E' bastato, infatti, trovare una squadra di serie A, motivata e vogliosa di far bene per crollare senza nemmeno dare l'impressione di volersi impegnare; la cronaca della partita è impietosa e dimostra che l'Udinese ha dominato, ha creato molte nitide occasioni da gol e solo uno strepitoso Abbiati ha evitato una sconfitta più netta, mentre i rossoneri hanno tirato in porta sì e no un paio di volte, senza mai provare davvero a vincere la partita. Leonardo ha schierato una formazione con molte "riserve" e sicuramente non ha avuto le risposte che cercava da molti giocatori che avevano l'occasione per mettersi in mostra e dimostrare di meritare più spazio anche in appuntamenti più importanti. I pochi intimi di San Siro ci sono rimasti male, mentre per i tanti tifosi ai quali, come società e squadra, la Coppa Italia non interessa per niente, la delusione non sarà poi così forte, perchè in fondo questa "coppetta" nazionale è stata, è e sarà sempre il terzo ed ultimo obiettivo stagionale, forse meno considerata anche dei tornei estivi, al punto che contro l'Udinese si è vista una squadra che, appunto, sembrava stesse disputando una semplice amichevole estiva, senza grinta, mordente e, naturalmente, gioco.
La lieta sorpresa della serata è la presenza di Abbiati fra i pali dopo dieci mesi; per il resto Leonardo cerca di proporre una formazione competitiva alternando titolari e riserve: rientra Zambrotta, schierato a destra, viene confermato Antonini a sinistra, mentre la coppia centrale è composta da Bonera e Kaladze; a centrocampo ci sono Gattuso, Flamini e Jankulovski, mentre Di Gennaro agisce da trequartista alle spalle di Inzaghi e Huntelaar; come si può notare non è certo il miglior Milan, ma è comunque una formazione che può e deve giocarsela contro un'Udinese che sta vivendo un momento difficile in campionato e proprio per questo cerca riscatto (e un posto in Europa) in Coppa Italia. Come ampiamente previsto San Siro è praticamentre deserto, nonostante gli abbonati abbiano ingresso libero allo stadio: giocare la Coppa Italia a gennaio è una scelta folle, anche se obbligata, visto il calendario ingolfato, ma ciò non invita certo la gente a passare una serata all'aperto con la temperatura intorno allo zero (grado più, grado meno); la curva, come sempre, è il settore più pieno, anzi meno vuoto, ma l'atmosfera non è certo quella delle grandi sfide, anche se ci si stringe per cercare di formare un gruppo compatto e garantire comunque alla squadra tifo e sostegno, per provare a dimenticare tutti insieme la sconfitta nel derby che ha depresso l'ambiente. Certo non si può accusare la squadra di snobbare la Coppa Italia se i tifosi sono i primi a non darle valore, perchè è vero che all'estero le squadre si impegnano di più nelle rispettive coppe nazionali, ma è altrettanto vero che gli stadi sono più pieni, le partite sono più sentite e l'atmosfera è diversa, mentre in Italia ci si lamenta che la Coppa Italia non interessa alle squadre e poi magari si resta a casa a vedere la Coppa d'Inghilterra in TV, invece di andare allo stadio a seguire la propria squadra.
La speranza è che la squadra voglia regalare una soddisfazione ai pochi fedelissimi presenti e, invece, si capisce subito che anche questa volta ci sarà ben poco da essere soddisfatti: l'Udinese parte forte, il Milan è lento e compassato e fatica a costruire azioni pericolose, anche perchè manca l'affiatamento nei vari reparti fra giocatori che non vengono schierati spesso insieme. I friulani costruiscono palle gol a ripetizione e i vari Sanchez, Di Natale e Floro Flores penetrano nella difesa rossonera quasi fosse burro; per fortuna Abbiati risponde alla grande e blocca o respinge tutti i tiri scagliati verso la sua porta, poi ci si mette anche l'arbitro ad infierire sui rossoneri, non vedendo un netto fallo di Sanchez su Antonini che permette all'attaccante di arrivare solo davanti ad Abbiati ma, per fortuna, il suo diagonale scheggia il palo e va sul fondo. Dopo la metà del tempo il Milan riesce ad interrompere l'assedio e impegna finalmente Handanovic con due tiri dalla distanza di Jankulovski e Flamini; soprattutto il secondo è insidioso e costringe il portiere friulano al volo plastico e alla deviazione in corner; resterà questo il tiro in porta più pericoloso dei rossoneri e ciò la dice lunga sulla qualità della prestazione dei rossoneri. Intanto Abbiati continua ad essere sotto pressione e deve deviare in angolo un altro tiro pericoloso di Di Natale. Il primo tempo termina 0-0, ma solo per merito del portiere rossonero e la sensazione è che anche questa volta il destino del Milan in Coppa Italia sia segnato, in negativo ovviamente.
Nella ripresa il Milan prova ad invertire la tendenza negativa, Di Gennaro ha l'unico lampo della sua scialba partita innescando Huntelaar ma poi deve lasciare il posto a Pirlo, perchè Leonardo ha capito che questo Milan "alternativo" non funziona e prova a migliorare la qualità del gioco con il regista titolare. Poco dopo, però, arriva il gol dell'Udinese, per colpa di un banale errore di Antonini che perde palla regalandola a Sanchez, il quale serve Inler che non dà scampo all'incolpevole Abbiati. La mancanza di reazione dei rossoneri dimostra che ormai bisogna rassegnarsi: l'Udinese continua a rendersi pericolosa, il Milan è totalmente innocuo, anche quando Leonardo inserisce Borriello al posto dell'impalpabile Huntelaar e prova il tutto per tutto mandando in campo il giovane Verdi al posto di Gattuso. Il ragazzo ha personalità e tenta il tiro in porta e giocate complicate ma imporsi in questo Milan sgangherato non è facile: passaggi sbagliati, poca intesa fra i giocatori, manovra lenta e prevedibile e così l'unico modo per provare a segnare è il tiro dalla distanza ma quello di Jankulovski finisce fuori. Nel frattempo l'Udinese continua ad imperversare e sfiora ripetutamente il raddoppio e per questo al triplice fischio dell'arbitro non si può che ammettere che la sconfitta è meritata, così come la qualificazione dell'Udinese che, chiaramente, ci ha messo più impegno e più voglia ed è stata premiata.
Come già detto nessuno farà eccessivi drammi per questa eliminazione, anche se i tifosi presenti allo stadio avrebbero meritato più rispetto e forse erano gli unici a crederci (altrimenti sarebbero rimasti anche loro a casa al calduccio); comunque dispiace, perchè l'eliminazione "strategica" in Coppa Italia non è mai piaciuta, ma in passato, quando il Milan era una delle squadre più competitive d'Europa poteva avere un senso, mentre ora, con campionato compromesso e Champions League molto complicata da vincere, poteva essere un obiettivo "consolatorio" per evitare di rimanere ancora senza "tituli". Bisognava cercare di dimenticare e cancellare la brutta serata del derby e, invece, è arrivata un'altra delusione che rende ancora più amara la settimana. La prestazione è stata negativa sotto tutti i punti di vista, nessuno è riuscito a trascinare i compagni, nè Gattuso nè uno come Inzaghi che di solito è un esempio per tutti con il suo impegno e la sua carica agonistica e, invece, questa volta è affondato insieme agli altri senza reagire. L'unico a salvarsi è stato Abbiati, che ha contenuto il passivo con le sue parate e ha impedito all'Udinese di dilagare e sottolineare che il portiere è stato il migliore in una squadra che ha perso ed è stata eliminata è la migliore dimostrazione che il Milan ha fatto una brutta figura ma almeno, a quanto pare, si è tolto un peso, perchè per l'ambiente rossonero la Coppa Italia è più fastidiosa di un sassolino nella scarpa che non si vede l'ora di togliersi dai piedi.
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