Un Milan inedito per una vittoria targata Allegri

Un Milan inedito per una vittoria targata AllegriMilanNews.it
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport
domenica 7 novembre 2010, 20:10Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri, con una formazione rivoluzionata dall'allenatore, dominano a Bari, sprecano molte occasioni, ma vincono, sorpassano l'Inter e avvicinano la capolista Lazio

Inizio migliore non poteva esserci per la settimana che porta al derby: il Milan vince a Bari, sorpassa i cugini fermati dal Brescia in casa e si porta a soli due punti dalla Lazio, che il suo derby l'ha perso contro la Roma; Allegri ha avuto il coraggio di fare scelte particolari, schierando un centrocampo da battaglia, coprendo meglio la difesa e facendo esclusioni eccellenti, ma il campo gli ha dato ragione, con una vittoria meritata e importante, che avrebbe potuto essere anche molto più netta. Il mister rossonero ha studiato bene l'avversario e schierato una formazione inedita ma in grado di non farsi sorprendere dalle ripartenze del Bari e, anzi, di sorprenderlo a sua volta con un pressing feroce in avvio che non ha permesso ai pugliesi di sviluppare il gioco che prediligono; peccato per i tanti errori davanti a Gillet che hanno consentito al Bari di rimanere in partita fino alla fine, ma per fortuna si tratta di errori che non hanno influito sul risultato e hanno solo provocato un po' di sofferenza supplementare ai tifosi rossoneri, che, però, ritrovano una squadra rilanciata in classifica e con grande entusiasmo in una settimana "particolare".

Con Thiago Silva e Antonini a casa per recuperare con calma in vista del derby, le scelte in difesa sono quasi scontate, anche se una novità c'è ed è quella del debutto in campionato di Yepes, preferito a Sokratis per sostituire Thiago Silva e affiancare Nesta; sulle fasce ci sono Abate a destra e Zambrotta a sinistra; grandi sorprese, invece, a centrocampo e in attacco: il trio di centrocampisti, con Boateng squalificato, è composto esclusivamente da incontristi (Flamini, Ambrosini e Gattuso), mentre Seedorf fa il trequartista dietro a Ibrahimovic e Robinho. Fa impressione la panchina rossonera, dove siedono contemporaneamente Ronaldinho, Pato, Inzaghi e Pirlo, insieme al ripescato Jankulovski, Sokratis e al secondo portiere Amelia, ma queste scelte dimostrano che Allegri non ha gradito certe dichiarazioni sentite in settimana dai giocatori e ha voluto chiarire chi comanda e prende le decisioni: è vero che un paio di brasiliani sono stati esclusi come aveva chiesto Ibra, ma in campo non c'è l'eroe della sfida contro il Real Madrid, ovvero Inzaghi, ma Robinho e un nuovo schema che dovrebbe dare più equilibrio e permettere di soffrire meno; certo è rischioso rinunciare alle geometrie e ai tempi di gioco di Pirlo, schierandosi senza un vero regista a centrocampo, ma anche lui ha bisogno di tirare il fiato e poi la gestione del pallone è affidata a Seedorf, riportato nella posizione che predilige e opportunamente protetto con una batteria di assaltatori alle sue spalle, che hanno il doppio compito di pressare e inserirsi negli spazi meno intasati del solito, vista la minore quantità di punte.

Il progetto funziona fin da subito: il Milan è aggressivo e asfissiante, pressa dovunque i giocatori del Bari, perchè sa che alla squadra di Ventura piace iniziare la manovra dalle retrovie e questo atteggiamento lo manda in confusione; la logica conseguenza di tutto ciò è il repentino gol del vantaggio rossonero, nato proprio da un recupero in pressing avanzato dopo un calcio d'angolo respinto, con palla restituita a Seedorf che pennella un cross per l'inserimento di Ambrosini che insacca di testa segnando il primo gol in campionato al rientro da titolare dopo un lungo stop. La partita è già in discesa per i rossoneri che, infatti, continuano a mantenere alti sia il ritmo che il pressing; il Bari è in evidente stato confusionale e il Milan si mantiene in zona d'attacco senza correre rischi in difesa; insomma il giusto approccio alla partita contro questo Bari e l'unico peccato è non riuscire a chiudere la partita: Robinho si divora il raddoppio per ben due volte e lo stesso Ibrahimovic mostra troppa sufficienza e presunzione e poca "cattiveria" agonistica al momento di concretizzare la superiorità della squadra. A facilitare ulteriormente il compito ai rossoneri arriva l'uscita dal campo di Almiron, il perno del gioco barese e, infatti, arriva il raddoppio dei rossoneri, che nasce ancora da un recupero in pressing, passa attraverso un assist geniale di Ibra e viene concluso da Flamini con un "cucchiaino" che scavalca Gillet. Due gol nati da recuperi in pressing e segnati da centrocampisti in inserimento offensivo; quando un allenatore vede concretizzarsi sul campo le sue idee non può che essere contento e soddisfatto e in effetti sembra non esserci partita fra questo Milan perfettamente messo in campo ed un Bari stordito. La prima occasione dei pugliesi con Barreto, però, fa capire che lentamente la situazione sta cambiando e, infatti, nel finale di tempo il Bari trova un po' più di spazio, favorito dal fatto che il Milan allenta il pressing, cala un po' nella concentrazione, è meno preciso e applica marcature meno feroci in difesa. Proprio allo scadere arriva l'episodio che farà discutere, visto che l'intervento di Abbiati in uscita non è sul pallone ma direttamente su Barreto e il rigore poteva starci.

Il Milan si ripresenta in campo per la ripresa con la stessa formazione e con lo stesso atteggiamento del finale di primo tempo: controlla la partita ma non con la stessa determinazione dell'avvio, anche se rischia di essere sempre devastante quando riparte negli spazi lasciati da un Bari sbilanciato nel tentativo di riaprire la partita. Ibra si dimostra troppo egoista e sfiora solo il colpo del K.O. invece di servire compagni meglio piazzati; Robinho si divora un altro gol in modo irritante, Allegri non ne può più e decide che è venuto il momento di toglierlo dal campo rilanciando Pato. Il Milan continua ad avere occasioni ma non le sfrutta e Flamini sfiora solo la doppietta personale con un bel tiro deviato da Gillet; a furia di errori che non chiudono la partita, i rossoneri riescono a far rientrare in gioco il Bari: Kutuzov si infila nella distratta difesa rossonera, batte Abbiati e il Bari comincia a crederci dopo un'ora abbondante di stenti. Per fortuna la paura dura solo otto minuti, visto che nell'ennesimo contropiede Seedorf serve Pato che controlla in modo splendido, temporeggia, dribbla un paio di avversari e piazza il pallone nell'angolino basso lontano con un diagonale che non lascia scampo a Gillet e chiude definitivamente la bocca a chi lo ha contestato e fischiato in questi ultimi tempi. Allegri manda in campo Pirlo al posto di Seedorf per gestire il pallone; Gattuso comincia a pensare al derby, si fa ammonire e così, in quanto diffidato, salterà Milan-Palermo mercoledì ma ci sarà domenica prossima; Ibrahimovic spreca in modo indecoroso prima un contropiede potenzialmente pericoloso, poi un'occasione propizia e così il Bari ha l'occasione per riaprire nuovamente la partita nel finale, quando su un lancio in verticale Barreto sorprende con un tiro al volo una difesa e Abbiati poco reattivi. Fortunatamente i minuti di recupero sono solamente tre, il Milan li gestisce bene e porta a casa una vittoria meritata e tre punti importanti per una classifica che si fa interessante.

Chiamiamola pure vittoria di Allegri che ha mischiato le carte al momento di schierare la formazione, ha rinunciato a qualche "piede buono" per inserire sostanza, corsa e grinta a centrocampo, ha preso decisioni rischiose e coraggiose e ha avuto ragione; immaginate se il Milan avesse stentato e giocato male con una panchina così "prestigiosa" e rinunciando contemporaneamente a Ronaldinho, Pato, Inzaghi e Pirlo; invece il Milan ha dominato e l'unica pecca è non aver concretizzato le tante occasioni avute e aver tenuto aperta una partita che poteva essere strachiusa già nel primo tempo. Certo quel Robinho che ha sbagliato tutto quello che poteva ha fatto irritare un po' tutti, ma poi Pato ha messo le cose a posto e anche in questo caso Allegri ci ha visto giusto, perchè a volte un po' di panchina restituisce voglia di far bene e determinazione (vero Seedorf?); da riproporre in situazioni simili quel centrocampo da battaglia che si è ben comportato e, non a caso, sono venuti i tanto invocati e attesi gol dei centrocampisti, che possono e devono far la differenza quando gli attaccanti latitano. Si può dire che il Milan di Bari, proprio con quell'atteggiamento grintoso nel pressing e con gli inserimenti degli interni di centrocampo è più corrispondente alle idee di Allegri di quello dei "fantastici quattro" o del tridente con attaccanti molli e svogliati che non rientrano e fanno soffire difesa e centrocampo quando la palla ce l'hanno gli avversari, quindi la trasferta in Puglia potrebbe davvero essere un punto di svolta per la stagione rossonera, perchè Allegri ha avuto il coraggio di schierare il suo Milan, i fatti gli hanno dato ragione e ora tutti sanno che non ci sono intoccabili o predestinati a scendere in campo, nè moduli da riproporre a prescindere. La settimana del derby inizia nel migliore dei modi, ma ora pensiamo solo al Palermo, per non rovinare subito questa preziosa e importante vittoria.