Un pareggio prezioso
Il Milan torna da Amsterdam con un punto, frutto di un pareggio tutto sommato giusto fra due squadre che si sono affrontate a viso aperto soprattutto nel primo tempo; in questi casi viene spontaneo chiedersi se si tratti di un punto guadagnato o di due punti persi, ma penso che si possa tranquillamente dire che il pareggio è un buon risultato, perchè fare risultato all'Amsterdam ArenA non è facile e perchè l'Ajax attuale non sarà lo squadrone che nei primi anni settanta dominava la scena europea e nemmeno la formazione che costrinse proprio il Milan alla sconfitta nella finale del 1995 a Vienna, ma è comunque una buona squadra con qualche ottima individualità e con il solito gioco corale e collettivo che è un marchio di fabbrica dei lancieri. Il Milan ha mostrato i soliti pregi e i soliti difetti: traballante in difesa, più convincente in attacco, grazie agli assist di Seedorf e al solito gol di Ibrahimovic; avrebbe potuto vincere se Robinho non si fosse divorato un gol semplice semplice o se qualche altra occasione fosse stata sfruttata meglio, ma avrebbe anche potuto perdere se non avesse prontamente reagito al gol subito quando la difesa si è fatta infilare in velocità e anche Nesta ha fatto una brutta figura contro l'ottimo Suarez. La sfida di Amsterdam, però, ha dimostrato che il Milan sta cambiando pelle: non è più una squadra alla ricerca del bel gioco e di trame raffinate ma sta imparando ad assecondare i desideri del suo nuovo campione e le richieste dell'allenatore, ovvero verticalizzazioni e lanci lunghi per innescare Ibrahimovic e consentirgli di realizzare ciò che sa fare meglio e ciò per cui è stato acquistato dal Milan, i gol, possibilmente decisivi; da qualche partita Ibra monopolizza il tabellino marcatori e comincia a venire il sospetto che il Milan stia diventando "Ibradipendente".
Allegri non stava facendo pretattica alla vigilia: Ronaldinho viene dirottato in panchina e va a fare compagnia ad Inzaghi, visto che nemmeno Pippo viene schierato da titolare e in campo va Robinho, a far coppia con Ibrahimovic, mentre Seedorf agisce da trequartista davanti ad un centrocampo che abbina agonismo (Gattuso e Flamini) e tecnica (Pirlo); in difesa si rivede Zambrotta a destra con Antonini a sinistra, mentre la coppia centrale non può essere che quella composta da Nesta e Thiago Silva, l'unica che attualmente dà garanzie e che per questo motivo è "condannata" a giocare sempre e comunque, salvo infortuni e squalifiche. Il Milan è alla ricerca di un risultato positivo nella bolgia dell'Amsterdam ArenA: il pubblico olandese fa un gran tifo, crea spettacolo nello spettacolo prima e durante la partita, riservando anche una standing ovation da brividi all'ex Seedorf in occasione della sua sostituzione nel finale di partita. Un palcoscenico prestigioso, un grande pubblico e un avversario di grande nome e con un passato importante: ci sono tutte le componenti che solitamente risvegliano l'orgoglio dei campioni rossoneri e li portano a giocare grandi partite nelle serate di Champions. Si tratta, invece, della prima trasferta europea per mister Allegri ed è facile immaginare che ci sia una certa emozione nel sentire le note dell'inno della Champions prima dell'inizio delle ostilità.
Le due squadre si sfidano senza timori reverenziali e l'Ajax parte a gran ritmo, facendo pressing e correndo molto; il Milan deve adeguarsi per non andare in difficoltà, anche se i palleggiatori rossoneri preferirebbero un ritmo meno indiavolato; l'intesa fra Ibrahimovic, Seedorf e Robinho sembra buona ed è proprio il brasiliano ad avere la prima occasione favorevole, anche se il fatto di affrontare il loro passato sembra ispirare particolarmente i due ex Seedorf e Ibra: l'olandese dispensa assist, lo svedese prova a non essere solo il terminale dell'azione ma a dialogare con i compagni di reparto; dietro c'è un Gattuso da vecchi tempi, che corre per tutti, randella quando è necessario, ringhia sulle caviglie degli avversari e a muso duro quando si tratta di protestare con l'arbitro, visto che in quest'occasione è anche capitano. Flamini non si tira indietro quando si tratta di essere aggressivi e metterla sul piano dell'agonismo, mentre Pirlo dà ordine alla manovra e cerca il lancio lungo che inneschi l'arma Ibra, come successo sabato nella partita contro il Genoa. Dopo una fase iniziale abbastanza equilibrata, con occasioni da una parte e dall'altra e alternanza di dominio territoriale e del gioco, a metà tempo arriva la doccia fredda del gol dell'Ajax: Suarez si scatena sulla sinistra, beffa Nesta con un tunnel e mette al centro per El Hamdaoui, che controlla, si gira e mette in rete da pochi passi nonostante il disperato tentativo di Nesta di recuperare al precedente errore. Il Milan sembra accusare un po' il colpo e fatica a reagire e l'Ajax prova a sfruttare il momento favorevole; la colossale occasione divorata da Robinho intorno alla mezz'ora sembra un triste presagio di una serata negativa, ma poco dopo arriva l'azione che riequilibra il punteggio: Seedorf raccoglie un lancio lungo e lo smista al centro dell'area dove Ibra protegge il pallone da par suo e lo mette alle spalle di Stekelenburg. Ancora Ibra, sempre e solo Ibra, al terzo gol in Champions (già metà dell'intero bottino in questa competizione con la maglia dell'Inter!) e al terzo gol consecutivo in una settimana dopo quelli alla Lazio e al Genoa. Nel finale di tempo le due squadre provano ancora a farsi del male, sia metaforicamente (ovvero tentando di segnare il gol del vantaggio) sia nel vero senso della parola con qualche entrata dura e interventi decisi.
Nella ripresa il ritmo cala vistosamente, forse perchè le squadre hanno speso molto nel primo tempo e anche il numero delle occasioni da gol diminuisce. Il gioco è meno spumeggiante, c'è meno velocità ma non cala l'agonismo, soprattutto a metà campo e l'arbitro deve ricorrere a qualche cartellino giallo. Allegri inserisce forze fresche, ovvero Boateng (uno degli esclusi dalla formazione titolare) al posto di Flamini, mentre Ronaldinho e Inzaghi proseguono il riscaldamento ma non vengono inseriti, nonostante Ibrahimovic sembri sofferente per un risentimento muscolare all'adduttore. L'unica vera occasione è del Milan e arriva nel finale di partita, quando uno spunto di Ibrahimovic sulla sinistra consente a Boateng di sferrare un tiro al volo che sembra vincente, ma Stekelenburg reaspinge d'istinto e salva un gol che sembrava già fatto. Allegri inserisce anche Abate e Inzaghi al posto di Seedorf e Robinho, ma i due non hanno modo di mettersi in mostra e, soprattutto, SuperPippo deve ancora rinviare l'appuntamento con il gol che lo porterebbe alla pari con Gerd Muller nella classifica dei più prolifici cannonieri europei di tutti i tempi. Al triplice fischio dell'arbitro nessuno può dirsi completamente soddisfatto ma nemmeno troppo deluso: il pubblico olandese fa festa come se avesse vinto e anche sui volti dei rossoneri si legge una velata soddisfazione per un risultato importante che consente di tenere a tre punti l'Ajax e a quattro l'Auxerre, anche se ora i rossoneri sono secondi nel girone alle spalle del Real.
Il Milan voleva un risultato positivo e l'ha ottenuto; forse molti speravano in una vittoria ma in fondo può andar bene anche così; la squadra di Allegri deve ancora crescere e trovare il suo assetto definitivo, ma riesce ad ottenere risultati soddisfacenti e, soprattutto, ha trovato ciò che cercava, ovvero un attaccante che segna con continuità e risolve i problemi anche quando la squadra non è brillante e in grande forma; un Milan meno spettacolare e fantasioso ma più concreto e spietato, che sta imparando a sfruttare l'arma Ibrahimovic. Un cambio di mentalità e di filosofia che sta dando i suoi frutti, perchè il Milan vuole tornare a vincere a qualunque costo e se per farlo deve rinunciare alla "mission" del bel gioco richiesto dal presidente Berlusconi ben venga, perchè in tutto l'ambiente c'è una grande fame di successi dopo qualche stagione di digiuno. Quella di Amsterdam era una tappa insidiosa nel cammino europeo del Milan e averla superata indenne è motivo di soddisfazione nonostante la mancata vittoria, perchè l'importante è alimentare la classifica del girone e rimanere in zona qualificazione senza troppi patemi d'animo per giocarsi poi il primo posto nell'affascinante doppia sfida con il Real di Mourinho.
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