VERSO CATANIA-MILAN

VERSO CATANIA-MILANMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
sabato 2 maggio 2009, 12:07Vista dalla Curva
di Davide Bin

Sognando l'impossibile, il Milan si presenta a Catania con l'imperativo categorico di conquistare i tre punti; scenderà in campo conoscendo già il risultato dell'Inter, impegnata a San Siro contro la Lazio nell'anticipo serale del sabato ed un'eventuale vittoria dei nerazzurri potrebbe già far svanire o, comunque, rendere ancor più difficile la realizzazione del sogno, ma in ogni caso la vittoria serve per tenere a distanza la Juventus alla vigilia dello scontro diretto per il secondo posto in programma domenica 10 maggio. A Catania i rossoneri sono attesi da un vecchio "nemico" di tanti derby del passato, ovvero quel Walter Zenga che ora allena con ottimi risultati i siciliani, ma che è stato per anni estremo difensore dell'Inter e che darebbe chissà cosa per potersi rendere ancora utile alla causa nerazzurra, bloccando sul nascere il sogno rossonero di una clamorosa, anche se improbabile rimonta. E' chiaro che gli ancelottiani non hanno altro risultato che la vittoria per mantenere viva la speranza ed eventualmente alimentarla qualora la Lazio fosse riuscita ad uscire indenne da San Siro, ma sappiamo benissimo che anche vincere le restanti cinque partite (comunque impresa non facile visto il calendario) potrebbe non bastare. La squadra sta bene e lo ha dimostrato con un filotto di risultati utili consecutivi che sta alimentando un po' di rimpianto, perchè è chiaro che se avesse iniziato a giocare così e ad ottenere questi risultati un po' prima, ora gli scenari sarebbero diversi; bisogna sottolineare, però, che la rinascita rossonera in campionato è iniziata, esattamente come nella scorsa stagione, nel momento in cui il Milan non ha più avuto impegni extra (coppe) da affrontare e ha potuto concentrarsi su una sola partita a settimana, allenandosi con profitto e recuperando la forma fisica di molti elementi che ora stanno trascinando la squadra, mentre in autunno e inverno non riuscivano a rendere in modo adeguato. Non può essere solo una coincidenza e bisognerà tenerne conto quando fra qualche settimana la stagione sarà conclusa e bisognerà pensare al Milan del futuro; il rischio è che questo buon finale di stagione confonda le idee e faccia pensare che la squadra va bene così e servono solo pochi innesti per mantenerla competitiva ad alti livelli; l'errore è già stato compiuto un anno fa, nonostante la delusione della mancata qualificazione alla Champions League, ne stiamo pagando gli effetti e per questo vogliamo non sia ripetuto, perchè il prossimo Milan deve essere competitivo da agosto a maggio in tutte le competizioni e non deve aspettare di essere fuori da tutto per avere un rendimento "da Milan" in campionato.

I discorsi sul futuro, comunque, possono e devono essere accantonati almeno per qualche altra ora, se non addirittura per qualche settimana: godiamoci le ultime cinque esibizioni di una squadra che ora gioca bene e vince, ha il miglior attacco del campionato e ha ritrovato anche una discreta solidità difensiva, nonostante gli infortuni e l'età media alta del reparto: basti pensare che anche a Catania i centrali difensivi dovrebbero essere ancora una volta Favalli e Maldini, ovvero quasi ottant'anni in due, mentre sulle fasce si tornerà all'antico, visto che Flamini è squalificato e l'esperimento di schierarlo terzino destro deve essere momentaneamente accantonato; peccato perchè il binario di destra Flamini-Beckham è una delle cose che ha funzionato meglio nel Milan che nelle ultime due partite interne ha battuto nettamente Torino e Palermo; ma i rossoneri hanno altre armi per mettere in difficoltà gli avversari di turno: un centrocampo solido e creativo grazie alla concretezza e al dinamismo di Ambrosini (vero gladiatore anche dialettico quando si tratta di affrontare a muso duro l'arrogante Mourinho), alle geometrie di Pirlo, regista sempre più occulto (perchè lascia la ribalta ad altri) ma fondamentale per questa squadra e alla fantasia di Beckham, che con quel magico piede destro fa quello che vuole e crea assist deliziosi per i compagni; inoltre la partita contro il Palermo ha dimostrato che è tornato il miglior Kakà (e riscoprirne le qualità immense fa capire cosa è mancato alla squadra nei due mesi in cui è rimasto fuori) e che Inzaghi continua a segnare ad una media strepitosa (ma anche Pippo rifiorisce solo in primavera e, purtroppo per lui e per noi, la stagione prevede altri sei mesi in cui bisogna segnare e vincere...); inoltre a Catania si rivedrà in campo Pato, assente contro il Palermo per problemi muscolari e l'attacco rossonero avrà un'altra arma letale in più per mettere in difficoltà la difesa della squadra di Zenga. Personalmente sono curioso di vedere se Kakà e Pato riusciranno a trovare la giusta coesistenza senza "pestarsi i piedi", perchè la partita di domenica scorsa mi ha fatto sorgere il piccolo dubbio che la splendida prestazione di Kakà fosse frutto anche della circostanza che la zona di campo dove più gli piace agire fosse libera a causa dell'assenza del Papero e vorrei che una contemporanea ottima prestazione di entrambi mi facesse cambiare subito idea, cosa molto importante anche in prospettiva futura. Come avete potuto notare, non ho citato Ronaldinho, perchè per lui si prospetta l'ennesima panchina di un 2009 negativo, che l'ha fatto finire ai margini del progetto Milan: come dimostrato anche da questo sito, i tifosi lo vorrebbero titolare più spesso, per non dire sempre, ma a parte il fatto che bisognerebbe stabilire anche chi tenere fuori (in fondo si gioca sempre in 11...) e poi penso che Dinho ci abbia messo del suo in questi mesi, dimostrandosi poco motivato e, probabilmente, poco impegnato in allenamento, perchè altrimenti non si spiega il cambio di opinione di Ancelotti, che l'ha sempre tenuto in considerazione fino a dicembre per poi accantonarlo improvvisamente nel nuovo anno solare (un motivo ci sarà...non sarà mica impazzito!).

Comunque ora non è il momento per polemiche e recriminazioni: bisogna stare uniti e remare tutti nella stessa direzione, almeno fino a quando il sogno rimarrà vivo; non illudiamoci troppo, perchè tutto potrebbe svanire sul più bello già fra poche ore, ma l'importante è avere la coscienza a posto, fare tutto il possibile per cercare di realizzare l'impossibile e, soprattutto, evitare dolorosi passi falsi contro una squadra tranquilla come il Catania, che il suo obiettivo l'ha raggiunto, ha poco da chiedere a questo campionato e, proprio per questo, assomiglia tanto a quel Napoli che proprio un anno fa ci impose una netta e clamorosa sconfitta, cancellando di fatto le residue speranze di qualificarsi per la Champions; errare è umano, perseverare è diabolico, quindi speriamo che la squadra abbia capito la lezione della scorsa stagione e affronti la partita con la giusta mentalità e la rabbia e l'ardore agonistico di chi vuole continuare a credere nei sogni impossibili e tenersi nella mente quella pazza idea chiamata scudetto!