VERSO MILAN-CAGLIARI

VERSO MILAN-CAGLIARIMilanNews.it
sabato 21 febbraio 2009, 14:03Vista dalla Curva
di Davide Bin

Il Milan si ripresenta a San Siro per la terza volta consecutiva in campionato, complice il fatto di aver giocato "in trasferta" il derby e, dopo il deludente pareggio contro la Reggina e la bruciante sconfitta nella stracittadina contro l'Inter, è assolutamente necessario che torni alla vittoria, per ricominciare a marciare spediti in classifica. Archiviati ormai i sogni di scudetto, c'è comunque un secondo posto non molto distante e, soprattutto, bisogna tenere lontane le squadre che stanno dietro (Fiorentina, Genoa e Roma, rispettivamente a tre, quattro e cinque punti di distacco), sia perchè da questa stagione c'è una notevole differenza fra terzo e quarto posto (la terza va direttamante ai gironi di Champions, la quarta affronta un turno preliminare meno agevole che in passato), sia perchè nessuno vuole nemmeno minimamante pensare ad un'altra stagione fuori dal "salotto buono" dell'Europa che conta. In questa stagione, infatti, l'Europa rossonera vuol dire Coppa UEFA e anche a Brema mercoledì scorso il Milan ha stentato, ha sofferto e ha dimostrato limiti e difetti ormai cronici: ogni pallone alto crea enormi problemi in area rossonera e la difesa subisce gol in fotocopia a dimostrazione che c'è qualcosa che non funziona sia nell'organico, sia nei meccanismi difensivi: il gol di Diego ricorda troppo quello di Stankovic per pensare che sia solo una casualità ed è ovvio che finchè non si troverà una soluzione a questa fragilità difensiva, non si potrà certo ambire a grandi traguardi, soprattutto in campionato, perchè la squadra che vince lo scudetto può anche non essere quella con l'attacco più prolifico, ma sicuramente è sempre quella con la difesa meno battuta del campionato. Questo doveva essere un altro spunto di riflessione per la società al momento della campagna acquisti ma a quanto pare si è preferito puntare tutto sull'attacco (e con risultati nemmeno troppo trionfali) e dimenticarsi ancora una volta della difesa, confidando nel recupero di Nesta che non c'è stato, sperando che Senderos fosse un fenomeno, costringendo il povero Maldini a fare gli straordinari e non accorgendosi che gente come Kaladze sembra ormai logora e inaffidabile ad altissimi livelli. Aspettando il tanto atteso ricambio di uomini che auspicavamo la scorsa estate ma che non c'è stato (e i risultati sono davanti agli occhi di tutti), c'è comunque una stagione da chiudere in modo dignitoso, qualificandosi alla prossima Champions e tentando di vincere la Coppa UEFA, che non sarebbe certo un contentino, ma comunque un importante trofeo internazionale. Il Cagliari non è certo l'avversario migliore e più agevole per cercare il riscatto, visto che è una della squadre più in forma del momento, non più tardi di qualche settimana fa ha battuto a domicilio la Juventus e gioca un calcio divertente ed efficace; se la difesa rossonera non ritroverà compattezza e solidità, potrebbero essere dolori contro la squadra di Allegri, che non è più quella tremebonda e in crisi della partita di andata ma che proprio da quel pareggio (primo punto in campionato) ha trovato lo slancio per disputare una stagione fantastica, al di là delle più rosee aspettative. Servirà, quindi, un buon Milan per conquistare i tre punti e speriamo che le tossine della partita di Brema non siano un handicap, visto che si affronta una squadra riposata e che ha potuto lavorare con calma e serenità per tutta la settimana.

Kakà è ancora indisponibile e senza di lui il Milan ha perso per la quarta volta su quattro; dimostrazione della sua importanza in questa squadra ma anche fonte di preoccupazione per la sfida contro il Cagliari; doveva toccare ancora una volta a Ronaldinho (ottimo nel derby) farne le veci, ma la botta subita domenica non è stata riassorbita e anche lui dovrebbe essere assente; spazio dunque alle due punte, Pato (a segno per la prima volta nella stracittadina) e Inzaghi con Seedorf trequartista e probabile anche la conferma di Flamini a centrocampo dopo la buona prova contro il Werder, mentre in difesa Bonera prenderà il posto di Kaladze, ancora fuori forma come il derby ha impietosamente dimostrato; comunque ci vorrà il contributo di tutti, chiunque andrà in campo, per vincere una partita tutt'altro che semplice. Domenica scorsa i risultati del pomeriggio hanno permesso di "ammortizzare" in classifica gli effetti della sconfitta nel derby: il crollo della Roma a Bergamo e il rocambolesco pareggio all'ultimo minuto della Fiorentina a Genova hanno evitato che i giallorossi e il Genoa si portassero a soli due punti dal Milan, creando ancora più apprensione per la situazione in classifica. Nonostante ciò la settimana non è stata certo facile per Ancelotti e il suo gruppo: ci sono state le polemiche per l'arbitraggio di Rosetti, che ha sicuramente penalizzato il Milan ma non deve essere l'unico alibi per la sconfitta; poi è arrivato il pareggio di Brema, che ha irritato il presidente Berlusconi, spigendolo a criticare la squadra per il suo atteggiamento nei finali di gara. Non è certo un momento facile per la squadra rossonera, partita con l'ambizioso progetto di vincere lo scudetto (o, comunque, di lottare fino all'ultimo per conquistarlo) e che ora si ritrova a molte giornate dal termine con un distacco già a due cifre, che ricorda molto quelli accumulati negli ultimi campionati. In questi casi bisogna reagire subito per non affondare definitivamente e confidiamo nell'orgoglio e nell'esperienza dei giocatori di Ancelotti per superare questo momento delicato e chiudere positivamente una stagione che tutti sognavamo ben diversa ma che può ancora regalarci delle soddisfazioni se tutto l'ambiente saprà restare unito, compattarsi, capire i propri errori, non illudersi che le sconfitte siano solo colpa di altri (nel derby Rosetti ha penalizzato il Milan e tutti lo abbiamo sottolineato ma sono stati tanti anche gli errori della squadra e di alcuni singoli) e remare tutti nella stessa direzione, perchè questa è una squadra non certo perfetta ma che ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutti, anche con l'Inter in un derby combattuto e incerto fino alla fine e che, quindi, non può chiudere la stagione in modo anonimo e fallimentare.