VERSO MILAN-LECCE

VERSO MILAN-LECCEMilanNews.it
sabato 4 aprile 2009, 18:05Vista dalla Curva
di Davide Bin

I rossoneri iniziano la volata finale del campionato, dopo la sosta per gli impegni delle nazionali, affrontando la squadra contro la quale, nel girone di andata, cominciarono di fatto i problemi che hanno portato, lentamente ed inesorabilmente, il Milan lontano dalla vetta. A novembre la squadra di Ancelotti si presentò in Salento da capoclassifica "virtuale" (si giocava in posticipo e nel pomeriggio era già stata scavalcata dall'Inter), dopo la vittoria-sorpasso all'ultimo respiro contro il Napoli e aveva bisogno dei tre punti per restare in vetta; dominò la partita, fece la migliore prestazione in trasferta della stagione, sbagliò molti gol, riuscì a portarsi in vantaggio con Ronaldinho, ma all'ultima azione subì la rete del pareggio (realizzato, ironia della sorte, dal “tifoso milanista” Esposito) su uno dei tanti palloni alti, spioventi in area da calcio piazzato, che per tutta la stagione hanno creato il panico nella difesa rossonera, costantemente immobile e sorpresa in queste situazioni. Da allora il Milan non è più stato in vetta al campionato e la soddisfazione provata nella settimana a cavallo fra la partita contro il Napoli e quella di Lecce si è rivelata effimera e ingannevole; da allora, inoltre, Ronaldinho non ha più segnato un gol su azione e quello che era stato uno dei trascinatori del Milan di fine estate-inizio autunno si è progressivamente spento, scomparendo dalla scena dopo la sosta natalizia, visto che Ancelotti lo ha relegato spesso in panchina e, molto probabilmente, lo farà anche domenica sera. Un girone dopo possiamo dire che in Puglia c'è stato il punto di svolta, in negativo, della stagione rossonera; ora Milan e Lecce si ritrovano e si riscoprono più povere: i rossoneri sono lontani quattordici punti dalla vetta, sette dal secondo posto e devono guardarsi alle spalle perchè il pareggio di Napoli ha fatto riavvicinare Genoa e Fiorentina (rispettivamente a quattro e sei punti), mentre il Lecce, che all'epoca era quasi a metà classifica e, quindi, in posizione tranquilla, ora è in piena zona "calda" e se il campionato finisse oggi sarebbe retrocesso. Vietato compiere altri passi falsi, quindi, per entrambe le squadre, anche se è ovvio che il pronostico è nettamente sbilanciato a favore dei rossoneri, che devono conquistare i tre punti per rimanere tranquilli al terzo posto. Partita teoricamente facile e scontata, verrebbe da dire, ma visto che il Milan ha rovinato la stagione e le possibilità di vincere il campionato proprio contro le cosiddette "piccole", è meglio andarci piano con certe affermazioni e prendere con le molle avversari teoricamente inferiori ma che, proprio per questo, tendono a chiudersi, arroccarsi in difesa e creare molti problemi ad una squadra che manca dell'ariete, indispensabile in queste occasioni. A proposito di ariete, quella di Lecce è stata l'ultima apparizione di Borriello e proprio la sua lunga assenza è una della spiegazioni dei problemi del Milan; doveva essere lui l'attaccante alto e forte fisicamente che Ancelotti tanto desiderava, ma i frequenti infortuni lo hanno costretto a rimanere più in infermeria che in campo e il gioco della squadra ne ha risentito, soprattutto nelle partite contro le squadre di media-bassa classifica. Se ci fate caso, infatti, il Milan ha lasciato punti contro tutte e tre le squadre che occupano gli ultimi tre posti della classifica (pareggi contro Reggina a San Siro e Lecce e Torino in trasferta), mentre sostanzialmente contro la capolista Inter è in situazione di parità (una vittoria a testa nei derby) e, anzi, se si trattasse di sfida ad eliminazione diretta, sarebbero stati i rossoneri a passare il turno (vittoria 1-0 in casa e sconfitta 2-1 in trasferta), quindi è ancora una volta dimostrato dai fatti e dai numeri che il Milan deve migliorare il rendimento contro le "provinciali" se davvero in futuro vuole tornare ad essere competitivo in campionato.

La riprova la avremo a breve, visto che nel mese di aprile i rossoneri hanno un calendario agevole (teoricamente), dovendo affrontare Lecce, Chievo e Torino, per poi salire di difficoltà contro le due siciliane (Palermo e Catania) e chiudere il campionato con un mese di maggio "terribile", che prevede le partite contro Juventus, Udinese, Roma e Fiorentina. Meglio, quindi, mettere fieno in cascina subito, per arrivare a maggio con una situazione di classifica possibilmente tranquilla e delineata, senza la necessità di giocarsi tutto in sfide ad alto coefficiente di difficoltà; per fare ciò, ovviamente, è necessario battere avversari come il Lecce che, però, ormai devono cercare di fare punti dovunque possibile per raddrizzare una classifica traballante e devono giocare con il coltello fra i denti su ogni campo, cercando il colpaccio anche laddove sembrano spacciati. Ecco perchè servirà il miglior Milan per battere un Lecce combattivo e Ancelotti è intenzionato a schierare la miglior formazione possibile, che non si discosta molto da quella vista nelle ultime partite contro Atalanta, Siena e Napoli. Tutto ruota attorno alla disponibilità dei tre brasiliani rientrati dal SudAmerica dopo gli impegni della nazionale verde-oro: Pato dovrebbe essere titolare, anche perchè non si è certo "sfiancato" in nazionale (Dunga lo considera l'alternativa a Robinho come seconda punta e lo relega spesso in panchina), Kakà è tornato guarito e rinfrancato dopo aver giocato novanta minuti contro il Perù e ora vorrebbe disputare per intero tutte le partite da qui a fine stagione (ma bisognerà valutare le sue condizioni), mentre Ronaldinho si è ulteriormente immalinconito, giocando male in Ecuador e per lui si profila l'ennesima panchina di un 2009 tutto da dimenticare e di un'avventura in maglia rossonera che potrebbe già essere giunta al capolinea, se davvero deciderà di ascoltare le sirene arabe che risuonano da Manchester e che in passato hanno tentato anche Kakà. Per una volta le "cervellotiche" decisioni della Lega Calcio danno una mano al Milan e ad Ancelotti; in origine la partita era in programma al sabato sera e sarebbe stato difficile, per non dire impossibile, contare sull'apporto dei brasiliani, tornati solo venerdì a Milanello; invece è stata inventata la "giornata spezzatino", tutta alla domenica e con partite spalmate in varie orari (una alle 13, sette alle 15, una alle 19 e una, Milan-Lecce appunto, alle 21), ufficialmente proprio per consentire alle squadre di schierare i sudamericani reduci dai viaggi oltreoceano ma, ufficiosamente, per provare ad inserire la partita all'ora di pranzo, che risulterà un po' indigesta ai tifosi delle squadre coinvolte ma che permette alle società di investire sul mercato asiatico, perchè le 13 in Italia sono la prima serata in Estremo Oriente. In fondo molti hanno criticato questa scelta, ma si tratta di un compromesso fra i "nostalgici del passato" che vorrebbero tutte le partite in contemporanea alla domenica pomeriggio (cosa ormai impossibile, visto che i soldi dei diritti televisivi sono sempre più fondamentali per le società) e chi, per esigenze televisive appunto, pretende di giocare in giorni ed orari diversi. Per quanto riguarda ciò che più ci interessa, ovvero la partita del Milan, speriamo che il dover giocare mezz'ora più tardi rispetto al canonico orario serale, non convinca ancor più gente a restarsene a casa, perchè si tratta già di una partita di scarso richiamo, l'attuale situazione della squadra non crea certo entusiasmo nella tifoseria e, quindi, si rischia di giocare in uno stadio mezzo vuoto una sfida che, invece, è molto importante, per ripartire lanciati dopo la sosta e "blindare" il terzo posto dall'assalto di chi rincorre; arrivare terzi non è certo molto prestigioso, ma è fondamentale per il futuro della squadra e della società, quindi lasciamo da parte rancori e polemiche per una stagione andata molto peggio di quello che sognavamo e lottiamo insieme per l'ultimo obiettivo, che potrebbe essere il punto di partenza per i trionfi del futuro, cosa che tutti speriamo.