VERSO UDINESE-MILAN

VERSO UDINESE-MILANMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
sabato 16 maggio 2009, 00:17Vista dalla Curva
di Davide Bin

Archiviato definitivamente il sogno di rimonta scudetto, a causa del pareggio di domenica scorsa contro la Juventus, il Milan punta a chiudere nel miglior modo possibile la stagione, difendendo il secondo posto; domenica sera è arrivata la matematica certezza del ritorno in Champions League dopo un anno di purgatorio, anche se serve un altro piccolo sforzo per avere la sicurezza dell'ingresso diretto nei gironi, senza passare dall’insidioso turno preliminare; stiamo parlando di certezze aritmetiche, visto che la Fiorentina è a sette punti e le probabilità di raggiungere il Milan sono le stesse che i rossoneri hanno di vincere lo scudetto, cioè pochissime, però, visto che all'ultima giornata è in programma proprio Fiorentina-Milan, è meglio arrivare all’appuntamento con la questione già decisa; una vittoria a Udine sarebbe l'ideale per affrontare in scioltezza le ultime due partite e cominciare a pianificare il futuro, a partire dalla questione allenatore. Ogni discorso, infatti, è stato "congelato" fino ad ufficiale conquista di un posto nei gironi di Champions, ma nel frattempo le voci si moltiplicano, si sovrappongono, si smentiscono a vicenda e creano confusione e tensione, cosa che non giova certo alla squadra e alla sua serenità. Si attendono comunicati dell’allenatore, della società o di entrambe le parti, ma potrebbe anche non succedere nulla, ritrovandoci a luglio con lo stesso allenatore, che in questi anni ha ottenuto ottimi risultati sulla panchina rossonera. E’ importante fare chiarezza al più presto, perché questa situazione non è corretta nei confronti di un tecnico che ha scritto pagine importanti della storia rossonera e non è degna di una società che, a parte qualche occasionale caduta di stile (vedi ad esempio la cacciata di Zaccheroni a metà stagione) ha sempre gestito al meglio i cambi di guida tecnica e la fine dei vari cicli vincenti (quelli di Sacchi o Capello). In tutta questa baraonda di voci e di ipotesi per il futuro, potrebbe sembrare che la partita di Udine abbia scarso interesse, ma non è così, prima di tutto perché, come già detto, la squadra vuole timbrare al più presto il passaporto per rientrare direttamente in Champions League e in secondo luogo perché si tratta di una partita difficile su un campo ostico, anche se i rossoneri hanno una discreta tradizione positiva al Friuli.

La partita di andata si giocò a ridosso delle feste natalizie, fu l’ultima dell’anno solare 2008 e verrà ricordata perché nel pre-partita venne presentato al pubblico rossonero David Beckham; doveva essere una “figurina” da esibire per un paio di mesi, un giocatore venuto a svernare a Milanello per allenarsi fra un campionato statunitense e l’altro e, invece, l’inglese si è dimostrato grande professionista, ottimo giocatore, molto utile alla causa rossonera al punto che ha giocato quasi tutte le partite da titolare, non è tornato a Los Angeles ai primi di marzo come da primi accordi e, forse, non ci tornerà più, se i suoi avvocati riusciranno a rescindere senza troppi danni il contratto che lo lega ai Galaxy, in modo da presentarsi regolarmente al raduno di luglio del Milan. Purtroppo Beckham a Udine non ci sarà, perché l’ammonizione rimediata all’inizio della partita con la Juventus ha fatto scattare la squalifica; a gennaio a David era stato chiesto di dare una mano a sostituire l’infortunato Gattuso e lui l’ha fatto, non solo mettendo in mostra le indubbie qualità dei suoi piedi fatati e precisi con cross e lanci millimetrici, ma anche in fase di copertura, mostrando un’insospettabile grinta e molto ardore agonistico e mordendo le caviglie agli avversari come il “maestro” Ringhio. Tra i convocati per Udine figura proprio Gattuso, che è andato in panchina contro la Juve (come premio per la volontà che ci ha messo nel recupero dopo l’infortunio) e che ha giocato il primo tempo dell’amichevole in Albania; se l’andamento della partita lo permetterà ci sarà l’occasione per rivederlo in campo anche in sfide ufficiali, completando di fatto il suo recupero lampo e per tutti noi tifosi rossoneri sarà una grande soddisfazione rivedere in campo uno dei simboli di questo Milan. Non figura fra i convocati, invece, Sandro Nesta, anche se pure sul suo conto sembrano esserci buone notizie e si potrebbe addirittura vederlo in campo per uno spezzone di partita in questo finale di stagione. Abbiamo parlato della squalifica di Beckham, ma c’è anche un altro squalificato, ovvero il “professor” Favalli, espulso nel finale della partita contro la Juventus; per questo la difesa dovrebbe essere rivoluzionata, con Senderos al fianco di Maldini, il ritorno di Zambrotta a destra e il rientro di Jankulovski a sinistra, perché l’ottimo Flamini, dopo tante buone prove come terzino destro, dovrebbe tornare a centrocampo al posto di Beckham e a fare reparto con Ambrosini e Pirlo. In avanti Ancelotti deve decidere se dare ancora spazio a Inzaghi (poco brillante contro la Juve) o rilanciare Pato dopo qualche panchina, mentre non dovrebbero esserci dubbi sulla presenza di Seedorf e Kakà.

Il pareggio contro la Juve ha azzerato di fatto le possibilità di rimonta e tolto molto pathos a questa sfida di Udine; purtroppo resta il rimpianto e, anzi, si può dire che sia raddoppiato rispetto al passato, perché il Milan aveva già buttato via il campionato fra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, poi in queste ultime giornate non ha saputo sfruttare in pieno la frenata dell’Inter: ha sì dimezzato lo svantaggio in sole tre giornate (da -14 a -7) ma i pareggi di Napoli e contro la Juve hanno impedito quel lungo filotto di vittorie che avrebbe consentito ai rossoneri di essere ora a soli tre punti dalla vetta, spaventando e facendo venire un po’ di ansia a chi sta davanti. Invece ora una sconfitta dei rossoneri a Udine consegnerebbe lo scudetto ai nerazzurri anche senza giocare, ma in ogni caso all’Inter basterà ottenere lo stesso risultato del Milan per conquistare matematicamente lo scudetto. Insomma questo campionato potrebbe essere ricordato come quello dei rimpianti e dei troppi punti buttati via in modo banale o contro squadre decisamente inferiori al Milan; non resta che chiuderlo in bellezza, a cominciare dall’ultima sfida in notturna, quella di Udine, per essere sicuri del ritorno nell’Europa che conta e iniziare a pianificare un futuro che non preveda più rimorsi e rimpianti.