Vietato distrarsi ancora!

Vietato distrarsi ancora!MilanNews.it
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
sabato 18 settembre 2010, 00:36Vista dalla Curva
di Davide Bin
Contro il Catania il Milan vuole tornare al successo in campionato, ma per riuscirci bisogna giocare con il massimo impegno, con attenzione e concentrazione, per evitare altre brutte figure come quella di Cesena.

Reduce dalla vittoria all'esordio in Champions League contro l'Auxerre, il Milan si rituffa nel campionato per la prima di tre sfide in una settimana che devono dare una prima indicazione del ruolo dei rossoneri in questa competizione. Il popolo rossonero ha scelto: vuole la Champions e lo ha dimostrato affollando San Siro mercoledì scorso e sottoscrivendo quasi 60000 abbonamenti per le tre sfide del girone; anche la società da sempre predilige l'Europa all'Italia, per prestigio e per motivi economici e molti giocatori trovano maggiori stimoli nelle sfide di coppa piuttosto che in quelle di campionato. Non per questo, però, bisogna sottovalutare e snobbare il Catania, perchè un primo passo falso è già stato commesso a Cesena e ripeterlo sarebbe imperdonabile e trasformerebbe un avvio di campionato, che al momento della compilazione dei calendari sembrava favorevole e tutto in discesa, nell'ennesima corsa ad handicap, sulla falsariga delle ultime stagioni. Giocando ogni tre giorni è difficile per mister Allegri riuscire a migliorare il gioco della squadra e ad inserire i nuovi arrivati, ma bisogna fare di necessità virtù e cercare di progredire dal punto di vista dell'intesa e della manovra; contro l'Auxerre è arrivata la vittoria, ma la prestazione non è stata molto dissimile da quella di Cesena, soprattutto nel primo tempo e almeno fino a quando Ibrahimovic non ha sbloccato il risultato: gioco lento e prevedibile, manovra senza ritmo, attaccanti troppo leziosi e poca presenza in area; molto spesso si sono viste le tre punte svariare lontano dalla porta e pestarsi i piedi, mentre al centro dell'area non c'era nessuno o erano costretti ad inserirsi i centrocampisti e così facendo è difficile dare profondità al gioco e creare pericoli e insidie agli avversari. Questione di intesa e di meccanismi da affinare si dirà, ma bisogna fare presto e in questo senso non aiutano i tanti infortuni che stanno già affollando l'infermeria: Ambrosini e Pato staranno fuori un mese circa, lo stesso Robihno era in dubbio ma è stato convocato e così c'è il rischio che Allegri debba già smantellare il tridente e costruire un Milan diverso; in effetti molti hanno fatto notare in questi giorni che Ibrahimovic potrebbe rendere meglio con una punta al suo fianco (ma l'unico vero centravanti rimasto è Inzaghi) e un trequartista alle spalle (Ronaldinho), ma ciò vorrebbe dire cambiare radicalmente modulo e ripartire da zero o quasi.

Gli acquisti nelle ultime ore di mercato, come quelli di Ibra e Binho, consentono di fare affari dal punto di vista economico, come quando una persona aspetta i saldi dei saldi per comprare un abito firmato a poco prezzo, ma costringono l'allenatore a dover rivedere, in pochi giorni e a stagione ufficiale già iniziata, una squadra provata per tutta l'estate; non certo il massimo della vita, ma è chiaro che qualunque allenatore preferirebbe avere a disposizione Ibrahimovic e Robinho, piuttosto che non averli, quindi Allegri non può lamentarsi, fa volentieri buon viso a cattiva sorte e sta cercando di dare un gioco e un'identità alla squadra il più in fretta possibile, ben consapevole che quando i meccanismi saranno rodati e oliati, questo Milan saprà essere bello e vincente. Per il momento bisogna saper soffrire e, soprattutto, bisogna affrontare qualunque avversario con la giusta convinzione e concentrazione; non sono ammessi cali di tensione, presunzione e approccio sbagliato alla partita, perchè altrimenti ogni ostacolo può diventare improvvisamente ostico e insuperabile. La vittoria di mercoledì ha ridato entusiasmo e convinzione a tutto l'ambiente, ma il fatto che nel primo tempo la squadra sembrasse impacciata e intimidita dimostra che la sconfitta di Cesena aveva lasciato il segno. Ecco perchè è fondamentale vincere e convincere contro il Catania, per dare continuità alle vittorie e continuare a crescere e ad aumentare l'autostima, prendendo consapevolezza del fatto che questo Milan è una grande squadra e può lottare su tutti i fronti. Speriamo che lo stadio offra ancora una volta un buon colpo d'occhio e gli spalti siano gremiti, anche se gli abbonamenti per le partite casalinghe di campionato sono meno della metà di quelli di coppa; la squadra ha bisogno dell'affetto e del sostegno del suo pubblico per esaltarsi e dare il massimo e bisogna essere presenti sempre e comunque, perchè battere il Catania vale tre punti esattamente come quando si battono le grandi squadre e troppo spesso il Milan si è trovato lontano dalla vetta in questi ultimi anni proprio perchè ha buttato via tanti punti contro le cosiddette provinciali; il campionato è una competizione lunga ed estenuante, in cui ci vuole regolarità e continuità di impegno e rendimento, tutte cose che nelle ultime stagioni sono mancate, ma ora c'è Ibra, uno che di scudetti se ne intende, che sa come si fa a vincere le partite apparentemente più facili e che può trascinare la squadra in questi frangenti; ne ha già dato una dimostrazione proprio mercoledì, ma sono gradite repliche immediate, perchè vincere aiuta a vincere e solo così si può sperare di fare davvero una grande stagione.