Anni di sgarbi rossonerazzurri. Da Seedorf-Coco e Pirlo-Brncic al capitolo Julio Cesar
Il Milan, da inizio millennio, ha sempre avuto una particolare predilezione per gli esodati di casa Inter. Dallo scambio Pirlo-Brncic, o quello Seedorf-Coco, la società rossonera spesso va a pescare fra le fila dei cugini, cercando qui e là il miglior colpo al minor prezzo possibile. Convincendo anche bandiere di un certo livello, campioni che hanno fatto le fortune (prima limitate, via via più consistenti) dell'altra sponda del Naviglio.
Negli ultimi anni questa tendenza si è acuita sempre di più, portando in principio Christian Vieri a fare il salto della Madonnina, prima risolvendo il contratto che lo legava all'Inter, poi firmando con il Diavolo. Un gol in campionato, un gol in Coppa Italia, come un Comandini qualsiasi, sei mesi e valigie di nuovo pronte, verso l'esperienza straniera del Monaco. Una via del tramonto simile a quella imboccata anche da Ronaldo, seppur con diverso successo: dopo la parentesi al Real Madrid, il Fenomeno torna in Italia nel 2007, giusto il tempo di vincere una Champions League - anzi, no, perché non può essere schierato - grazie a Inzaghi e fare piangere alla prima occasione utile i tifosi nerazzurri, che poi sorrideranno grazie a Cruz e Ibrahimovic.
Appunto, Zlatan, penultimo grande campione che dall'Inter è passato al Milan, previo passaggio a Barcellona dall'amico-nemico Messi e dal nemico e basta Josep Guardiola. Qualcuno lo ha accostato al Bayern Monaco per l'anno prossimo - in un esercizio di stile abbastanza fuori dagli schemi, senonché subdolo per vedere chi avrebbe potuto riportarla - ma Ibra nelle due stagioni al Milan ha fatto decisamente meglio dei suoi predecessori, vincendo uno scudetto e sfiorandone uno.
Di Champions, ovviamente, nemmeno mezza. Invece Mario Balotelli una Coppa dalle grandi orecchie l'ha già vinta, quando militava nell'Inter del Triplete, nonostante una maglia gettata a terra nella semifinale d'andata con il Barça e l'epurazione (simbolica) nella finale di Madrid. Per lui un passaggio al City più per disperazione che non per scelta tecnica, nelle modalità uguale al trasferimento al Milan architettato da Raiola a gennaio scorso.
La rinascita rossonera in questa seconda parte di campionato passa anche dai suoi piedi, e forse per gioco - ma probabilmente no - i rossoneri sarebbero pronti a concedere una maglia da titolare a Julio Cesar, guarda caso ex Inter. Un portiere molto esperto, che prenderebbe il posto di Marco Amelia (che preferirebbe giocare e non rimanere la riserva di Abbiati), in attesa che Mattia Perin maturi abbastanza per potere difendere con profitto i pali di San Siro. Ovviamente l'operazione sarebbe low cost, poiché il QPR è virtualmente retrocesso in Championship, e l'ingaggio del brasiliano è decisamente troppo alto da affrontare nella seconda serie inglese. Spalmare in più stagioni il suo ingaggio, quindi, e prendere un numero uno di sicuro affidamento potrebbe essere l'ultimo sgarbo di Adriano Galliani all'Inter. Nonostante le lacrime del sudamericano nel giorno dell'addio, a zero euro, da San Siro.

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