Bergonzini difende Nusa: "I suoi numeri non lo descrivono come potrebbero"
Elmar Bergonzini, giornalista esperto di Bundesliga, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport su Antonio Nusa: "Nusa, in questo momento, non sta vivendo un periodo fortunatissimo. Ma questo va a suo favore, perché i suoi numeri non lo descrivono come potrebbero. Il 20enne norvegese, infatti, ironizza sul fatto di essere allergico al... legno: "Ho colpito 3 pali in questo campionato, più di chiunque in Bundesliga - ha raccontato -. Forse i pali mi odiano, oppure mi vogliono troppo bene. Ormai comunque mi fanno venire le bolle. Scherzi a parte, devo mirare meglio". Sì, ma bastano pochi centimetri. Nato a Langhus, a una ventina di chilometri da Oslo, in Norvegia, ha cominciato a giocare a calcio ad appena 3 anni. È stato il papà (nigeriano) a fargli conoscere lo sport: anche lui, in gioventù, aveva giocato, ma non aveva mai raggiunto grandi livelli. "Quando Antonio aveva 8-9 anni tornai a casa, dopo una sua partita, e dissi a mia moglie che nostro figlio sarebbe diventato professionista".
La famiglia, d'altronde, è sempre stata vicinissima ad Antonio: "Sono grato a tutti - ha affermato il ragazzo -. Mia sorella, i miei genitori, i miei nonni. Tutti mi hanno aiutato, accompagnandomi al campo per gli allenamenti, o standomi accanto quando mi esercitavo a casa, o sostenendomi, affinché io ottenessi questi traguardi". A scuola gli insegnanti gli consigliavano di concentrarsi su altro, ma per lui il calcio è sempre stato la priorità. A 12 anni, quando con il Langhus, vinse il derby con lo Ski, fu l'animatore della festa all'interno dello spogliatoio. I video dei festeggiamenti sfrenati li conserva ancora gelosamente sul cellulare. "Per me era come aver vinto la Champions". Paradossalmente capì di avere qualcosa di speciale quando perse il ritorno: "Dicevano tutti di aver battuto me, non il Langhus". Da piccolo giocava difensore centrale, ma quando ha dovuto fare i conti con il fuorigioco, è stato spostato più avanti: aveva bisogno di sentirsi libero, di dare ascolto all'istinto, non si riusciva a concentrare sul tenere la linea. "Ero attratto dall'area di rigore avversaria"."

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