156, un numero insopportabile. I tifosi rossoneri rivogliono la loro normalità

156, un numero insopportabile. I tifosi rossoneri rivogliono la loro normalitàMilanNews.it
giovedì 11 maggio 2017, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Coda di sette chilometri alla barriera  di Brogeda-Como. Sette come i punti necessari al Milan per passare la dogana e vedersi aprire le porte d’Europa. Quasi ,quasi provo un certo imbarazzo a soffrire  per un posto in Europa League , una manifestazione che il Club rossonero non ha mai frequentato, snobbando prima  anche la Coppa Uefa. Solo cinque  le  presenze dal 1985 , in trentadue anni dunque. Invece oggi appare un traguardo ambizioso e fortemente  bramato .  Beh,  devo ammettere che ,dopo aver frequentato solo ristoranti stellati ed essere poi  rimasto a digiuno per troppo lungo tempo, anche una elegante trattoria in luoghi magari mai visitati ,diventa una gioia anche per i palati più fini.  Fuor di metafora,  Marco Fassone ha ben motivato  perché tornare in campo internazionale sia fattore fondamentale per il futuro Milan. La partecipazione alla Europa League diventa una sorta di prova generale prima del ritorno in Champions League. Il Milan affronta i tre impegni settimanali, si confronta nuovamente   con altre realtà calcistiche ,sicuro,aggiungo io, che   anche il calcio internazionale  sia felice di abbracciare  il   figliuol prodigo. Prodigo ,nel passato, di spettacoli indimenticabili, un protagonista di  splendide emozioni, di trionfi leggendari.  Conquistare la qualificazione ai preliminari di Europa League, oggi il quinto posto sembra impresa infatti  molto complicata, potrebbe rappresentare anche il primo, simbolico  gesto di ribellione ad una situazione non più sostenibile. Anche negli anni scorsi, Inter e Juventus , più di Napoli e Roma,  per il Milan avevano rappresentato  in Italia, ma anche in Europa, le rivali contro le quali battersi per una supremazia  più volte riaffermata dai rossoneri  ,soprattutto sotto i cieli del Mondo. Da  sei lunghi  anni ,una cappa bianconera incombe invece  sopra le teste dei tifosi milanisti, che assistono al dominio juventino in Italia e al suo autorevole cammino in Europa . Un dato acceca, stordisce, umilia. Una cifra  che deve essere ben  scritta sopra ogni armadietto dei giocatori, sulla lavagna all’interno degli spogliatoi di Milanello  ,ma anche dietro le scrivanie di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli.  Il Milan ,nelle ultime sei stagioni,  questa compresa, ha subito   156 punti  di distacco dalla Juventus ,con una media di 26 punti a stagione,perdendo 60 partite . Insopportabile, insostenibile, spaventoso. Si può vincere, si può perdere,  ma lottando  ,testa a testa,omero contro omero, fino alla fine del campionato , non perdendo punti decisivi quando le foglie non sono ancora ingiallite  .

La partita di Doha deve essere il punto di partenza, il primo fiero ruggito di un giovane leone. Non è stato il ruggito di un giovane topo,come qualcuno temeva, ,perché ,anche nelle successive sfide,avversari i bianconeri,  i Ragazzi hanno mostrato qualità ,conoscenze , motivazioni, compiendo un’impresa straordinaria ,non riuscita al Porto, al Barcellona , al  Monaco.  Straordinaria ? Ecco l’errore.  Il Milan deve  innanzitutto tornare alla sua meravigliosa normalità. Lottare per lo Scudetto ,stagione dopo stagione. Qualificarsi per la Champions League. Festeggiare l’arrivo della Primavera in qualche città Europea. Attendere il mese di maggio ,che non è solo il mese Mariano, che non è solo il mese della Festa delle Mamma, ma,per quanto riguarda i Ragazzi, anche il mese delle Finali ,degli Scudetti, dei Trionfi. Questo è il Milan, questa è la normalità. I nuovi proprietari non devono  puntare a nulla di eccezionale , ma  devono solo aiutare il Club  a ritornare alle sue  semplici abitudini. Il Monte Olimpo è stato da sempre la dimora  di tutti , dirigenti, allenatori, giocatori e tifosi. Là,si pasteggiava con Giove , Afrodite e Apollo. Lassù,  Ebe e Ganimede ,i coppieri, mescevano ambrosia ,il nettare degli dei.  Abbiamo nostalgia della cetra di Febo Apollo,che cantava le imprese dei  Campioni del Milan .  Fassone ,Mirabelli e Montella allora devono essere i traghettatori ,che risalendo  lo Stige, il fiume dell’Inferno, con una mirata,intelligente, ricca, studiata  campagna acquisti,  tolgano presto il Milan dai miasmi dell’inferno.   Sul Monte Olimpo Nike, la dea della Vittoria, li sta aspettando. Nike,la compagna fedele della vita rossonera . Da sempre!