C’è una morale nella grana dei biglietti del derby. Chi non pensa all’interesse dei tifosi fa peccato
Adesso che è scoppiata la guerra dei biglietti del derby sarebbe interessante conoscere l’opinione del commissario della
Lega Giovanni Malagò e di tutti i prevosti che hanno sbandierato in queste ore il sacrosanto rispetto delle regole. La partita rinviata va recuperata nella prima data utile dopo due settimane è scritto nei sacri testi calcistici e l’ad neroazzurro Antonello ha sventolato questa bandiera il giorno dopo lo sfogo, legittimo, di Marco Fassone che si era impegnato per recuperare il derby in un giorno festivo (25 aprile o 1 maggio) e non in un giorno feriale al fine di consentire ai possessori del tagliando, provenienti da fuori Lombardia, di ritornare a San Siro. Cosa è successo è presto detto: il Milan, nel gestire lo spostamento di data, ha fatto sapere che i ticket potevano essere recuperati in due modi, o attraverso il cambio di generalità (quindi procedendo a rivenderli attraverso il web) oppure ritirando presso il club rossonero un voucher di pari importo da spendere in altre partite della stagione. A questo punto gli interisti, che avevano acquistato presso il loro punto vendita, i tagliandi del derby, hanno protestato.
“Cosa ce ne facciamo del voucher per le partite del Milan?”. hanno chiesto inviperiti. E con qualche motivo, tra l’altro.
La società Inter, dinanzi al montare della protesta, ha cercato di chiamare in causa il Milan firmando una nota d’agenzia con la quale ha fatto sapere di essere “in attesa di una risposta”. L’unica risposta che il Milan potrebbe e dovrebbe rifilare
all’ad Antonello sarebbe la seguente: “è il regolamento”. Già perché il regolamento adesso sta dalla parte del Milan in
quanto stabilisce che in caso di rinvio per motivi non imputabili alla società organizzatrice, il rimborso del biglietto non è dovuto. Quindi i soldi incassati per la parte riservata ai tifosi neroazzurri sono finiti a casa Milan e lì rimarranno. L’unica via d’uscita sarebbe un voucher per le partite interiste. Il caso in specie pone due riflessioni in una. E cioè che quando si stabilisce una data di recupero vanno valutati tutti i riflessi, soprattutto quelli legati ai clienti, cioè ai tifosi. Da questo punto di vista, il commissario Malagò è stato lasciato col cerino in mano. L’altra riflessione è la seguente: chi ha invocato la podestà del regolamento, adesso deve fare i conti con il regolamento stesso e far fronte al costo dei biglietti da restituire agli interisti che ne faranno richiesta.

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