Caso Balotelli: il forte segnale del Milan. Il cambio di modulo ha portato solo problemi

Caso Balotelli: il forte segnale del Milan. Il cambio di modulo ha portato solo problemiMilanNews.it
© foto di Antonio Vitiello
mercoledì 25 settembre 2013, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

Le cattive notizie non arrivano mai da sole. Non bastavano gli infortuni e le scialbe prestazioni fin qui offerte, il Milan dovrà scendere in campo nelle prossime tre gare di campionato senza l’attaccante principale. Mario Balotelli salterà per squalifica le partite con Bologna, Samp e Juventus, un problema non di poco conto considerando che fino ad ora è stato lui a portare avanti la squadra. La decisione del giudice sportivo è stata rispettata dalla società Milan, che non ha presentato ricorso contro la squalifica. Un messaggio chiaro a Mario, in un club così blasonato non può permettersi di perde la testa. Non è nemmeno la prima volta che Balotelli commette errori del genere. Si tratta della sesta maxi squalifica in carriera, a soli 23 anni (8 espulsioni, 77 cartellini gialli). La seconda nel giro di sei mesi da quando veste la maglia del Milan. In via Turati ci hanno pensato a lungo, Balotelli dovrà imparare la lezione e crescere quanto prima. E’ anche vero che è stato provocato e maltrattato sul campo, portato all’esasperazione, sbeffeggiato da avversari e terna arbitrale, ma un vero professionista non cade in provocazioni. Perché Kakà non è mai stato squalificato per tre turni? Perché Maldini o Baresi hanno subito pochissime squalifiche in carriera? Campioni lo si è anche sotto il profilo disciplinare. Il Milan e i tifosi sono con Balotelli, tutti sperano che un giorno l’ex City possa veramente cambiare ma alla prima occasione SuperMario ricasca nel trappolone. Fenomeno sul campo e isterico fuori. Il segnale del club è stato chiaro, dopo i fatti di Firenze l’anno scorso e i recenti contro i partenopei, Balotelli non può permettersi altre scenate, ne vale dell’immagine internazionale del Milan. Balotelli con questi atteggiamenti rovina solo se stesso e i compagni di squadra, ora orfani del loro bomber principe per le prossime tre sfide in serie A.

Accantonando per un attimo la questione Balotelli, le cose al Milan in questo momento non vanno per il verso giusto. C’è l’attenuante degli infortuni, tanti e pesanti, però il gioco latita e anche le scelte di passare al modulo col trequartista sono discutibili. Perché scegliere il 4-3-1-2 se Saponara e Kakà non offrivano dal principio garanzie fisiche? Soprattutto dopo la cessione di Boateng? La conseguenza è che il Milan dal 2 settembre (giorno di chiusura del mercato) ha cambiato modo di giocare senza avere il tempo di allenarsi a sufficienza con questo nuovo posizionamento tattico. I giocatori in campo fanno difficoltà a dialogare e in attacco ci sono movimenti improvvisati. Tra l’altro senza Kakà, Saponara e Montolivo infortunati, tocca inserire una riserva nel ruolo di rifinitore. Birsa, acquistato nel finale di mercato come riempitivo della rosa, sta giocando titolare perché in quella posizione non c’è gente a disposizione. Allegri però ha promesso che a breve si rivedrà un Milan diverso, più convincente, intanto chi è davanti continua a correre, la rincorsa spasmodica quest’anno potrebbe non essere sufficiente.