Cessione Milan: è il momento che i cinesi escano allo scoperto. Montella e le idee chiare sul percorso tecnico da fare. Mercato: servono almeno sette acquisti
Il patto di riservatezza dietro al quale si barricano Fininvest e la cordata cinese rappresentata da Sal Galatioto inizia ad assumere i contorni del mistero. Come mai i componenti della conglomerata di imprenditori asiatici – supportati dal governo di Pechino – continuano a rimanere nell’ombra? Perché i nomi non vengono a galla quando mancano 11 giorni alla possibile firma del contratto preliminare che sancirà la strada verso il closing, fissato a settembre? Sono interrogativi legittimi, ai quali però ancora non viene data una risposta né da Fininvest né dalla parte di Galatioto. La presenza del gruppo Evergrande inizia ad essere in dubbio, anche alla luce del dispaccio d’agenzia fatto venerdì proprio dal colosso cinese nel quale veniva comunicato l’estraneità del gruppo alla trattativa per l’acquisizione dell’80% del Milan. Al contrario dell’Inter, dove si è saputo fin da subito l’identità del gruppo Suning, la trattativa per la cessione del club rossonero è ancora avvolta da mille e più angoli bui. Nicholas Gancikoff fa da tramite tra la vecchia gestione e quello che dovrebbe essere il nuovo management, ed è segnalato spesso a Casa Milan per parlare con Galliani di quelli che possono essere i movimenti sul mercato da parte della squadra.
Già, il mercato. Gli acquisti di Vangioni e Lapadula rappresenteranno le due new entry nella rosa a disposizione di Vincenzo Montella, che numericamente si presenta come corposa e abbondante, ma incompleta in molti ruoli. Al Milan servono un portiere di riserva che guardi le spalle a Donnarumma (il fratello Antonio e Amelia piste concrete), almeno un paio di centrali difensivi dei quali uno titolare da affiancare a Romagnoli, due-tre centrocampisti dai piedi buoni per consentire al nuovo allenatore di poter impostare fin da subito il suo gioco, mentre in attacco le entrate saranno subordinate ad eventuali uscite, anche di un certo spessore. Il prezzo del cartellino di Carlos Bacca, in tal senso, è fissato: 27 milioni di euro senza grossi margini di trattativa al ribasso. Il colombiano non sembra essere l’attaccante giusto per il modulo iniziale di Montella (sarà il 4-3-1-2), mentre potrebbe essere il terminale offensivo ideale in caso di 4-2-3-1. Fino ad ora, però, le tanto sbandierate offerte ricevute dall’agente di Bacca non sono state tali anche per il cartellino, con il West Ham che si era fermato a 20 milioni. Pochi.
Andando sui nomi in entrata, qui le indicazioni di Montella sono state chiare: datemi gente che sappia giocare a pallone e che non pensi solo a correre. Marko Pjaca è un profilo caldo, con il Milan che ha un accordo di massima con l’agente del giocatore mentre deve ancora trovarlo con la Dinamo Zagabria, con la quale non si trovò l’intesa per Brozovic un anno e mezzo fa. Paredes e Mati Fernandez sono giocatori che ben si sposerebbero con il Montella-pensiero mentre Zielinski è un po’ più lontano, con l’Udinese che ha dato priorità al Napoli nonostante il giocatore non sia convinto di andare a fare il comprimario alla corte di Sarri.
Infine un augurio ai colleghi e amici di Milan Tv, che dal 1° luglio hanno intrapreso l’avventura nel nuovo canale tematico che ha preso il posto di Milan Channel.

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