Così salviamo El Shaarawy. Kakà, rebus tattico ma la curiosità aumenta. I tanti perché sulla difesa
Chiusa la parentesi nazionale, all’orizzonte spunta il primo filotto di partite stagionali senza la minima interruzione. Il Milan ci arriva con un Kakà in più, qualche polemica per gli infortuni in difesa e per un presunto caso El Shaarawy, che poi di fatto un caso non è.
Cominciamo da quest’ultimo. L’unico modo per “salvare” il Faraone è non farlo cadere nella trappola mediatica delle critiche. Non c’è nessun caso, la stagione è appena iniziata e c’è tutto il tempo per fare una grande annata. Analizzando i numeri del classe 92 rossonero si può notare come l’unica pecca di questo avvio sia stata la panchina casalinga contro il Cagliari in campionato. In Champions contro il Psv è stato uno dei migliori sia all’andata che al ritorno (in Olanda ha anche segnato), mentre contro il Verona tutta la squadra ha reagito male. El Sharaawy è un patrimonio del calcio italiano e del Milan, va salvaguardato e protetto. Aiutare i giovani a crescere vuol dire anche concedergli qualche passaggio a vuoto. Anche l’allenatore dovrà fare la sua parte, perché con l’arrivo di Kakà il numero 92 avrà gli spazi ridotti. Dovrà essere bravo il tecnico a non accantonarlo in panchina ma provare a rilanciarlo. Dopo tutto è stato El Shaarawy a tirare avanti la baracca quando le cose andavano male l’anno scorso. C’è anche da dire che il giocatore dovrebbe sbloccarsi mentalmente. Maturare sotto questo punto di vista e respingere sul campo tutte le critiche. Essere costantemente sotto i riflettori vuol dire accogliere con piacere le lodi e far tesoro anche dei giudizi negativi. L’ex Padova deve crescere sotto il profilo caratteriale e non abbattersi subito. Anche perché il pubblico è sempre stato dalla sua parte e l’incitamento in campo e sugli spalti non è mai mancato.
Siamo tutti curiosi di vedere Ricardo Kakà in campo. L’occasione giusta arriva sabato sera contro il Torino. Allegri potrebbe schieralo qualche minuto per capire come reagirà in una gara ufficiale, perché l’amichevole con il Chiasso lascia il tempo che trova. Da Milanello però arrivano voci incoraggianti sulla tenuta fisica di Ricardo, forse dipinta troppo negativamente dai media spagnoli in questi anni. Non sarà il Kakà di 6 anni fa ma un giocatore tecnicamente valido in un campionato mediocre potrebbe ancora fare la differenza. Da capire dove sarà collocato da Allegri, dietro le punte, più arretrato o più avanzato. Dipenderà dall’avversario, dallo stato di forma, da tanti fattori. Ma la curiosità cresce. Anche in questo caso i giudizi affrettati potrebbero essere controproducenti, attendiamo prima di sparare a zero sul giocatore o esaltarlo. In ogni caso ha già fatto bene all’ambiente, galvanizzato dopo il suo arrivo.
L’emergenza che si è scatenata in difesa, dopo appena una settimana dalla chiusura del mercato, era già annunciata. Sia a livello di numero, ma anche sotto l’aspetto qualitativo. La sfortuna si è abbattuta sul reparto difensivo sottraendo ben 4 uomini ad Allegri, ma se il tecnico è costretto ad arretrare centrocampisti, o a spostare giocatori fuori ruolo, vuol dire che quel reparto non era ben coperto. Prendiamo il caso Abate. Chi è il suo sostituto? De Sciglio è un candidato perché può giocare su entrambi i lati, ma vista la sua attuale situazione fisica (problema al menisco), l’unico nome spendibile è Zaccardo. L’ex Parma però non pare essere in cima alla lista di gradimento di Allegri, tanto che l’anno scorso non ha mai giocato. Sorgono quindi dubbi sulla costruzione di alcuni reparti, un monito lanciato anche dalla tifoseria a 5 giorni dalla chiusura del mercato.
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