Diaz, Krunic, Tonali, Dalot, Hauge e... Ibra: parliamo ancora di mercato? (Ma senza Rebic e Calhanoglu è dura). Derby: è girato il karma

Diaz, Krunic, Tonali, Dalot, Hauge e... Ibra: parliamo ancora di mercato? (Ma senza Rebic e Calhanoglu è dura). Derby: è girato il karma MilanNews.it
venerdì 23 ottobre 2020, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Nessun proclama nemmeno dopo la 7a vittoria in 8 partite ufficiali nella nuova stagione, con la serie positiva che si allunga a 21 gare, con la squadra che continua a offrire (e soffrire...) una sensazione di solidità, convinzione e determinazione incoraggianti. 

Vinto il derby grazie al karma che è girato (il colpo di testa di Hakimi e il tacco di Lukaku al 95’ dal 2012 al 2020 sarebbero stati gol...), premiando una squadra che si affida al gioco e all’organizzazione e non ai solisti né alle figurine, i rossoneri passano anche a Glasgow con autorevolezza e senza soffrire, mettendo in vetrina ancora Diaz (in difficoltà fino al gol, un gol griffato) e poi Dalot che conosce il mestiere, Krunic che guadagna spazio e fiducia partita dopo partita, Tonali che deve ancora crescere. Intorno, l’ossatura di una squadra che ha un’anima e un’identità definite e plasmate. 

I numeri sono da record, non stanno ancora portando da nessuna parte se non verso la certezza di avere una squadra che sa cosa fare e come farlo. Dopo anni di carestia di gioco e personalità, per noi sono già traguardi importanti. La continuità, nel l’atteggiamento ancora prima che nei risultati eclatanti, è il tapis-roullant verso le vette. Occorre non soffrire di vertigini. 

Le scelte di formazione di Pioli contro il Celtic hanno premiato anche quelle di mercato, mettendo in vetrina altri giocatori che potranno dare una mano in questa stagione. In Europa, come hanno dimostrato alcuni risultati inattesi, non c’è mai nulla di scontato contro nessun avversario e in nessuna situazione: devi sempre avere i radar accesi e un’abnegazione massima fino all’ultima azione, fino all’ultimo secondo: una banalità che fa tutta la differenza del mondo. Senza Rebic e Calahnoglu, ai rossoneri manca molto. A Glasgow il Milan è partito rispettando il copione, pur con un secondo tempo in sordina e stringendo i denti nel finale. Va bene così.