Galliani-Pradè e quella cena in salsa serba con una nuova alleanza sullo sfondo. La cessione di Robinho sblocca tutto. Domani il futuro di El Shaarawy: c'è un'offerta ricca di petrodollari. Occhio a uno scontento juventino...

Galliani-Pradè e quella cena in salsa serba con una nuova alleanza sullo sfondo. La cessione di Robinho sblocca tutto. Domani il futuro di El Shaarawy: c'è un'offerta ricca di petrodollari. Occhio a uno scontento juventino...MilanNews.it
© foto di Studio Buzzi
lunedì 1 luglio 2013, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Due cene che non sono passate inosservate. Dopo le botte per il terzo posto, sia in campo che sui media, Milan e Fiorentina tornano a sedersi cordialmente allo stesso tavolo e lo fanno a Milano e con i loro due uomini mercato principali ossia Adriano Galliani e Daniele Pradè. Ci hanno voluto far credere che siano state due cene casuali ma, ovviamente, non gli crediamo perché finire per due volte consecutive negli stessi ristoranti milanesi, uno dei quali non conosciutissimo nelle dinamiche del mercato, non è un caso. Il Sole 24 Ore si è esposto lanciando l’indiscrezione di un clamoroso scambio tra Stephan El Shaarawy e Stevan Jovetic ma tale scenario è di difficile realizzazione per vari motivi. In primis la valutazione dei due giocatori: ad oggi El Shaarawy ha un prezzo di mercato superiore a quello del montenegrino e ci risulta difficile credere che la Fiorentina possa metterci dei soldi di tasca sua per far concretizzare il passaggio. Inoltre El Shaarawy non vuole andare via dal Milan, ma di questo parleremo a breve. Il piatto forte che è stato servito nei colloqui tra Galliani e Pradè è stato Adem Ljaijc.

A metà maggio, quando ancora il campionato non si era concluso, risuonò nelle orecchie di tutti l’indiscrezione dei contatti presi dal Milan con il suo agente, Fali Ramadani, uno che a Firenze si toglierebbero di torno molto volentieri. Il procuratore ha fatto muro più volte sulla questione rinnovo con il contratto del giovane talento serbo che scade nel 2014. E qui si ingolosisce la portata. La Fiorentina sa benissimo che non potrà permettersi di perdere il giocatore a zero euro il prossimo gennaio e non può nemmeno sparare alto per il cartellino. La richiesta dei viola si aggirerebbe intorno ai 12-14 milioni di euro ma a 8, occhio alle cifre, si può chiudere. C’è un gentleman agreement tra Milan e Fiorentina ma prima i rossoneri devono piazzare Robinho. Il Santos, dalle cessioni di Felipe Anderson e Rafael incasserà circa 15 milioni di euro e da questa base, se la dirigenza brasiliana vorrà, potrà essere ripresa la trattativa con il Milan che ha portato a 8 milioni di euro la sua valutazione del giocatore. A 6-7 milioni l’operazione si può chiudere con i soldi che verrebbero girati alla viola per il serbo. Tutto torna.

Domani, con ogni probabilità, sarà il giorno nel quale si capirà effettivamente il futuro di Stephan El Shaarawy. Poco più che una comparsa alla Confederations Cup, il Faraone ha sempre fatto sapere che non vuole lasciare il Milan ma per rimanere dovrà cambiare molto, sia in campo che fuori. Il suo agente, Roberto La Florio, aspetta la chiamata di Galliani per fiondarsi in sede e capire quali siano le condizioni per andare avanti visto che da oggi, come detto dallo stesso Galliani, il contratto di  Stephan diventa più ricco. Un'offerta grossa, piena di petrodollari, è arrivata concretamente in via Turati e Galliani parlerà di questo all'agente di El Shaarawy che - come detto - vuole rimanere al Milan. Ma l'offerta è di quelle allettantissime, di quelle che è difficile non ascoltare anche se il campionato nel quale milita la squadra che ha fatto la proposta non è tra i più competitivi d'Europa. Ma si sa che i nuovi paperoni del calcio mondiale sono sparsi ovunque tranne che in Italia.

Rimanendo in attacco, occhio agli esuberi in casa Juventus. Se Matri, Quagliarella e Giovinco sono abituati a non essere dei titolari, lo stesso discorso non può essere fatto per Mirko Vucinic. L’attaccante montenegrino, con l’arrivo di Tevez e Llorente parte dietro nelle gerarchie di Conte e non siamo così sicuri che accetterebbe di buon grado il ruolo di comprimario. A Vucinic Milano piace anche se a Torino, in questo momento, si trova bene ma nell’incontro tra Galliani e Alessandro Lucci di qualche settimana fa si è parlato anche di lui. E al Milan c’è una maglia numero 9 ancora da assegnare ma questi sono solo scenari, pezzi di un puzzle molto intricato che si potrà sbloccare solo con qualche cessione. Senza illudere nessuno, la politica è sempre quella.