Mirabellandia entusiasma i tifosi e il parco giochi (gestito con Fassone) non ha ancora finito. Gigio, lo squalo e una firma da grande per tornare a divertirsi tutti insieme
Per capire se sarà una sestina vincente ci vorrà del tempo, ma il Milan, almeno nel mese di giugno, ha sbancato il jackpot del mercato di giugno. Sei acquisti, dei quali cinque potenziali titolari ed una seconda linea (Borini) che ha già dimostrato di aver grande voglia di mettersi in gioco in rossonero e, da quello che sappiamo, ben consapevole del ruolo che lo attende alla corte di Vincenzo Montella. D’altro canto le squadre non si costruiscono come a Football Manager, dove se hai una rosa di 25 campioni, fai la conta per scegliere chi mandare in tribuna. Nella realtà le cose funzionano diversamente e gente come Borini serve eccome, sia a livello tecnico-tattico sia umano. L’esperienza dell’ultima stagione ha insegnato come certe emergenze vadano prevenute in anticipo e non affrontate quando il danno è consumato. Il Milan avrà una rosa d’attaccanti composta da sei elementi, più Jack Bonaventura che potrà alzarsi nella batteria degli esterni offensivi.
L’arrivo di Hakan Calhanoglu di ieri, poi, ha ulteriormente ravvivato la fiamma dell’entusiasmo dei tifosi del Milan, che ora aspettano le prossime ore per Andrea Conti e poi si proietteranno verso luglio ed agosto con la speranza di vedere arrivare un top player assoluto, uno di quelli che ti fanno abbonare anche il tifoso più disinnamorato degli ultimi anni. Calhanoglu, però, è un grande colpo per la tipologia di giocare che è e per il prezzo che Fassone e Mirabelli hanno strappato al Bayer Leverkusen: 20 milioni più bonus. La capacità dei due dirigenti di far valere le proprie ragioni, in fase di trattativa, è quasi sbalorditiva così come continua a stupire la capacità di Mirabelli di andare a prendere calciatori che, negli anni addietro, mai e poi mai sarebbero stati abbinati ai colori rossoneri, non solo per questioni economiche. Mirabellandia sta facendo divertire i tifosi, con Marco Fassone grande regista diplomatico di tutto quello che fluttua attorno a Casa Milan. Il tutto in attesa che lo squalo faccia emergere la sua pinna.
Lo squalo, in questione, è Mino Raiola che ha fatto ritorno in Campania per parlare con Gigio Donnarumma, papà Alfonso e mamma Marinella. Un colloquio dal quale il procuratore è uscito nuovamente col il due di picche in merito ad un addio al Milan. Perché Gigio ha deciso di voler continuare in rossonero. E ne ho avuto la riprova da una parola che Gigione (al quale devo porgere le scuse per alcuni pezzi troppo duri nei suoi confronti) ha utilizzato nei giorni frenetici della scorsa settimana: putiferio. Una parola non comune nel linguaggio odierno, familiare nelle parlate del sud e che è comparso prima nel post su Instagram (poi rimosso dall’hacker assoldato dai Raiolas, © su Raiolas di Arianna Ravelli del CorSera) e poi ripetuto nella conferenza stampa pre Spagna. La resa dei conti è vicina, tra oggi e domani è attesa la chiamata di Raiola a Fassone per decidere se Gigio potrà o meno staccare il suo biglietto per Mirabellandia. D’altronde, basta solo una firma.
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