Il perché di una designazione. Menez unico ad allargare l'area dai sedici ai trenta metri
Perché? Vorrei capire perché sia stato designato Paolo Valeri per dirigere Milan-Udinese. Dopo gli episodi, in precedenti incontri, che lo hanno visto ricevere aspre critiche dai dirigenti friulani, mi ponevo, anche prima del match, la domanda sull'opportunità di mandare il direttore di gara romano a arbitrare ancora una partita dei bianconeri udinesi. Il sig. Stefano Messina, l’attuale designatore, non risponderà probabilmente a questo mio quesito e dunque chiudiamo subito la parentesi riguardante gli arbitri e i guardalinee. Soprattutto questi ultimi, mi piace affermarlo, mi sembrano assoluti fuoriclasse, paragonandoli anche ai loro colleghi stranieri.
Ci siamo. Anche se i saggi consigliano di pensare partita dopo partita, io guardo oltre l'incontro con il Genoa. Insomma sapremo molto sulla crescita tecnica, tattica e morale dei ragazzi, solo dopo le sfide contro la terza, la quarta e la seconda della classifica. Il Milan, comunque, arriva bene. Il primo tempo contro gli uomini di Stramaccioni è stato molto…blaugrana più che rossonero. Fitto possesso palla, rapidi passaggi rasoterra, controllo totale della partita, inserimenti che solo casualmente non sono sfociati nel gol del vantaggio.
Anzi, sì, ma lasciamo stare! Insomma la squadra mostra di crescere, dopo ogni giornata di campionato, certo sul piano del gioco, ma va sottolineato anche un altro aspetto del lavoro di Pippo Inzaghi. I giocatori meno impiegati infatti sanno rispondere sempre splendidamente quando vengono chiamati in aiuto, in caso di emergenza. Gli ultimi casi hanno visto protagonisti Mexes, Armero, Van Ginkel, lo stesso Essien, fra i migliori di questo inizio stagione, in attesa che anche Pazzini possa mettersi in mostra. Leggo molte indiscrezioni, a proposito di un addio a gennaio di Scacco Pazzo. Il mercato è magmatico come se fossimo su un vulcano, ma posso affermare, con buona dose di sicurezza, che l'attaccante toscano non si muoverà da Milano, lui come Niang. Alla classifica del Milan, mancano i tre punti meritatamente persi contro il Palermo, che possono essere recuperati solo con una vittoria a Genova o Roma, campi difficili visto l'entusiasmo dei rossoblu e la caratura di Capitan Totti e compagni. Con Menez, con questo Menez, il Milan può però andare lontano. Ho ancora negli occhi la sua seconda rete, il gol di un centravanti con caratteristiche mai viste nella storia ultracentenaria dei rossoneri. Ho ammirato bomber di alta classe, di deflagrante potenza, di formidabile fiuto del gol, ma Menez è unico perché riuscito ad allargare l'area di rigore dai sedici ai trenta metri. "Tarte Tatin" svaria su tutto il fronte, non offre alcun punto di riferimento, addolcisce ogni azione con il suo passo rapido, con il suo ondeggiare, con il suo dribbling secco. Averne di centravanti così…falsi.

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