Il silenzio che sa di resa e la voglia di non mollare. Ma la Champions ora è durissima. Bonucci ha indicato la via sul mercato e ieri sera si è capito cosa voleva dire. Servono rinforzi che diano soluzioni
Al momento del gol di Politano, su San Siro, è calato un silenzio irreale. Un silenzio che aveva il gusto amaro di chi ha capito che, quella rete, rischiava di essere la pietra tombale sulle speranze Champions League del Milan. Kalinic, paradossalmente, tiene viva la fiammella anche se i punti, adesso, sono oggettivamente tanti e con le giornate che iniziano a diminuire. Il Milan è stanco, va detto e anche Rino Gattuso lo sa. Ma il sentimento che ha lasciato il pareggio con il Sassuolo è quello di chi, probabilmente, ha perso una grande occasione in una giornata in cui Roma e Inter ti hanno invitato a risalire sul treno che conta. Invece il Milan, al posto di attivare il kers, vede negli specchietti la Fiorentina, un po’ come Vettel con Bottas ieri. Solo che il ferrarista ha saputo gestire bene le gomme e ha portato a casa la vittoria, il Milan deve capire a che punto sono gli pneumatici e se, gli altri, hanno maggiori cavalli nel motore.
Adesso c’è da pensare al Napoli, dove sarà assente Leonardo Bonucci. Il capitano rossonero, nel tentativo di far valere le proprie ragioni sul protagonismo dell’arbitro Pairetto, ha urtato talmente tanto la sensibilità del fischietto di Nichelino tanto da beccarsi un’ammonizione a 50 metri di distanza dall’arbitro. Evitabile? Forse, fatto sta che guarderà dalla tribuna Milan-Napoli dove, probabilmente, non ci sarà nemmeno Alessio Romagnoli, ma su quest’ultimo bisogna aspettare le prossime ore per capire l’entità del problema che ha riportato dopo appena 8 minuti. Rimane il fatto che Musacchio ha sul groppone il gol di Politano e dovrà riabilitarsi preso perché, domenica, quasi sicuramente toccherà a lui.
Finché c’è vita, c’è speranza. Finché la matematica non condannerà il Milan, sarà giusto sperare in quella Champions League che, probabilmente, sarà ad appannaggio di Lazio e una tra Roma e Inter. Nella settimana che ci porterà al primo anno di presidenza di Li Yonghong, il Milan è cambiato radicalmente, ma serve ancora tanto per riportarlo in zona Champions. Bonucci ha ragione a dire che servono giocatori che alzino ulteriormente il livello della squadra, sia in allenamento sia in partita. Anche perché Gattuso ha bisogno di potersi girare in panchina e vedere delle soluzioni utili per cambiare le partite. Cosa che, oggi, ha in quantità davvero limitata.

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