Io sto con la curva ma perché solo ora? Quelle domande vecchie di 6 anni fa…

Io sto con la curva ma perché solo ora? Quelle domande vecchie di 6 anni fa…
© foto di Fabrizio Tomasello
domenica 22 marzo 2015, 00:00Editoriale
di Fabrizio Tomasello

In uno stadio San Siro praticamente deserto, ammutolito e decolorato, la palma di migliore in campo per Milan-Cagliari va alla traversa della porta di Diego Lopez. Sul podio anche l’arbitro Tagliavento con tutti i suoi assistenti, attori protagonisti nell’azione del rigore su Cerci che ha formalmente chiuso la partita. Espletate le pratiche di assegnazione dei Milan Awards, vale la pena celebrare la grande notte di Pippo Inzaghi che stanotte finalmente potrà dormire un sonno tranquillo che lo aiuterà magari a spianare quei due solchi più simili a crateri ormai formatisi sotto i suoi occhi. Il Milan alla francese vince, magari non convince ma riesce comunque ad avere la meglio di un Cagliari volenteroso e poco più, confermando la tradizione del 2015: contro le squadre destinate alla serie B (Cesena, Parma e Cagliari) la squadra rossonera sa solo vincere.

Inutile però adesso fare sogni di gloria. Checchè ne dica Galliani, ottenere il pass per l’Europa League sa quasi di miracolo. È vero che potrebbe bastare anche il settimo posto, ma solo se una tra Fiorentina e Napoli vincesse l’Europa League e contemporaneamente arrivasse tra la quarta e la sesta piazza del campionato di serie A. Difficiluccio, no?

Tornando a Milan-Cagliari, il match si è svolto in uno scenario desolante, naturale conseguenza dell’atto di protesta congiunto messo in atto dai due blocchi principali della passione rossonera, da una parte la curva sud, cuore pulsante del tifo, dall’altra l’Associazione Italiana Milan Club, l’enorme sacca che raccoglie il grosso del popolo rossonero sparso in giro per la penisola. Una protesta anticipata da quel doppio comunicato che nella giornata di venerdì ha messo finalmente Silvio Berlusconi con le spalle al muro: basta chiacchiere inutili, ora c’è bisogno di CHIAREZZA. 

La verità è che i tifosi sono stanchi di prese in giro, di fantomatici miraggi di ritorno al successo, di proclami autentici quanto una moneta da 3 euro. Il popolo rossonero ora pretende la verità e da questa esigenza nascono le famose 5 domande indirizzate a Silvio Berlusconi:«Quanto c’è di vero nelle voci di una cessione, parziale o totale delle quote societarie? Quanta voglia ha ancora di riportarci sul tetto del mondo? E se non ne ha voglia, perché prolungare l’agonia di questa mediocrità che ci sta lentamente portando verso il fondo? Perché per anni ci avete buttato fumo negli occhi promettendo un pronto ritorno ai fasti del passato, salvo poi nei fatti iniziare tanti progetti poi abbandonati nel giro di qualche mese? È sicuro di amare ancora questa squadra come il primo giorno?».

Leggendo e rileggendo la nota della Sud c’era però qualcosa che continuava a ronzarmi fastidiosamente in testa. Così sono andato a sfogliare il mio archivio e alla fine ho trovato un editoriale scritto qualche tempo fa, da cui riporto questo stralcio.

- Caro presidente Berlusconi, ha ancora il coraggio di sostenere che questo Milan è allo stesso livello di tutte le più forti squadre in Italia e in Europa?

- Si ha sempre più la sensazione che la dirigenza rossonera abbia disimparato come si costruisca una squadra, percezione amplificata da una totale mancanza di strategia. Non sarebbe il caso di pensare ad un completo rinnovamento della task force del mercato milanista (amministratore delegato, direttori vari, osservatori, consulenti di mercato) grazie al quale dare il via ad un nuovo progetto di rilancio del club? 

- Alla luce della sua perentoria dichiarazione "basta ultratrentenni, voglio solo under 23!" il resoconto del mercato rossonero è allucinante: Paloschi e Antonelli sono stati lasciati al Parma, Aubameyang è stato prestato al Lille, Darmian è stato parcheggiato al Padova, Gourcuff è stato venduto al Bordeaux e Cissokho è stato rispedito al mittente con la scusa del problema ai denti. Le sembra coerenza questa?

- Si rende conto che attualmente l’immagine del Milan sul mercato è quella di una “squadretta”, ridicolizzata da tutte le altre big italiane ed europee? Con certe offerte riusciamo solo a farci ridere in faccia dai nostri interlocutori (solo quest’anno Wolfsburg, Siviglia, San Paolo, Lazio…tanto per citarne qualcuna).

- Ricorda quel Milan vincente in Italia, in Europa e nel mondo? Era la cosa che la rendeva maggiormente fiero e che rendeva fieri tutti i tifosi rossoneri in Italia. Cosa è successo per averle fatto perdere il piacere di vedere la sua squadra in cima al mondo?

Era il 30 agosto 2009. Leggendo alcuni nomi sembra una vita fa. Eppure le domande rivolte al presidente Berlusconi sono di un’attualità sconcertante. E questo purtroppo sta a significare solo una cosa: gli anni passano ma i problemi restano, anzi forse crescono di dimensione e drammaticità.

L’augurio di tutti i tifosi rossoneri e di non trovarsi nel 2021, da qui ad altri 6 anni, a gridare al mondo ancora le stesse domande, con un Milan sempre più abbarbicato all’immagine sfocata del tempo che fu.