Italia bocciata, il nostro calcio cade a picco. Milan, Kakà e Robinho bloccano tutto il mercato. Il quadro su Iturbe

Italia bocciata, il nostro calcio cade a picco. Milan, Kakà e Robinho bloccano tutto il mercato. Il quadro su Iturbe
© foto di Antonio Vitiello
mercoledì 25 giugno 2014, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

Finisce veramente male il Mondiale dell’Italia in Brasile, per la seconda volta eliminata ai gironi dopo la spedizione in Sudafrica. Il nostro calcio ha perso su tutta la linea, non c’è stato ricambio generazionale e i giocatori che alla vigilia erano indicati come trascinatori del gruppo hanno fortemente deluso le attese. E’ una grave sconfitta per tutto il movimento calcistico italiano, sempre più di basso livello. Non ci lamentiamo se poi dall’estero preferiscono trasferirsi altrove piuttosto che in serie A. La situazione è drammatica, di questo passo la serie A e il calcio italiano, anno dopo anno, rischia di diventare il sesto o settimo campionato in Europa. L’Italia nelle tre partite viste in Brasile ha fatto veramente poco, nessuno ha avuto coraggio. Gioco inesistente, cambi errati, formazioni sbagliate, dubbi sulla preparazione fisica, per non parlare delle scelte di un mese fa. Prandelli come Lippi ha fallito, ma al di là delle scelte tecniche l’Italia da qualche anno non offre più le scelte di una volta. C’è pochissimo materiale da cui attingere, il calcio italiano ha smesso di produrre talenti e campioni. L’Italia è qualitativamente scarsa, il vero problema da risolvere dalle istituzioni è tornare ad essere competitivi. Il nuovo presidente della Figc, viste le dimissioni di Giancarlo Abate, dovrà lavorare su questo aspetto.

I due rossoneri impegnati contro l’Uruguay, De Sciglio e Balotelli, hanno completamente cannato la partita, così come il 90% della squadra. Mario delude ancora, De Sciglio non incide più da ormai un anno. Soliti problemi comportamentali per Balo (anche se in paragone a Suarez è un angioletto), troppo lontano dalla porta avversaria e anche mal servito da tutto il resto del gruppo. L’attaccante è stata una delusione anche per Prandelli che si era affidato a lui per scardinare le difese avversarie. Non è l’unico colpevole di questo diastro, sia ben chiaro.

Passando invece al calciomercato del Milan, dopo la fase delle comproprietà la dirigenza si è bloccata per via delle pochissime richieste dei giocatori rossoneri. Robinho e Kakà, i due brasiliani con le valigie in mano, hanno veramente poche pretendenti. Kakà vorrebbe tornare in Brasile ma il San Paolo è in confusione, inoltre non ha le risorse economiche per pagare un giocatore che percepisce ancora un altissimo stipendio al Milan. Questo blocca di fatto tutto il mercato. Stesso discorso per Robinho. Su di lui nemmeno sondaggi, poche richieste. Eppure con gli ingaggi risparmiati per le cessioni di Kakà e Robinho il club di via Aldo Rossi potrebbe accelerare per il vero sogno di questa estate: Manuel Iturbe. E’ lui l’oggetto dei desideri di Galliani e Inzaghi, sempre in stretto contatto per qualsiasi decisione da prendere in sede di calciomercato. Resta però da battere la concorrenza di Roma e Juve, in questo momento leggermente avanti nella corsa all’argentino.  I contatti con il suo agente sono costanti, sia telefonici che dal vivo, ma l’assalto al gioiellino dell’Hellas Verona non è ancora partito.