Le bordate di Berlusconi: tra una telefonata chiarificatrice e nuove scosse a Montella. Ottobre, mese di risposte: società e squadra sul filo del rasoio. Verso il derby: Vincenzo studia Ancelotti

Le bordate di Berlusconi: tra una telefonata chiarificatrice e nuove scosse a Montella. Ottobre, mese di risposte: società e squadra sul filo del rasoio. Verso il derby: Vincenzo studia AncelottiMilanNews.it
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lunedì 9 ottobre 2017, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Silvio Berlusconi ha una dote, sviluppata negli ultimi anni, inconfutabile: sa entrare a gamba tesa come pochissimi sul Milan, salvo poi accorgersi di quanto detto o fatto trapelare e scusarsi. Ma quel che rimane su carta, rimane. La telefonata di chiarimento con Marco Fassone è solo un mero atto dovuto, probabilmente consigliato da chi gli sta attorno dopo aver visto le reazioni di una buona parte del tifo milanista. Come spesso successo, le sue parole hanno ridisegnato fatti e personaggi della storia recente rossonera in maniera del tutto nuova, ma a tratti anche poco signorile. Un esempio banalissimo sono le frasi sull’avvicendamento in panchina tra Cristian Brocchi e Vincenzo Montella. Perché dire che lui avrebbe voluto la conferma dell’ex mediano (cosa nota a tutti) per poi aver avallato l’arrivo dell’attuale allenatore se la sua volontà era diversa? Perché dire che la scelta è stata fatta quando lui era: “Tra la vita e la morte” quasi a voler far passare Galliani come l’unico responsabile di tale scelta? La verità è che Berlusconi, che non ha mai legato con Montella, non ha perso l’occasione per rendere ancora più burrascose le acque attorno all’allenatore del Milan. Poi il dietrofront, ma il danno era già stato fatto, come troppe volte è successo negli ultimi anni, dove la sua assenza si è fatta sentire in tutto e per tutto, dove è stato bravo a metterci la faccia nei momenti in cui la squadra ha fatto bene, rintanandosi dietro al silenzio di Arcore quando le cose andavano male.

Già, perché ci mancavano solo le parole dell’ex Cavaliere a rendere tormentata una situazione non proprio idilliaca dentro al Milan attuale. Checché se ne dica, alla luce di quanto può trapelare, qualche frizione tra l’attuale classe dirigente e l’allenatore c’è stata. Le parole di Montella su Marra: “Ho sacrificato un fratello per salvarne altri” sono il segno evidente di come l’intero staff dell’allenatore, sia stato ad un passo dall’esser mandato via. Poi ne ha fatto le spese Marra, ma la ferita pare che sia ancora aperta. E che dire delle parole di Gattuso sulla sua Primavera? Quando un allenatore ribadisce a più riprese che: “E’ stato fatto credere che mi hanno costruito uno squadrone, ma così non è”, ti fa capire che, anche li, qualcosa non sta andando o non è andato. Insomma, il mese di ottobre dovrà dare al Milan, nella sua globalità, una serie di risposte a tutta una serie di domande che, legittimamente, chi opera con obiettività attorno al mondo rossonero, si pone. E se dovesse andar male il derby e con la Juve, la colpa sarà solo di Montella? Evidentemente no, perché l’aeroplanino, a cui è stata ribadita fiducia (ma già si parla di Conte e si era vociferato dell’ombra lunga di Ancelotti a ragion veduta) non può essere l’unico colpevole di una squadra che, fin dai primi di agosto, abbiamo definito come incompleta e, forse, snaturata dall’acquisto di Bonucci (che anche in nazionale ha fatto vedere di non esser al top e sui cui comportamenti a Milanello ci sarebbe più di un malumore).

In vista della stracittadina, vero crocevia della stagione, Montella sta pensando di emulare Ancelotti, seppur con una versione modificata del suo celebre albero di Natale. La difesa a tre sarà confermata mentre Bonaventura e Suso dovrebbe agire alle spalle di Kalinic o André Silva (ma occhio a Cutrone), con Jack che in fase di non possesso si dovrà abbassare sulla linea di Biglia e Kessie per riformare i cinque in mezzo. Ma ottobre è il mese della verità quasi per tutti, visto che l’esame dell’Uefa sul voluntary agreement è stato fatto slittare a novembre. Ci sarà l’approvazione del bilancio e dovranno iniziare a vedersi i primi risultati di Milan China. Altrimenti le domande aumenteranno come i dubbi e le risposte, senza risultati sportivi e societari, potrebbero diventare molto più difficili da dare.