Lo spirito di Pippo per una rivincita che farebbe bene a tutti. Strategie societarie: Milan, segui il modello Bayern Monaco. Verso l'Atletico. Clarence, Balo-Pazzo è una necessità
Partiamo dalla stretta attualità. Oggi la Primavera del Milan si gioca il titolo di campione della Viareggio Cup nella finale contro l’Anderlecht. Una rivincita che il destino ha voluto dare ai rossoneri dopo il pesante 3-0 dell’anno scorso arrivato contro una squadra più adulta e con giocatori più pronti rispetto a quelli che componevano la rosa a disposizione di Aldo Dolcetti. Oggi, invece, i valori sembrano essere più livellati e nonostante il novero di uomini a disposizione di Pippo Inzaghi non sia vastissimo, i rossoneri si apprestano ad affrontare una finale che, in caso di successo, riporterebbe la Coppa Carnevale sulla sponda milanista del Naviglio dopo 13 anni di astinenza e, in alcuni casi, anche di brutte figure. A livello di campo, il Milan dovrebbe schierarsi con un 4-3-3 che presenta un paio di dubbi che riguardano le maglie dell’attacco. Data per scontata la titolarità di Petagna, ai suoi lati agiranno due tra Vido, Barisic e Pinato. Inzaghi dovrà essere molto bravo nelle scelte perché i cambi a gara in corso, come ha dimostrato il match con la Fiorentina, possono essere fondamentali. L’Anderlecht, dal canto suo, non avrà a disposizione due pedine fondamentali del suo scacchiere: il capitano e perno della difesa D’Alberto e l’esterno offensivo Kawaya. Un bel vantaggio che Pacifico e compagni dovranno sfruttare. Le fasi di terapia svolte ieri nell’hotel del ritiro hanno riassestato le condizioni di Simic, Mastalli e Benedicic, usciti malconci dalla sfida con la Fiorentina. Galliani dovrebbe guardare la partita dalla sede rossonera sperando di poter festeggiare un succeso che sarebbe importantissimo per l’intera società.
Proprio il club, nella sua area non sportiva, sta lavorando al progetto del nuovo stadio rossonero. Un progetto che dovrebbe prevedere la costruzione del nuovo impianto nell’area dell’Expo del prossimo anno e che dovrebbe essere inaugurato nel 2017. Nei giorni scorsi si era parlato di un investimento di 300 milioni di euro, una cifra enorme che avrebbe fatto desistere Barbara Berlusconi e il suo staff dal proseguire le trattative ma non è un mistero che il Milan stia sondando anche altre aree nelle quali trovare la giusta collocazione per far partire il proprio progetto riguardante lo stadio. Una delle zone tenute in considerazione è quella degli ex stabilimenti Falck a Sesto San Giovanni. Perché insistiamo tanto con la vicenda stadio? Motivo molto semplice. San Siro sorge in un’area difficilmente riqualificabile senza l’acquisizione del Trotto (SNAI, che lo detiene, spara sempre alto) e i miglioramenti che si possono apportare alla struttura dello stadio sono limitati. È vero che nel 2016 l’attuale casa di Milan e Inter sarà uno stadio UEFA Élite per ospitare la finale di Champions ma oltre non sarà possibile andare.
Il modello da seguire sarebbe quello del Bayern Monaco che, nei giorni scorsi, ha fatto entrare nel suo capitale sociale un terzo sponsor ovvero l’Allianz che insieme ad adidas e AUDI siederà all’interno del CdA del club bavarese. Il Milan, in tal senso, dovrebbe provare a prendere in considerazione questa struttura che si sta rivelando vincente con l’ingresso di sponsor importanti (e il club ne ha) nel pacchetto azionario. Ciò porterebbe a un’immissione di capitale fresco nelle casse societarie e un maggior coinvolgimento di chi investe sul marchio.
Infine una proiezione verso la sfida di mercoledì con l’Atletico Madrid. Clarence Seedorf sa bene che non può sbagliare il suo esordio europeo da allenatore e dovrà mettere in campo un Milan che sappia attaccare e soffrire. Balotelli, quando gioca con Pazzini, diventa un altro giocatore rispetto a quando è chiamato a fare la prima punta. Ha più spazio, ha più libertà d’inventare e di fraseggiare con i compagni. Con Kakà che ha annunciato ai tifosi di essere pronto per mercoledì, ma che ci sembra in evidente difficoltà fisica, un trio di trequartisti composto da Poli (che garantisce corsa e qualità), Balotelli e Taarabt dietro al Pazzo ci sembra la soluzione più logica.

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