Milan, l’estate della rinascita: ora o mai più. Panchina, lotta a due: gli scenari
Due anni di fila si possono sbagliare, il terzo no. Si parte da questo presupposto, la convinzione è maturata da qualche settimana ma fino ai primi di giugno non ci saranno grosse manovre. Il club è ancora in vendita, si continuano a valutare le proposte ma nel frattempo non si può accantonare tutto il resto. Il processo di cessione del club e il concetto di rafforzamento della rosa devono camminare di pari passo. A questa squadra servono almeno 5-6 acquisti di spessore, ma con quali soldi? La prima risposta deriva dalla possibile cessione di quote societarie, con immissione immediata di liquidità per rinforzare subito la squadra. La seconda via è quella di un mercato ancora all’insegna di Berlusconi, se non dovessero arrivare investitori. In un caso o nell’altro la squadra sarà rinforzata, questo è il messaggio che filtra dal club, anzi, sono diventare ormai dichiarazioni pubbliche.
Ora c’è un esercizio importante da fare, non tutti credono alle parole della dirigenza dopo anni deludenti in cui sono state fatte tante promessa non mantenute. Non è facile fidarsi, è normale. La società deve nuovamente riconquistare i propri tifosi, c’è bisogno di una forte reazione d’orgoglio per ritornare in alto. Lo stesso Berlusconi dopo aver visto la Juve vincere tutto e approdare in finale di Champions dovrebbe avere un sussulto d’orgoglio, una replica al predominio bianconero per ripulire l’immagine perdente del Milan in questo biennio fallimentare. Basta mezzi giocatori e allenatori inesperti, servono elementi da grande squadra, gente carismatica.
Per questo la prima cosa da non sbagliare è la scelta dell’allenatore. Sarà fondamentale portare sulla panchina l’uomo della rinascita, un tecnico esperto e capace. Secondo quanto ci risulta dopo diverse verifiche, la pista che porta ad Antonio Conte è molto calda. L’attuale ct della Nazionale continua ad avere contatti con il Milan, un paio di settimane fa c’è stato anche un incontro con Galliani, mentre quelli telefonici sono molto frequenti.
L’idea è quella del doppio incarico, Conte allenerebbe sia il Milan che la Nazionale fino al prossimo Europeo, nel momento in cui terminerà l’esperienza azzurra si dedicherà solamente ai rossoneri. Una soluzione che però non convincerebbe del tutto, ecco perché il Milan potrebbe spingere per una completa separazione dal ruolo di ct per averlo solo come tecnico di club. Conte dal canto suo vorrebbe tornare ad allenare tutti i giorni, al di là delle parole di facciata, l’esperienza in Nazionale non lo coinvolge e la panchina rossonera rappresenterebbe l’occasione giusta, a patto di un mercato importante. Il presidente della Figc Carlo Tavecchio pare che si stia ammorbidendo dopo i primi no secchi di qualche settimana fa e si stia guardando intorno per sondare tra gli allenatori liberi su piazza. Insomma se il Milan sceglie Conte sarà il primo segnale di un progetto in grande.
Il secondo nome è quello di Vincenzo Montella. Nemmeno lui è facile da prendere per via della clausola che lo incatena alla Fiorentina. Montella però sembra essersi convinto di cambiare aria e sarebbe un profilo gradito al presidente Berlusconi, soprattutto per il bel gioco espresso dalla viola in questi mesi. La corsa alla panchina rossonera sembrerebbe defilarsi tra Conte e Montella, due italiani dai modi e dal carattere diverso. Si sta allentando la presa su Emery, il mister del Siviglia sarebbe invece un uomo della Doyen ma non piace molto al presidente, infatti anche l’anno scorso gli preferirono Inzaghi. Ancelotti prende troppo e nel caso in cui dovesse lasciare Madrid avrebbe già pronto la panchina al City con una squadra fantamilionaria. A Carletto non chiudiamo del tutto le porte, si sa che i ritorni romantici spesso sono graditi ad Arcore.
Ripetiamo il concetto di base, il Milan non può fallire ancora. Dopo due stagioni da decimo posto dovrà rialzarsi, come accaduto in passato. La società sa che sbagliare per il terzo anno consecutivo sarebbe deleterio e del tutto autolesionistico.
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