Natale all'inferno per il Milan. I giocatori colpevoli di non saper reagire. Il caso Donnarumma: Babbo Natale non esiste. Il derby di mercoledì e quel sapore di ultima spiaggia

Natale all'inferno per il Milan. I giocatori colpevoli di non saper reagire. Il caso Donnarumma: Babbo Natale non esiste. Il derby di mercoledì e quel sapore di ultima spiaggiaMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
lunedì 25 dicembre 2017, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Le cene di ieri sera ed i bagordi culinari del Natale serviranno come una cura palliativa per i tifosi del Milan, che sabato sera sono tornati a casa con un biglietto molto amaro recapitato dall’Atalanta. 2-0 a domicilio, contestazione dei tifosi e pochi giocatori che ci hanno messo la faccia, andando sotto la curva a prendersi i meritati fischi che hanno fatto da colonna sonora ad un momento infernale per i rossoneri. E pensare che un anno fa, di questi tempi, il club pensava a come posizionare nel museo la Supercoppa Italiana vinta  Doha che dava, di fatto, un senso compiuto all’annata 2016-17. Oggi, invece, c’è poca voglia di sorridere, almeno in chi si sente toccato da quanto accaduto in campo negli ultimi mesi. Perdere sembra essere diventata una triste abitudine e pensare che Marco Fassone, dopo Sampdoria-Milan, aveva proprio ammonito tutti su questo aspetto, augurandosi che questa pratica non diventasse una consuetudine. Invece la discesa del Milan verso il baratro è proseguita inesorabile, quasi senza sosta, con alcune tappe intermedie che hanno illuso che si fosse arrivati alla panacea di tutti i mali. Prima è stato immolato Marra (i dati di MilanLab dicono che la squadra ha corso veramente poco nell’ultimo anno e mezzo), poi è stato cacciato Montella e messo Gattuso al suo posto. Ma è la squadra, in molti dei suoi effettivi, che sta vivendo una fase depressiva preoccupante. Le figuracce con Benevento, Verona e Atalanta sono lo specchio fedele di una tremenda realtà, che nemmeno il ritiro punitivo di Milanello ha tolto.

Poi ci sono le situazioni dei singoli, in particolar modo quella di Gigio Donnarumma. Un ragazzo dotato di un talento incredibile, forse il più puro nel suo ruolo, ma di una fragilità estrema. Tutta la vicenda relativa alla pressione psicologica avuta è emersa, con dovizia di particolari e di foto delle lettere emesse e vergate dai suoi legali, in un momento in cui – in teoria – si dovrebbe pensare alla sua tranquillità. Cosa che non è stata tutelata da chi lo rappresenta. Inutile nasconderci dietro un dito: Mino Raiola non ha mai creduto all’investimento dei cinesi del Milan e lo ha detto senza mezze misure. Risultano anche dei contatti con alcuni rappresentanti del fondo Elliott durante la trattativa per il rinnovo di Gigio per capire che aria tirasse da quelle parti. E non è nemmeno un mistero che Donnarumma jr. sia l’unico giocatore della scuderia da poter spostare in estate.

E Gigio, in tutto questo, cosa fa? Si limita ad un post su Instagram dove dice di non aver subito pressioni psicologiche prima di firmare il contratto, ma la lettera apparsa sulla Gazzetta dello Sport dice che nel corso del mese di giugno, quelle pressioni sarebbe state subite. Il pubblico ormai lo ha scaricato, la Sud si è schierata apertamente nei suoi confronti (e anche contro il fratello), con i fischi durante Milan-Atalanta che sono la testimonianza di come la sua mancata presa di posizione sulla vicenda davanti a taccuini e telecamere non sia stata ben digerita dall’ambiente. Per fare certe cose ci vuole un minimo di coraggio ed è anche necessario smettere di credere a Babbo Natale, perché il mondo degli adulti lo ha accolto quando era adolescente ed ora, indietro, non si può tornare.

Mercoledì c’è un derby che mi ricorda molto quelli di fine anni ’90 o primi anni 2000. Vincere contro i nerazzurri sarebbe il trofeo dell’anno 2017, ma in caso di eliminazione, il malumore della piazza toccherebbe livelli di elettricità altissimi, con il rischio cortocircuito molto, ma molto alto.

In ogni caso, Buon Natale a tutti.