Nessun dubbio su Clarence Seedorf: quando insegnerà, a Milanello regnerà il silenzio. La Champions come sogno e obiettivo

Nessun dubbio su Clarence Seedorf: quando insegnerà, a Milanello regnerà il silenzio. La Champions come sogno e obiettivoMilanNews.it
giovedì 16 gennaio 2014, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Un‘altra serata Cauchemardesque, insomma una domenica sera da incubo. Non si poteva più andare avanti così. Lo ha capito la società, lo ha capito Massimiliano Allegri, l‘esonero del quale è stata una liberazione soprattutto per lui. Mi auguro che lo abbiano capito anche i giocatori che, a differenza del solito, adesso devono superare i test, domenica dopo domenica, mercoledì dopo mercoledì, ai quali verranno sottoposti da Clarence Seedorf, allenatore non da cinque mesi, ma il tecnico che, fino al 2016, guiderà il Milan verso i traguardi speriamo più alti. Perfetta la decisione di Silvio Berlusconi. Non sarebbe forse cambiato nulla nell’affidare la squadra ad un tecnico a termine. Non sarebbe stato giusto mettere in panchina Pippo Inzaghi, che certamente avrebbe accettato la sfida, con il suo orgoglio e il suo amore verso i colori del suo Cuore, ma che avrebbe rischiato di macchiare la sua splendida avventura rossonera. Per lui non si tratta che attendere qualche tempo, per tornare da protagonista ed alzare una prossima Champions League, da protagonista della panchina.  Questo obiettivo è il sogno di Clarence Seedorf. Non sono per nulla preoccupato circa la sua inesperienza nel ruolo di allenatore. Il Milan riapre la fabbrica del cioccolato, grazie alle sue conoscenze, alla sua intelligenza, al suo carisma.

Quando parlerà, quando insegnerà, quando applicherà i dettami, appresi nella sua splendida e ricca carriera, regnerà il silenzio a Milanello. Si potrà sentire solo il canto di qualche merlo e il rumore della scarpa sul cuoio del pallone. Arriva nel Club, nel momento più adatto per un nuovo tecnico. La squadra sta offrendo un pessimo rendimento, aggravato da qualche risultato positivo e illusorio, seguito poi da ricadute ancora più dolorose. Il primo compito di Willy Wonka sarà quello di dare un minimo di continuità di rendimento al cammino della squadra, per restituire entusiasmo ad un ambiente totalmente depresso. Non sarà facile perché sulle qualità calcistiche di Seedorf non ho dubbi. Sul fatto che abbia studiato a fondo Freud e Jung ho qualche perplessità. Sì, perché sarebbero più utili esperti di psicanalisi che tecnici di calcio per capire che cosa stia succedendo a giocatori  che non saranno Campioni Leggendari ma hanno spesso dimostrato sul campo di non valere una classifica così deficitaria, per usare un eufemismo.