Presidente, Sinisa merita di proseguire il suo lavoro senza patemi. Inutile cambiare di nuovo per ripartire ancora da zero
Che senso avrebbe cambiare nuovamente allenatore a fine stagione per ripartire di nuovo da zero? È questa la domanda che mi è sorta ascoltando, a più riprese, le parole di Silvio Berlusconi, riferita a Sinisa Mihajlovic, e proferite nelle numerose interviste rilasciate per il trentennale della sua presidenza milanista. A giugno, quando venne scelto il tecnico serbo, il Milan era davanti ad un bivio: riportare ordine, disciplina e una determinata attitudine al lavoro in quel di Milanello oppure trovare un allenatore che desse un gioco. La corsa a due con Sarri venne vinta dal buon Sinisa, le cui caratteristiche erano ben note ad Adriano Galliani e la sua scelta è stata avallata, come in ogni circostanza, da Berlusconi stesso con tanto di cena il 2 giugno ad Arcore a sancire questo matrimonio. Le case non si costruiscono in un solo giorno, c’è bisogno di solide fondamenta, di eliminare le parti che possono incrinare la base e, una volta trovata la quadratura, si può iniziare ad erigere.
Sinisa ha dovuto fare tabula rasa di tutto quello che gli ultimi anni hanno lasciato a Milanello, dove le rovine prevalevano sugli architravi. Berlusconi questo lo sapeva e lo sa bene, ma le sue continue parole che minano la panchina di Mihajlovic non fanno bene all’ambiente, anche perché la squadra è tutta con il proprio allenatore e in estate, se si dovesse snasare aria di esonero, non è da escludere una presa di posizione dei giocatori a favore proprio del serbo.
Il Milan, oggi, ha una sua identità e sa bene quello che deve fare in campo. Il 4-4-2 ha dato certezze ai giocatori e permesso a molti di iniziare ad esprimersi al meglio delle loro possibilità. Questa sera, contro il Napoli, non sarà una partita facile, è vero, ma non sarà nemmeno una copia carbone della gara di andata dove i partenopei misero a nudo tutte le difficoltà di quel Milan ancora con il cartello dei lavori in corso appeso fuori dal cantiere. Oggi, invece, le cose sono cambiate e tutti si augurano che il Milan faccia una grande partita per proseguire la rincorsa al terzo posto, anche perché Inter e Fiorentina hanno vinto e allungato in classifica.
Mihajlovic merita di essere confermato, gli va data la possibilità di continuare anche nel prossimo anno di poter andare avanti nel suo lavoro, magari con quegli aggiustamenti che potrebbero rendere la squadra ancora più competitiva. Se poi, invece, ci sarà un cambiamento, allora che si riparta da un allenatore che sappia dare il suo tocco al gioco. Donadoni, ad esempio, potrebbe essere un nome da tenere sotto controllo così come Eusebio Di Francesco. Ma Sinisa merita di continuare.
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