#RoadtoRome: servirà un Milan in stile Gattuso per vincere. Rino verso la linea della continuità per cercare l'impresa

#RoadtoRome: servirà un Milan in stile Gattuso per vincere. Rino verso la linea della continuità per cercare l'impresaMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
lunedì 7 maggio 2018, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Inutile scrivere pensieri poetici e che facciano riferimento all’epicità della finale di mercoledì sera tra Juventus e Milan. Meglio stare terra terra e dire le cose come stanno. La partita dell’Olimpico è fondamentale per la stagione rossonera e in quel di Milanello, da quello che filtra, pare che il concetto sia stato recepito al meglio. Perché uno che ha vinto tutto in carriera come Rino Gattuso sa come agire in questi casi. Di finali, più vinte che perse, ne ha vissute parecchie e chi, meglio di lui, può far recepire ai suoi calciatori concetti da vecchio Milan, situazioni che vanno ripristinate dopo anni di crashdown del sistema, dove Milanello è stato popolato da troppi giocatori medi e dalla mentalità provinciale. Se perdi il tuo DNA vincente, è difficile ricostruirlo con chi era abituato a vedere in televisione le finali e le uniche coppe che ha alzato, sono state quelle a livello giovanile (quando e se è capitato). Gattuso, le coppe vere e che rimangono nel curriculum, le ha viste, vinte e toccate da vicino. Da protagonista, dentro uno spogliatoio che ha saputo evolversi nel tempo.

Ecco, la finale di coppa Italia servirà al Milan per salire un altro gradino sulla lunga e ripida scalinata della grandeur. Perché solamente vincendo si può ricreare quel circolo vizioso che ti porta a giocare finali e a contendere trofei. Gattuso lo sa, lo ha detto fin da subito ieri mattina ai suoi calciatori, ancor prima che arrivare Li Yonghong a parlare alla squadra. Con le grandi, il Milan di Rino ha sempre fatto la prestazione e il cammino in coppa dice che sono state eliminate Inter e Lazio. Mai nei 90 minuti, è vero, ma le ha eliminate. Nei 90 regolamentari, Roma e Lazio ci hanno lasciato le penne, la Juve ha vinto allo Stadium (ma mercoledì si giocherà in campo neutro) in maniera meno netta di quanto dica il 3-1 mentre Inter e Napoli hanno sbattuto il muso sulla solidità difensiva milanista e con la squadra sulle gambe.

Ma quello che servirà maggiormente mercoledì, oltre alle doti tecnico-tattiche, sarà la testa. La mentalità, la voglia e la fame di vincere più di chi è abituato a banchettare in determinati tavoli da anni. La Juventus sa come si vince, ha vinto tanto, ma sia il Milan di Montella sia la Lazio questa estate hanno dimostrato che, in una gara secca, i bianconeri si possono domare. Conteranno le motivazioni, il fatto che molti giocatori che saranno in campo non sanno cosa significhi vincere contro i bianconeri e, più in generale, non sanno cosa voglia dire vincere con la maglia del Milan addosso. Per farlo, Gattuso si affiderà – al 90% - ai suoi uomini, quelli che gli hanno dato più garanzie e che lo hanno portato a questo traguardo. Gigio in porta, Calabria, Bonucci, Romagnoli e Rodriguez in difesa. Kessie, Locatelli e Bonaventura in mezzo con Suso e Calhanoglu ai lati di Cutrone. Mi aspetto questo undici, nel quale non ci sarà Lucas Biglia che ha provato fino all’ultimo a forzare i tempi. Ma che sarebbe bello che andasse in panchina, anche se indisponibile, per far sentire anche la sua leadership ai compagni. Un po’ come Rino a bordocampo in un Milan-Ajax dell’aprile 2003. Perché anche dei piccoli dettagli, possono fare la differenza.