Roma: prima per merito di Zeman. Moratti live: bravo Scarpini. Milan-Juve: il derby dei Conti. Balotelli: Milanello, testa a posto
Certo, letto bene. La Roma è prima per merito di Zdenek Zeman. No, non bisogna chiamare il 113. Basta mettersi un attimo a pensare. Perché la Roma è prima? Perché dalle cessioni che ha fatto, ha ricavato le risorse economiche per andare a prendere i vari Strootman e Lijaic, i vari Benatia e Maicon. E i soldi per puntellare la squadra e per fare una cosa fuori dal normale, perché 8 vittorie su 8 nel Campionato di oggi sono qualcosa di straordinario ed eccezionale, sono arrivati dalle cessioni dei giocatori valorizzati da Zeman. Il brasiliano Marquinhos l’aveva lanciato e valorizzato il boemo, pur su grande intuizione di Sabatini. Lo stesso dicasi per Erik Lamela che nella stagione di Zeman ha fatto più del doppio dei gol dell’annata con Luis Enrique. Anche Osvaldo ha fatto più gol l’anno scorso che nel suo primo anno in giallorosso. I tre big valorizzati da Zeman, come era stato valorizzato dal boemo l’anno prima Verratti a Pescara, hanno consentito alla Roma di ripensarsi e di appagare la fame che dichiarava di avere nell’azzeccata campagna abbonamenti dell’estate post-derby. Zeman non vince, ma fa vincere quando va via. E anche queste sono vittorie.
Bravo Roberto. La diretta dei colleghi di Inter Channel di giovedì è stata un grande colpo giornalistico. E la dimostrazione che i protagonisti del calcio, quando sono a casa loro, nello studio del Canale tematico che ha gli stessi colori del loro cuore, sono diversi dal solito. Si aprono, parlano, si fidano. Il presidente Moratti non se ne sarebbe più andato dal centro dello studio del Canale nerazzurro. Dopo mesi e mesi di frasi appena accennate sulla trattativa-Thohir davanti alle telecamere, nella zona Duomo davanti al suo ufficio, Massimo Moratti ha detto tutto e ha parlato di tutto a Inter Channel. Complimenti a Roberto Scarpini, senza tentennamenti e con affetto. E’ la conferma che i Canali tematici delle squadre di calcio sono un settore ricco, vivo. Riescono a produrre, e a proporre al mondo della comunicazione tutto, contenuti che altrimenti non esisterebbero. Per i tifosi veri, il Canale della propria squadra, il Club Channel come dicono quelli che parlano bene, è casa propria. E in casa propria si vivono appieno i propri colori, senza imboscate e senza sotterfugi. E’ sempre stato così e sarà sempre così. Basta amare i propri colori e il gioco è fatto.
Abbiamo ascoltato con stupore Antonio Conte parlare del fatturato del Real Madrid, contro la quale la Juventus si è battuta molto bene mercoledì sera al Santiago Bernabeu. La sorpresa è nata dal fatto che sentir fare da un allenatore discorsi da amministratore delegato, non è cosa da tutti i giorni. Questo probabilmente nasconde il nervo scoperto del mercato, che Conte vorrebbe veder fare dalla Juventus con le stesse cifre e gli stessi slanci dei Club europei che fatturano il doppio. Ma, a parte che il Milan ha giocato con il Barcellona che fattura come il Real Madrid e non ha messo in risalto questo aspetto, il calcio italiano è il calcio italiano e deve fare i conti con la sua realtà. Conti su cui, peraltro, Milan e Juventus, grande rivalità sportiva (ricordo il direttore Marotta in ansia a Reggio Emilia per i rigori del Trofeo Tim), si stanno misurando molto in questi giorni. Ma qui non si possono fare i giochi di carta c’è e carta non c’è. Appurato che è buon per adidas che un grande club come la Juventus sia entrato nella famiglia tedesca, è giusto e sacrosanto che Torino celebri le cifre del suo contratto. Ma, sia ben chiaro, Milano non è da meno. Intanto il contratto che lega il Milan ad adidas (fino al 2023) è più lungo di due anni dell’omologo bianconero (2021). Ma anche la quota annuale è superiore in casa rossonera, e per di più indicizzata e non fissa. In ogni caso buon per la Juventus, buon per adidas, buon per tutti.
Quella di Mario Balotelli è stata finalmente una settimana tranquilla. Ieri si è allenato bene e sorridendo. Le motivazioni con cui gli ha parlato Massimiliano Allegri lunedì alla vigilia, la tolleranza con cui il Milan ha incassato le parole pre-Barça di Mino Raiola e la voglia di vincere che lo stesso Mario aveva in campo martedì sera, sono tutti fattori che lo hanno tranquillizzato e che fanno ben sperare i tifosi rossoneri per domani a Parma. Ricardo Kakà è un esempio e su questo non ci piove. Ma vive ancora un periodo di gestione, all’interno del Milan. Non può ancora giocare, ci arriverà ma non adesso, tre partite alla settimana Kakà. Lo potrà fare quando, dopo il giusto minutaggio, arriverà alla miglior condizione. Ma fino a che questo non accadrà, Mario Balotelli porta su di sé e sulle sue spalle, senza tutor (ma ragazzi, dai…), la grande responsabilità dell’attacco del Milan. E visto che domani al Tardini un certo Antonio Cassano gli esprimerà simpatia prima della partita e gli farà anche qualche battuta sorridente, ma sotto sotto vuol batterlo, Mario dovrà farsi trovare pronto e sul pezzo. Il Campionato non aspetta.

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