Seedorf o Pippo, si decida. Ripartire dai giovani in attesa di stadio e nuove vittorie

Seedorf o Pippo, si decida. Ripartire dai giovani in attesa di stadio e nuove vittorieMilanNews.it
giovedì 20 marzo 2014, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Voglia di normalità, tanta voglia di normalità. Sono invece ormai lunghi mesi di complicazioni, problemi, colpi di scena, inseguimenti, illusioni, qualche gioia, molti dispiaceri. Insomma i tifosi del Milan vogliono vincere normalmente, perdere normalmente, vivere le vicende societarie normalmente, vedere la rosa rafforzata con giocatori normali. Certo, alla fine, per fortuna, come diceva sempre il mio grande amico Guido Lajolo, “Gioca il Milan!”. Quando entrano in campo le maglie rossonere, è una emozione grande a prescindere ,soprattutto per coloro, come me, che domenica ha il solo significato di sedersi sulle tribune, con la sciarpa ed il cuscinetto, salutare i compagni di avventura, nel posto di fianco, palpitare, soffrire, saltare, abbracciarsi per le imprese dei Ragazzi. Adesso invece la partita, che dovrebbe essere il centro della vita del Milan, sembra quasi una parentesi più quadrata che bella rotonda, in mezzo a continue vicissitudini sempre intricate. Come se non fossero stati sufficienti gli ultimi mesi logoranti che, a differenza di quelli di un anno fa, vedono il Milan proseguire un cammino che da altalenante è diventato piatto e triste. Qualcuno si consola guardando il calendario, non quello della serie A, che prospetta due impegni difficili a Roma e Firenze, ma quello gregoriano, che indica in due mesi, in ancora lunghi sessanta giorni, la fine di questa stagione 2013-2014. Invocavo Normalità, molto amica di Chiarezza. Il primo punto è ribadire o decidere il tecnico della prossima stagione. Se verrà confermato Clarence Seedorf, deve essere una scelta che unisce, senza perplessità né divergenze nella dirigenza rossonera. Il tecnico olandese sostiene che il suo vero Milan lo si potrà giudicare solo nel prossimo campionato. Se si vuole attendere la bontà del suo lavoro, deve essere appoggiato senza esitazioni, pettegolezzi ed indiscrezioni. Se si decide di cambiare ancora, si punti su Pippo Inzaghi.

Ormai ha consolidato una certa esperienza, anche se a livello giovanile, dove si è già dimostrato vincente. E’ amato dai tifosi, ha il carisma necessario, è idolatrato dai suoi giovani allievi, a dimostrazione di una forte personalità e di un approccio delicato lo spogliatoio. Con Clarence o Pippo dovrà essere studiata una campagna di rafforzamento, univoca puntando o su una media-età giovane, politica rischiosa ma affascinante, o ancora su giocatori più conosciuti, liberati dai club di appartenenza. Seconda ipotesi che mi sembra di capire vada contro i desideri dei tifosi milanisti. Insomma ripartire da Alex, pur titolare della squadra che sta dominando il campionato francese ed ha conquistato già i quarti di Champions League, non sembra la filosofia più condivisa per il nuovo Milan. Normalità e Chiarezza. I tifosi rossoneri hanno vissuto anni splendidi ed indimenticabili. Non temono stagioni meno eclatanti in attesa che Silvio e Barbara Berlusconi regali loro il nuovo stadio, la strada più lunga ma anche più bella per tornare grandi protagonisti in Italia ed in Europa. La storia del Milan si è imbattuta in qualche buca nella sua strada. I rossoneri non hanno vinto lo Scudetto per 44 anni, hanno sofferto per una Stella che non riusciva ad accendersi sul petto, sono scesi nel…Paradiso della B, dove però si sono divertiti come matti, soprattutto con Ilario Castagner in panchina, grazie ad una squadra spettacolare, vittoriosa e prodiga reti. Eppure non hanno mai lasciato solo la loro squadra, il loro Milan. Hanno però la certezza di una continuità, di una sicurezza, di un affetto maggiori rispetto agli anni più tribolati del lontano passato. Si chiama Silvio Berlusconi, anzi oggi possiamo dire la Famiglia Berlusconi.