Solo un brutto incubo sabato sera. Pippo non mi deve tradire. Voglio che sia lui l'allenatore della Ottava!
Ah ecco, adesso ho capito! Tutti i tifosi milanisti, sabato intorno alle 7 della sera, mangiano qualcosa di pesante. Si addormentano male e passano due ore da incubo. Sognano, girandosi nel letto, una squadra con la maglia rossonera, anzi, no, verde, che sa solo difendersi per novanta minuti, quarantacinque in undici e gli altri quarantacinque in dieci uomini. Mai un tocco di classe, mai una emozione, mai, insomma, le qualità che hanno contraddistinto sempre la storia rossonera. Il sonno diventa sempre più pesante e faticoso, quasi affannato quando una palla finisce nella rete del portiere milanista. Come nei veri incubi, non si riescono a intravedere i volti dei giocatori ma solo maglie verdi. Che sia una formazione brasiliana o i canarini del Norwich? Questo il Milan? Non è possibile! I tifosi si svegliano con il sapore di cenere in una bocca un po’ impastata, pronto ad applaudire però i rossoneri in campo contro il Sassuolo. Si guardano in faccia soddisfatti e tranquillizzati quando si accorgono che il Milan, con la sua maglia rossonera, con le sue trame di gioco conosciute, gioca una partita…normale. Sì, certo si era trattato solo di un Cauchemar dovuto a qualche stravizio a tavola, perché non era certo il Milan quella in campo a Torino! In Coppa Italia, intanto, si è presentato, dal primo minuto, Alessio ”Peperoncino Habanero“ Cerci, che ha già condito con qualche azione piccante la manovra milanista. Un po’ di dolce con “Tarte Tatin“ Menez, un pizzico di pepe con l’ex giocatore dell’Atletico e il pasto viene servito, ricco di sapori, da quel Cracco di Inzaghi, che può vincere le sfide anche a “Scacco Pazzo“ Pazzini.
Giocatore fondamentale se schierato dall’inizio contro le difese chiuse, negli spazi stretti. Da domenica però non si possono più avere cali di nessun tipo, né di tensione, né di concentrazione, né di attenzione, anche se sembra che il Virus Letale chiamato “Calciopiazzato“ non sia ancora stato comunque debellato. Contro il Sassuolo, puntuale la ricaduta, nonostante i dottori di Milanello stiano cercando gli antidoti a un problema, che da troppo tempo contamina le partite dei rossoneri. Personalmente sono molto più concentrato, in questa seconda parte di gennaio, sull’aspetto campo piuttosto che su quello del mercato. Trovare giocatori, che possano arrivare in prestito, perché si parla solo di prestiti, migliori di quelli attuali non è impresa facile. Quindi ora non mi pongo il problema, ma mi auguro che il Milan possa finalmente salire su quel treno che porta al terzo posto, un treno che vede il Milan, a volte sul predellino, a volte sul marciapiede, ma che continua a essere un convoglio che procede lento, lento. E’ ancora possibile trovare un posto, ma non sono più ammessi errori. Non voglio pensare ad un altro anno senza Europa, innanzitutto, ma sarebbe un po’ fastidioso anche attendere il giovedì per entrare in campo. Dunque, parafrasando il titolo di un film diretto da un grande regista appena scomparso Franscesco Rosi, “Dimenticare Torino“ e ricominciare dalle prestazioni di fine dicembre 2014. Pippo non mi deve tradire! Ho sempre pensato e detto che sarà l’allenatore della “OTTAVA“, e non voglio cambiare idea.
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