Tanta voglia di Europa. Il riposo è stato troppo lungo. Deve ricominciare il viaggio
Sull’aereo che mi ha riportato a Milano dopo l’urfida partita di Crotone, mi sono immerso nell’ultima libro di Gianni Clerici, ”Quello del Tennis “. Mi hanno colpito alcun righe che paragonavano i sogni della giovinezza al calcio “come se la giovinezza fosse una folla, uno stadio, la palla diritta all’incrocio dei pali. La vita avrebbe potuto essere quella meravigliosa illusione di adolescenti, in un prato verde. Fuori da questa illusione non resta che la noiosa trafila delle abitudini adulte, degli impegni seri :il tetro insopportabile, veramente ozioso crepuscolo del dopo partita“. Ho dimenticato subito il pareggio di Crotone e mi sono sentito un fortunato appassionato di calcio, calcio che mi ha accompagnato tutta la vita. San Siro è la casa di ogni domenica, le trasferte sono dolci e leggere come per un bambino in visita in un fantastico Parco di Divertimenti.
La palla in rete è un magnifico rito, sempre nuovo, sempre emozionante, mai uguale,mai banale, un momento che fugge troppo presto , ma che poi tutti sappiamo ritornerà. Per fortuna ritornerà ! E nessuno vuole perdere l’attimo del nuovo gol, del nuovo urlo ,del nuovo abbraccio al fratello con la sciarpa rossonera, lì accanto. Dunque sopporto ,con animo paziente, il momento complicato del Milan , reso più lieve dalle parole di Marco Fassone, intervistato da Milan TV. Un Fassone che ha ribadito l‘impegno dei nuovi proprietari cinesi, sottolineando poi quanto sia importante la partecipazione alla Europa League, come allenamento mentale alle tre partite in una settimana, come confronto con altre scuole di calcio. A coloro che invece considerano una jattura la partecipazione per conquistare la coppa senza le orecchie, per le fatiche psicofisiche in campo oltre a quelle legate ai viaggi e ai ritorni il giovedì notte o addirittura il venerdì mattina, vorrei ricordare che ,pur lavorando tutta la settimana, non è stato un Milan dagli indimenticabili piazzamenti nelle ultime stagioni.
Quindi mi auguro di rivivere le sensazioni del sorteggio , delle notti di coppa , delle trasferte anche in città sconosciute a un Club ,abituato invece a frequentare i teatri più prestigiosi . Un altro concetto riaffermato dall’Amministratore Delegato milanista riguarda la conferma in panchina di Vincenzo Montella, indipendentemente dall’approdo in Europa.
E’ stato sempre onesto l’allenatore rossonero quando viene sollecitata la sua opinione sulle difficoltà nel girone di ritorno , che ha visto i Ragazzi raccogliere dodici punti in meno , venti, contro i trentadue alla quindicesima giornata del girone di andata. Per il giusto e meritato rispetto per i giocatori utilizzati nelle ultime settimane, mai ha ricordato che i guai del Milan sono nati al minuto venticinque del match del Friuli, avversaria l’Udinese, quando Bonaventura ha aperto il compasso, rimanendo a terra e chiudendo, in quell’istante, il suo campionato. Una perdita pesantissima per le ambizioni milaniste, vista la giovane età della rosa e la mancata caratura tecnica, carisma e classe apportata da “Jack di Cuori“. Anche la statistica suffraga questa verità. Nelle quattordici partite senza il duttile giocatore rossonero, Udinese compresa, i Montelliani hanno collezionato ,sui quarantadue disponibili, solo ventidue ,con 6 vittorie , quattro pareggi e quattro sconfitte.
A questa grave perdita ,che ha privato il Milan di almeno quattro o cinque gol , di preziosi assist e una manovra più avvolgente e imprevedibile, si è sommata anche la assenza, qualche domenica più tardi, di Ignazio Abate, alla sua miglior stagione della sua carriera rossonera . Il difensore destro è un punto di riferimento nello spogliatoio, un esempio ai compagni più giovani, l’erede dei grandi del passato ,con i quali ha vissuto i trionfi, con i quali ha diviso momenti indimenticabili ,da trasmettere alle nuove generazioni milaniste .Sul piano tecnico poi Milan ha perso un binario ,che lo ha portato lontano , grazie all’intesa di “Telepass”con Suso.
Sto scrivendo queste righe mentre odo ,da lontano le voci dei miei colleghi di “Premium Sport” , collegati dallo stadio “Louis II” di Montecarlo , prima di Monaco-Juventus . Con un tuffo di nostalgia , penso al colpo di testa di Shevchenko ,su passaggio di Rui Costa, nel lontano 2003,quando il Milan batte il porto di Mourinho. Rivedo il magnifico balzo di Pippo Inzaghi , il tiro al volo di Jankulovski, il tocco di testa di Kaka, che regalano l’ultima Supercoppa Europea. Ricordo le feste all’Hotel Hermitage per festeggiare i trionfi con Ancelotti che canta con Laura Pausini. Sono colpito da una struggente nostalgia di Europa, con la voglia intanto di conquistare una Coppa mai vinta .In attesa poi di ritornare sui palcoscenici più celebri ,che il Milan ha calcato dai lontani anni ’50. Dodici punti per ricominciare il lungo ,bellissimo viaggio. La sosta è stata troppo lunga.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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