Tra campo e situazioni economico-societarie: inizia l'anno della verità per il Milan. Ecco cosa ci ha lasciato in eredità il 2017. Grazie Zap, grazie Patrick

Tra campo e situazioni economico-societarie: inizia l'anno della verità per il Milan. Ecco cosa ci ha lasciato in eredità il 2017. Grazie Zap, grazie PatrickMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
lunedì 1 gennaio 2018, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Partiamo con gli auguri a tutti i milanisti e non per un felice 2018. Quello che si è appena concluso è stato un anno atipico, che si è basato soprattutto sulla cessione del club da Silvio Berlusconi a Li Yonghong dopo una lunga, complicata e controversa trattativa, risolta solamente a poche ore dal gong con il coinvolgimento del fondo Elliott. Il passaggio di proprietà ha fatto si che si creasse un nuovo entusiasmo attorno alla società, con Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli incaricati di rinnovare l’aspetto organizzativo del club e di dare nuova linfa alla rosa della prima squadra. La scelta attuata dai due dirigenti ha ricalcato quanto disse Clarence Seedorf dopo Milan-Parma 2-4 della stagione 2013-14 ovvero: “Questa squadra va rifondata. Due terzi della rosa non è da Milan”. Ed è quello che è stato fatto. 11 giocatori nuovi e 236 milioni immessi nel sistema calcio internazionale. Una scelta che, tuttavia, ha portato maggiori difficoltà di quelle previste, con la squadra che ha fatto una fatica bestiale ad amalgamarsi e con i giocatori che, oggettivamente, hanno reso al di sotto di quello che è il loro reale valore. Col senno di poi si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso con quella cifra? Forse si, magari investendola su un parco giocatori ridotto (5-6), ma di maggior qualità. Ma quel che è fatto è fatto e se il Milan è in queste condizioni, in buona parte lo si deve anche alla scarsa condizione fisica della squadra.

Il lavoro di Vincenzo Montella e del suo staff non ha soddisfatto la dirigenza e i risultati, sul campo, si sono visti. Preparare una gara alla settimana non è come prepararne tre. Non accorgersi che certi metodi non funzionano, sia a livello fisico sia a livello di alimentazione, è stato un fattore preponderante nella scelta di allontanare Montella da Milanello. Che la squadra fosse giù di tono era palese così come è stato palese lavorare un’intera estate sul 4-3-3 per poi passare, senza risultati, al 3-5-2. Rimarrà sulla coscienza di Montella anche l’acquisto di Nikola Kalinic, fino ad ora un arrivo fallimentare in fase realizzativa e la mancata crescita di André Silva, apparso anche a Firenze senza verve.

E’ stato l’anno del caso Donnarumma. La più grande telenovela dell’estate milanista ha visto un suo figlio prediletto come protagonista, insieme al suo agente con continui ribaltamenti di fronte. I primi rumors dopo Cagliari-Milan non facevano presupporre a nulla di buono. Il 14 giugno, Raiola comunica che Gigio non ha intenzione di rinnovare il contratto. C’è stata una gestione discutibile, di entrambe le parti, della vicenda e questo è chiaro a tutti. Alla fine la firma di Gigio è arrivata, ma le acque sono rimaste agitare con le notizie sulle pressioni psicologiche per apporre quell’autografo, il mancato deposito delle clausole risolutorie (che la famiglia non ha voluto inserire nel contratto), la situazione scomoda di Antonio e la rottura del rapporto con la frangia più calda del tifo. Tutti episodi che sono valsi come e più di un diploma di maturità per Gigio, che dopo Fiorentina-Milan ha dato un bel colpo positivo alla sua permanenza, spegnendo voci di mercato e confermando la sua volontà di rimanere in rossonero. Quasi a voler dire: “Adesso che sapete come la penso, che mi sono esposto anche davanti alle tv come tutti volevano, per favore lasciatemi sereno”. Sperando che l’anno che è appena iniziato possa portargli più serenità e che, soprattutto, lo faccia riflettere a fondo su chi, come e perché gli ha creato tutto questo trambusto attorno.

Ma il 2018 sarà anche l’anno in cui la società dovrà quagliare dal punto di vista economico. Dopo l’Epifania, Fassone volerà in Cina per un vertice importante con Lu Yonghong che avrà come tema il rifinanziamento del debito con Elliott. Highbridge, a breve, formulerà la sua proposta e in base a questo dossier, la proprietà del Milan dovrà decidere se accettarla o meno. In campo anche un fondo arabo, che al termine dell’esclusiva firmata con BGB Weston, potrà intervenire nella vicenda. C’è chi narra che il 2018 possa essere l’anno di un nuovo ribaltone a livello di proprietà se il debito con Elliott non dovesse essere risanato. Ma l’anno è appena iniziato, ed è giusto godersi questo giorno come i secondi successivi al gol di Zapata al 97’ o quello di Cutrone al 104’. Momenti belli, momenti da Milan.