Tra Honda e Bale un abisso scandaloso

Tra Honda e Bale un abisso scandaloso MilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 2 agosto 2013, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il bicchiere mezzo pieno di queste prime amichevoli estive rossonere, sono il risveglio di El Shaarawy, la buona lena di De Jong, la vetrina dei giovani, lo spirito dei 90' di Valencia e dell'ultima ora col City dopo un 5-0 da brividi in 30'. Ma trattandosi appunto di amichevoli estive, l'essenziale è che diano il senso e la misura di una squadra numericamente e qualitativamente incompleta - anche in attesa dei nazionali - per di più falcidiata dagli infortuni. Quest'ultimo argomento sta condizionando il mercato, fino ad oggi senza sussulti, mano a mano che il calendario avvicina il Milan alla tappa dei preliminari di Champions: c'è da credere, molto più che sperare, in qualche colpo di coda affidato all'inventiva di Galliani, viste le gravi tribolazioni presidenziali. Questa squadra non può restare con questa rosa, sulla carta inadeguata sia in chiave scudetto che Champions, anche se dopo il 3° posto dell'ultima stagione nessuno dovrebbe più essere autorizzato a previsioni trionfalistiche o catastrofiche di sorta.
Il che ci suggerisce di chiarire una cosa: le posizioni fortemente critiche assunte in questi ultimi tempi, più sulla comunicazione delle strategie che sulle strategie medesime (vedasi i casi Allegri-Seedorf, Tevez, Ambrosini), non ci fanno sopportare l'accusa di esserci schierati "dall'altra parte della barricata". Primo, perché barricate non esistono. Secondo, perché chi fa questo mestiere deve disporre di capacità analitiche, non può esercitarlo accecato dalla passione o da un sentimento integralista. E' una questione di rispetto per il pubblico e per gli stessi soggetti nelle critiche: mentiremmo se dicessimo che tutto va bene, "siamo a posto così". Non è vero e non si può propinare questo piatto sulla tavola dei tifosi. Nell'animo, siamo sempre quelli delle betoniere e delle asfaltatrici: stiamo soltanto sollecitando i proprietari a rimetterle in carreggiata, con toni urbani ma decisi.

Per ottenere rispetto, oltre che per dimostrarne.
A tale proposito, non possiamo cavalcare le ironie di chi osserva che il Real arrivi a offrire più di 100 milioni per Bale e il Milan non ne voglia spendere 5 per Honda. Forse il Milan degli ultimi anni sta sbandierando il fair-play e le ristrettezze economiche persino in maniera eccessiva rispetto alle reali disponibilità (sottolineando comunque di nuovo le tribolazioni presidenziali politiche, finanziarie e giudiziarie), ma l'offerta del Real per l'ala del Tottenham va oltre qualsiasi soglia di buonsenso, distanziandosi volgarmente dalla situazione che attraversa la Spagna e in generale l'Europa. Non stiamo a fare retorica sui soldi che il calcio spende alla faccia delle crisi, della disoccupazione e dei problemi della società, perché è in buona parte proprio il popolo sofferente a esigere lo sfogo dello stadio e a finanziarlo senza riserve. Non si può nascondere il fatto che il Real sia comunque insolente nei confronti della sua stessa gente, oltre che di Platini e della sua presunta crociata: Real Barcellona e Valencia hanno contribuito con i loro debiti abnormi, 1500 milioni, a mettere in ginocchio Bankia, l'istituto di credito più importante di Spagna. Rimesso sotto la tenda a ossigeno con i fondi europei e dunque anche con i nostri soldi. Quindi, cari tifosi milanisti juventini interisti romani e napoletani, Bale al Real lo stiamo pagando noi tutti insieme appassionatamente, tra le beffe spagnole e il mutismo di monsieur Platini. Ecco dove sta lo scandaloso abisso tra Honda e Bale: il Milan ragiona e decide di non spendere 5 milioni propri, e questo è un fatto criticabile o meno. Il Real Madrid ragiona e decide di spendere quello che gli pare anche coi soldi nostri, e questo è inaccettabile.