Tre mesi di calciomercato: la pagella del Milan
E’ proprio vero che non bisogna mai dare giudizi affrettati, le somme si tirano sempre alla fine. Prendiamo il mercato del Milan, immobile fino al 28 agosto, poi iperattivo negli ultimi 5 giorni. La valutazione finale si è spostata in avanti passando ad un 6,5 pieno. Ecco le motivazioni.
Si parte con l’addio ad Ambrosini, Flamini e Yepes, forse i due centrocampisti in questa squadra avrebbero trovato ancora posto. Entrambi però sono stati rimpiazzati con Poli e Saponara, caratteristiche diverse rispetto ai due veterani. L’ex Samp si è subito integrato mentre Riccardo soffre di pubalgia ed è ancora in fase di convalescenza. Il Milan chiude anche per il giovane Vergara, probabilmente ancora acerbo per i rossoneri. I difesa è arrivato Silvestre, in parte per tamponare l’assenza di Bonera, ma anche per rimpolpare numericamente il reparto difensivo. Nelle gerarchie di Allegri parte alle spalle di Zapata e Mexes. Galliani ha avuto il merito di trattenere un giocatore giovane e importante come Stephan El Shaarawy, fino all’ultimo giorno accompagnato da voci di un addio all’estero (City su tutte). Il Milan allo stesso tempo ha inseguito a lungo Carlos Tevez, finito poi alla Juventus. Subito dopo è partita la caccia a Honda e Ljajic, entrambi obiettivi dichiarati di Galliani. Sfortunatamente la dirigenza di via Turati è sbattuta contro il muro dei “no”, alzati dal club toscano e dai russi. Entrambe le società non hanno voluto lasciare partire i loro giocatori. Honda però arriverà sicuramente a gennaio, un parametro zero di lusso. L’intenzione del Milan era di portare subito il giapponese alla corte di Allegri per rinforzare la trequarti ma vista la resistenza del Cska Mosca, avrà il giocatore tra qualche mese senza spendere un euro.
Da metà luglio sono iniziate a piovere le prime critiche, soprattutto perché il tempo passava e il club non si rinforzava. L’attacco tutto sommato è sempre sembra il reparto migliore, piuttosto si richiedeva un paio di innesti in difesa e a centrocampo per essere più competitivi. Galliani ha aspetta però il passaggio in Champions League per ricevere i soldi necessari per chiudere le operazioni intavolate in precedenza. Gli ultimi 5 giorni di mercato sono stati molto movimentati. E’ arrivato Alessandro Matri dalla Juve per 11 milioni, un giocatore però cresciuto nelle giovanili rossonere, non il massimo della lungimiranza. Matri però serve per rinforzare un reparto orfano di Pazzini, out dai giochi fino a novembre per infortunio. Acquisto voluto fortemente da Allegri. D’altra parte quasi contemporaneamente è andato via Kevin Prince Boateng. In questo caso è stato il ghanese a spingere per la cessione allo Schalke, il Milan non ha opposto resistenza. Con lui si è pagato il ritorno di Matri. Dopo sver salutato Antonini e Petagna, uno al Genoa e l’altro alla Samp, con Birsa che rientra nell’affare, Adriano Galliani ha compiuto il grande miracolo. Sicuramente Ricardo Kakà porterà abbondanza nel reparto avanzato, tanto da creare difficoltà a El Shaarawy, uno dei maggiori indiziati a finire in panchina, però dal punto di vista economico si è trattata di una vittoria. Il brasiliano, venduto 4 anni fa a 67 milioni di euro, è tornato “quasi” gratis. L’ex pallone d’oro è un’incognita dal punto di vista fisico, ma se dovessimo rivedere un Kakà al 70% rispetto a quello della famosa Champions 2007, sarebbe già un successo. L’operazione “nostalgia” ha fatto balzare il voto del mercato rossonero a 6,5. Con un difensore e un centrocampista poteva essere uno dei migliori della serie A.
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