Un giorno da nervoso!
Sono calcisticamente nervoso. L’avverbio è obbligatorio dopo i tragici accadimenti di Tunisi. E’ passato solo un anno e sono già stanco di passare i martedì e i mercoledì davanti alla televisione, con la certezza che, anche nei primi mesi del 2016, nulla cambierà. Intorno alle 10, o più precisamente, intorno alle 22, poi cambio canale e mi vedo, per la centesima volta, “Bourne Identity”. Almeno mi emoziono per un bell’inseguimento per le vie di Parigi e non arriccio la fronte per le ennesime prodezze di Tevez, guidato da Allegri, in attesa che Pirlo recuperi. Umore non molto differente, una settimana fa, quando “Grandine Nera “ Thiago Silva eliminava il Chelsea di Mourinho. Non mi aiuta a cambiare l’umore quando vedo la classifica con tanti avversari del Milan, piantati come cavalli che non vanno nemmeno sotto il frustino del fantino. Era sufficiente….respirare per essere competitivi in questo campionato, che la Juventus vince in mano, senza nemmeno voltarsi indietro.
Eppure i Ragazzi sono a punti e punti lontano dalla zona che conta, per non avere evitato qualche pareggio o, peggio, qualche sconfitta di troppo. Il Milan ha perso 29 delle ultime 103 partite disputate in campionato, sfiorando una percentuale agghiacciante, quasi il 30 %. Un cammino totalmente negativo, che, rassicuro i più critici e i più negativi, non mi impedisce di essere, con il cuore e con la mente, sempre accanto alla maglia, che mi tiene compagnia da sempre. Un sospiro di rimpianto infine quando, montando un servizio su Pietro Paolo Virdis, vedo le tribune di San Siro sempre ribollenti di tifo, soprattutto in quell’inizio di anni ottanta, con un Milan orgoglioso, commovente, affamato, splendido a trascinare la sua gente nelle fantastiche serate contro Auxerre e Lokomotiv Lipsia, grazie alla classe proprio di Virdis e Verza, alla giovanile e devastante esuberanza di Mark Hateley. Non parlo del Milan degli Immortali, troppo facile applaudire quel manipolo di fuoriclasse. Magari non si vince, ma, mentre si ricostruisce un Milan competitivo, vorrei rivedere quell’entusiasmo, quella voglia di tentare l’impossibile, quel desiderio di stupire, con protagonisti quei Ragazzi, che battono l’Inter, con l’indimenticabile colpo di testa firmato “Collo d’Acciaio”, in un Stadio innamorato, in un Stadio pieno, sempre pieno, assolutamente pieno. Non mi voglio rassegnare che rivivere quelle sensazioni fantastiche, regalate da un Milan non fortissimo ma coraggioso e fiero, siano solo sogni impossibili!
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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