ESCLUSIVA MN - Alciato: "Milan con la mentalità giusta, Chelsea difficile da affrontare. A De Ketelaere va dato tempo. Sul rinnovo di Leao..."

04.10.2022 16:00 di Antonello Gioia  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA MN - Alciato: "Milan con la mentalità giusta, Chelsea difficile da affrontare. A De Ketelaere va dato tempo. Sul rinnovo di Leao..."
© foto di Antonello Gioia

Alessandro Alciato, giornalista per Amazon Prime Video, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di MilanNews.it al termine della conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del Calcio 2022.

Grande rimonta ad Empoli, ora Chelsea-Juve-Chelsea con tanti infortunati: come arriva il Milan a queste sfide?

"Il finale di Empoli ha detto che il Milan, al di là degli infortuni, abbia la mentalità giusta, che lo porta a non mollare fino all'ultimo pallone. Quella con il Chelsea è una sfida che può raccontare tanto del momento dei rossoneri, perché i Blues sono una squadra difficile da affrontare; nelle ultime due partite, Potter ha cambiato ben 4 moduli di gioco ed è difficile preparare una gara contro di loro. Vincere a Stamford Bridge sarebbe un grande segno per il Milan sia per la sfortuna che sta avendo negli infortuni sia per quanto di buono sta facendo vedere il nuovo allenatore del Chelsea".

Nella sfortuna Pioli ha saputo valorizzare diversi calciatori... Sarà il turno anche di Dest?

"È una possibilità, anche se sarebbe meglio che non s'infortunasse nessuno per veder sbocciare un altro calciatore. Anche questo, comunque, spiega quanto sia stato fatto bene il mercato da parte di Maldini e Massara: quando un giocatore non troppo impegnato viene chiamato in causa poi esplode definitivamente. Io li vedo tutti come segnali positivi e come spiegazione dell'ottimo lavoro fatto su tutti i livelli: da Maldini a Massara a Pioli sul campo".

Dove posizionerebbe Leao nella classifica dei migliori esterni del mondo?

"Non so dare una posizione certa, ma in alto. Se mi fai questa domanda tra un paio d'anni sarà tra i primi tre. Ogni anno diventa più forte. Ogni anno si mette sempre di più al servizio della squadra e, in tal senso, credo sia stato molto importante avere Ibrahimovic in spogliatoio, che l'ha messo in riga quando serviva. L'anno scorso, di questi tempi, molti criticavano Leao e Pioli diceva che, uno che si allena così, non poteva faticare ancora a lungo in partita... Da lì a poco è esploso il Leao che tutti conosciamo".

È ottimista sul fronte rinnovo?

"Non lo so, forse oggi non tanto... Ma anche lì mi fiderei, fossi un tifoso del Milan, di Paolo Maldini: fino ad ora non ha sbagliato un colpo praticamente".

Con Ibrahimovic infortunato, è Giroud che sta svolgendo un ruolo tecnico e mentale 'alla Ibra'?

"Sì. Giroud non ha niente da dimostrare, si sapeva cosa avrebbe potuto dare al Milan. Lui ha vinto il Mondiale, sa come si vivono certe notti importanti e sfide decisive. In carriera è spesso partito da riserva per poi diventare titolare, quindi è uno che ha tutto e non ha paura di ciò che può succedere".

Chi, invece, deve dimostrare è De Ketelaere?

"Sì, deve dimostrare, ma è anche vero che, quando è arrivato, si parlava di lui come il salvatore della patria, come il calciatore più forte del mondo, come quello inseguito per tanti mesi e quello che, in automatico, avrebbe dovuto dare chissà cosa... È un giocatore giovane e nei suoi confronti ci sono state aspettative troppo alte. Era partito bene e la gente si aspettava di vedere - facendo un iperbole - il nuovo Messi... Non è così, bisogna dargli tempo".

Lo stesso tempo, per esempio, che è stato dato a Tonali...

"Giocatore di livello mondiale, ma non c'erano dubbi. Uno che si è ridotto lo stipendio per restare al Milan, uno che aveva Gattuso e Pirlo come idoli, uno che si era prefissato di arrivare in rossonero come obiettivo... È chiaro che possa dare molto. D'altronde, la classe si vedeva già quando giocava nel Brescia. Stupisce la velocità con cui si è imposto in una squadra come il Milan".

Quello dell'Inter è solo un periodo negativo?

"Domanda da un miliardo di dollari. Credo sempre che ci sia un concorso di colpe in una situazione del genere. Una cosa che mi ha colpito è l'alternanza fra i portieri: col Barcellona gioca Onana, in campionato Handanovic; e certi errori si possono anche spiegare con la frustrazione che si ha nel sapere di non giocare. Negli ultimi anni, al PSG per esempio, l'alternanza dei portieri non ha mai portato a nulla di buono; ora Donnarumma, che è titolare certo in Francia, fa grandi prestazioni anche in Nazionale. C'è un problema intanto da risolvere che è l'alternanza dei portieri, oltre a tutto il resto... Ripeto: c'è un concorso di colpe, non un solo colpevole".

Quindi, secondo lei, Inzaghi non può essere l'unico colpevole...

"Non sono mai d'accordo sul parlare di un allenatore come unico colpevole, a meno che non faccia errori veramente clamorosi ma non è il caso di Inzaghi. Poteva far meglio? Sì, ma non è assolutamente l'unico colpevole".

Alla Juventus, prossima avversaria del Milan in Serie A, invece, cosa manca?

"Sicuramente l'unità di intenti. C'è qualcosa che non va tra le varie componenti squadra, allenatore e dirigenza. Se riescono a tornar tutti a remare verso la stessa direzione, credo che la stagione della Juve possa svoltare, ma se continuassero ad esserci malumori, divisioni, spifferi dallo spogliatoio allora sarà difficile che la Juve torni definitivamente in carreggiata".