ESCLUSIVA MN - Bellinazzo: "Il progetto alla base della Super League serve a salvare il calcio. Milan, Inter e Juventus fuori dalla Serie A? Sarebbe controproducente"

20.04.2021 18:45 di Pietro Andrigo Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA MN - Bellinazzo: "Il progetto alla base della Super League serve a salvare il calcio. Milan, Inter e Juventus fuori dalla Serie A? Sarebbe controproducente"

Tra la notte del 18 e il 19 aprile nel mondo calcistico, e non solo, è deflagrata una vera e propria bomba. Dodici club definiti "Membri Fondatori", tra cui anche il Milan, hanno annunciato la creazione di una nuova competizione d'élite chiamata "The Super League" finalizzata, a detta dei creatori, alla salvaguardia economica del movimento calcistico. Per approfondire l'argomento e fare chiarezza su polemiche ed indiscrezioni la redazione di MilanNews.it ha contattato in esclusiva Marco Bellinazzo, noto giornalista de "Il Sole 24 Ore". Di seguito le domande e le risposte.

Al di là della retorica tradizionalista. Quali sono, oggettivamente e secondo lei, i benefici derivanti dalla Super League per i club e per il movimento calcistico in generale?

“La Super Lega è funzionale a due obiettivi finanziari, uno più immediato e diretto per i club che aderiscono, che gli permette di superare le perdite economiche in gran parte dovute al Covid che potrebbero essere in totale superiori ai due miliardi e mezzo. Ma soprattutto ha una valenza finanziaria per tutto il sistema perché il progetto industriale che sta alla base della Super Lega è un progetto che punta a salvare il calcio, come ha detto Florentino Perez, nell’ottica in cui c’è un’audience del mondo giovanile che è sempre meno attenta al prodotto calcio. E allora continuare con l’attuale formula significa rischiare di perdere in futura questa audience, le generazione Z ma non solo, che ha nell’ambito dell’economia dell’attenzione sempre più dispersione verso altri tipo di interessi. La concorrenza non è più tra singoli club ma è tra il calcio e la NBA, tra il calcio e la NFL, tra il calcio e i social media, tra il calcio e gli eSports. Bisogna creare un modello che sia nel mondo dell'entertainment che non pregiudichi chiaramente la chiave sportiva e che permetta di avere degli introiti che secondo i fondatori della Super League al momento la Champions League non garantisce e che la UEFA non è stata capace di portare avanti. Si pensa al fatto che la NFL oggi sta contrattando accordi televisivi con Amazon da quasi 10 miliardi all’anno e comunque finora incassava 5-6 miliardi all’anno di diritti tv, laddove la Champions e l’Europa League, in totale tra tv e sponsor, fanno 3 miliardi e 2. Questo diciamo è il sistema del motivo industriale nell’immediato e a lungo termine che sta dietro la Super Lega al di là delle chiacchiere che si fanno in queste ore ed è il motivo per cui questo aumento di risorse a disposizione potrebbe essere portato a beneficio di tutto il sistema con un più efficace meccanismo di redistribuzione mutualistica, al quale dovrebbe lavorare la UEFA piuttosto che porsi in maniera pregiudiziale al progetto, perché sembra che vogliano più proteggere una situazione di potere e di controllo che lavorare per il futuro e il bene di tutto il calcio europeo.

Ci sono state reazioni molto forti da parte dei tifosi e addetti ai lavori. Secondo lei questa class action può compromettere la riuscita del progetto?

“Io credo che essendo scesi in campo questi club, queste proprietà, e come advisor la banca americana che finanzia il progetto, a partire dal finanziamento di 3 miliardi e mezzo, è difficile pensare che si possa tornare indietro e fare finta di nulla. Sicuramente non è stata comunicata bene la Super League, sicuramente è perfettibile però diciamo che il fuoco di fila che si è creato nasce anche da una mancanza di chiarezza su quelle che sono le finalità, la struttura e le modalità operative su cui si doveva lavorare di più in termini di comunicazione per rendere più chiaro. Poi ognuno può farsi l’idea che vuole e che ritiene giusta”.

Le minacce della UEFA circa l’esclusione dalle nazionali sono legalmente attuabili o no?

“Qui andiamo in un terreno molto delicato. Consideriamo il presidente della Lega di basket dove nel momento in cui si creò la frattura analoga a quella del calcio furono fatte le identiche minacce e poi non hanno avuto seguito e non sono state portate avanti a livello giudiziario. Tra l’altro molte di queste minacce sarebbero controproducenti dal punto di vista economico per la stessa UEFA e i campionati, perché sarebbe meglio avere la Serie A con Juventus, Milan e Inter che fanno la Super League piuttosto che non averle. Da questo punto di vista giuridicamente vedo molto difficile attaccare la Super League, anche perché se è stata costruita e portata avanti ci saranno state valutazioni legali già preventive. Per altro l’unico elemento veramente attaccabile cioè che violi la concorrenza in Europa perché sono in una struttura chiusa come indicato da Ceferin in realtà è sbagliato perché tecnicamente c’è lo spazio per cinque squadre che possono accedere alla Super League ogni anno, quindi è un torneo semi aperto. Anche lì è difficile un intervento della Commissione Europea, così come un intervento legislativo come quello paventato da Boris Johnson in Inghilterra per vietare la partecipazione, e mi sembra un intervento legislativo ad personam, poco consono dal punto di vista legale”.

È possibile che Super League e Champions League coesistano come auspicato dai dodici Membri Fondatori?

“Dipenderà dalle scelte della UEFA. A mio avviso potrebbero coesistere, con una Champions ovviamente che avrebbe meno appeal, ma che potrebbe essere connessa con la Super League ad esempio in modo che chi vinca la competizione acceda alla Super Lega. Non vedo una netta alternativa tra le due competizioni, ovviamente non mi sfugge il fatto che senza top club la Champions League sarebbe molto meno Champions e molto meno ricca, per quello si deve lavorare sui meccanismi di redistribuzione”.

Viste le rinunce momentanee di club quali Bayern e Psg, quali potrebbero essere secondo lei gli altri 3 club aggiuntivi ai 12 Fondatori?

“In teoria ce ne sarebbero 8, perché poi ce ne sono 5 da invitare. È difficile fare un totonomi, credo che per quando dovesse partire realmente la competizione difficilmente vedo fuori Bayern, PSG e Borussia Dortmund. Immagino che se dovesse essere fatta un’offerta a club come Roma o Napoli, al di là di quanto attualmente dicano, di fronte all’opportunità di ottenere un grosso bonus finanziario delle valutazioni da parte di questi club andrebbero fatte. Ci sono tantissimi altri club in giro per l’Europa che hanno, non dico la stazza economica, ma almeno il blasone per poter star dentro a questo progetto”.

Rischiano qualcosa nel breve Juventus, Inter e Milan in Serie A?

“Non vedo cosa possano rischiare, non credo possano essere escluse dal campionato perché aderiscono ipoteticamente ad un progetto come la Super Lega. Sarebbe controproducente per la Serie A e sarebbe difficilmente sostenibile giuridicamente a mio avviso.

Intervista di Pietro Andrigo.