ESCLUSIVA MN - De Vecchi: "Incuriosito da come Pioli amalgamerà tutto e incantato da Reijnders. Vice-Giroud? C'è Okafor"
Questa sera il Milan scenderà finalmente in campo per la prima partita ufficiale della stagione, la prima giornata di campionato. A fronteggiare i rossoneri sarà il Bologna che aspetta la squadra di Pioli nel fortino del Dall'Ara. La redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva il doppio ex della sfida Walter De Vecchi. Le sue parole.
Che tipo di match ti aspetti?
“Sono molto curioso di vedere il nuovo Milan di Pioli. In compenso troverà un Bologna che ha fatto un buon pre-campionato, con Thiago Motta che avrà sicuramente sperimentato situazioni nuove. Ho tuttavia un mio punto di vista…”.
Ossia?
“Sarò ripetitivo, però - secondo me - è sbagliato disputare partite ufficiali con il mercato ancora aperto. Si creano troppe situazioni ambigue, con giocatori che, magari, sanno già di partire e non danno il 100%. Per me è complicata come situazione. L’esempio calzante sul Bologna è Orsolini. Come fa, in questo modo, un allenatore a lavorare nel modo adeguato?”.
Il Milan ha cambiato molto. Il giocatore che ti incuriosisce di più?
“Io direi che quello che mi incuriosisce di più è come Pioli amalgamerà il tutto. Io dico che il Milan ha fatto un ottimo mercato. Devo citare un nome? Nel pre-campionato sono rimasto incantato da Reijnders”.
Il Milan può vincere subito?
“Il Milan deve ambire al massimo in tutte le competizioni. Io dico che il mercato è stato buono, anzi, ottimo. Ora vedremo sul campo”.
La squadra è al completo o, a tuo avviso, deve ancora arrivare qualcuno?
“Mai dire mai, però Pioli ha più soluzioni in tutti i ruoli. Anche per quanto riguarda la prima punta: se non c’è Giroud, c’è Okafor, il quale - addirittura - ti può anche fungere da attaccante esterno”.
A proposito di Bologna: sei stato allenato da Mazzone. Una tua testimonianza diretta?
“Sono profondamente dispiaciuto. L’ho avuto a Bologna e a Ascoli, dove ho vissuto, praticamente, una seconda giovinezza dopo le stagioni a Milano, in cui avevo vinto uno scudetto. Mi ha insegnato che, nella vita, non si smette mai di imparare”.
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