ESCLUSIVA MN - Pasqualin: “Con CDK il Milan cambierà anche fisionomia. Mai come ora i rossoneri restano la squadra da battere"

03.08.2022 16:00 di Redazione MilanNews Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA MN - Pasqualin: “Con CDK il Milan cambierà anche fisionomia. Mai come ora i rossoneri restano la squadra da battere"
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Il noto agente Claudio Pasqualin ha risposto ai microfoni di MilanNews.it per parlare dell’attualità rossonera legata in particolare alle ultime operazioni di mercato.

Pasqualin, De Ketelaere alza esponenzialmente il valore della rosa di un Milan campione d’Italia?

“Sembrerebbe di sì. Se gli acquisti si potessero giudicare dalle vicissitudini e dalla sofferenza nel terminarli non avremmo dubbi. Io penso, battute a parte, che il valore di Charles non si discute e se due come Maldini e Massara hanno insistito così tanto qualcosa vorrà pur dire”.

Tatticamente come cambiano i rossoneri?

“Siamo alla presenza di un dieci classico. Potenzialmente il Milan abbraccia un trequartista vero e proprio in grado di legare i reparti e rifinire, penso che anche come sistema di gioco qualcosa potrà cambiare”.

De Ketelaere a parte, è sempre quella di Pioli la squadra da battere per lo Scudetto?

“Sì, lo era a prescindere. Il Milan dà l’impressione di essere una formazione con meno problemi rispetto alle avversarie come Inter e Juventus. I nerazzurri vivono un po’ troppo di alti e bassi mentre la Juve, con l’infortunio di Pogba, perde tanto”.

Kjaer va considerato un acquisto a tutti gli effetti?

“Senza dubbio, il suo rientro lo rende un grande acquisto per esperienza e affidabilità in difesa”.

Pobega può ripercorrere le orme di Kessie?

“Sono diversi. Uno è fatto di invettiva, genio ed esuberanza e mi riferisco a Kessiè. Pobega è molto solido. La sua concretezza dovrà consentirgli di entrare sempre di più nel mondo Milan ma attenzione a paragonarli”.

Giusto proseguire con Zlatan Ibrahimovic?

“Ibra è un campione che può gestirsi come meglio si sente. Una cosa è certa, se sta bene può ancora essere decisivo”

Intervista di Peppe Gallozzi.