ESCLUSIVA MN - Passerini: "Ibra, la verità in due settimane: Zlatan ricorderebbe al Milan la sua storia"

24.11.2019 17:22 di Gianluigi Torre Twitter:    Vedi letture
Fonte: intervista di Thomas Rolfi
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Passerini: "Ibra, la verità in due settimane: Zlatan ricorderebbe al Milan la sua storia"

Carlos Passerini, firma del Corriere della Sera, è stato contattato dalla redazione di MilanNews.it, per parlare del Milan sotto diversi aspetti: dal momento buio di Piatek nel pareggio casalingo con il Napoli al sogno Ibrahimovic per gennaio.

Il Milan deve guardare il bicchiere mezzo pieno della prestazione o il bicchiere mezzo vuoto e quindi la situazione in classifica?
"Bisogna guardare la situazione con obiettività. Il Milan ha bisogno di tutto tranne che raccontarsi bugie e la verità è una sola: il Milan in questo momento sta migliorando, si vede qualcosa di diverso rispetto a Giampaolo, ma è altrettanto vero che se il Milan non viene sistemato a gennaio, soprattutto in attacco, l'Europa resta un miraggio. Il Milan, così com'è, sta migliorando ma può migliorare fino ad un certo punto perché ha dei limiti strutturali evidenti. Senza un mercato di gennaio adeguato questa squadra è destinata ad un campionato che può essere non quello di oggi, ma poco di più"

Cosa sta succedendo a Piatek, sprofondato in una crisi sempre più nero? 
"Credo che non sia il giocatore che sembra in questo momento. Ad oggi sembra uno che non ha mai giocato a pallone, e non è così perché è un ragazzo con delle qualità. Non è un giocatore che fa due gol e poi smette di giocare e di segnare. Ha fatto una stagione a livello altissimo. Sono numeri che fanno capire che non è stata casuale la stagione, ma è altrettanto vero che non è quella la questione. Il Milan non può permettersi di aspettare un giocatore, perché è il Milan. Anche io non credo che Piatek sia questo. Con realismo, il Milan deve guardarsi in faccia e capire che ha bisogno di un attaccante che segna, perché se quest'anno Piatek è questo, il Milan si condanna da solo. Per questo motivo a gennaio deve fare qualcosa"

Può essere Ibrahimovic la soluzione a tutti i mali di questo Milan?
"Non credo sia una stagione compromessa, ma è una stagione iniziata malissimo e che molto difficilmente potrà finire in trionfo. Ormai la Champions è un miraggio, però un piazzamento in Europa League non lo è e in qualche modo consentirebbe di chiudere la stagione in maniera più dignitosa. Credo che oggi il Milan debba continuare a puntare all'Europa".

Sempre che poi, in caso di qualificazione all'Europa League, il Milan partecipi effettivamente alla competizione.
"Il Milan deve arrivare sesto, settimo. Non può arrivare undicesimo. Bisogna sempre puntare ad arrivare un piazzamento migliore, quindi anche io penso che la Champions sia ormai un miraggio, anche perché lo dicono i numeri. La classifica del Milan è spaventosa. Ovviamente può ancora puntare all'Europa League, ma ci vuole un girone di ritorno notevole e io credo che un giocatore come Ibrahimovic possa essere utile al Milan, vi dico anche il perché: come tutti ho dubbi sulla sua tenuta fisica perché il prossimo anno avrà 39 anni ed è chiaro che non può essere il giocatore di qualche tempo fa, ma allo stesso tempo il Milan avrebbe un giocatore che segna ed un giocatore di personalità. Il Milan ha bisogno di una scossa dentro lo spogliatoio, di qualcuno che faccia uscire questa squadra di giovani, alcuni dei quali di buone prospettive, dall'apatia in cui è sprofondata e che non si adegui alla mediocrità"

A questo proposito, le dichiarazioni di ieri di Theo Hernandez, che ha dichiarato "Almeno non abbiamo perso".
"Il Milan ha bisogno di non accontentarsi, ma di ribellarsi a questa situazione di mediocrità nella quale vive da troppo tempo. Penso che un giocatore come Ibrahimovic possa, prima di tutto da un punto di vista mentale, risvegliare questo gruppo e mi auguro che possa farlo anche da un punto di vista tecnico. È chiaro che le perplessità che ho io le hanno tutti, è comunque un giocatore di 38 anni. Mi risulta che è un giocatore che sta bene fisicamente, Poi una cosa un po' diversa è il ritmo del calcio europeo, che è chiaramente diverso dal calcio americano. Ibrahimovic è un giocatore unico e faccio fatica a ricordare giocatori che abbiano una carica d'orgoglio come la sua, le motivazioni non gli farebbero difetto. Ibra non si fa prendere in giro da nessuno, figuriamo se accetta di venire a fare la comparsa in Serie A"

Il Milan ha fatto la propria proposta: quando pensa che Ibra deciderà il proprio futuro?
"Da quel che mi risulta i prossimi quindici giorni saranno decisivi, perché non è una situazione ancora molto definita. La proposta del Milan c'è stata, è molto chiara, e propone due milioni per questi sei mesi, più quattro l'anno prossimo. È una proposta oltre la quale il milan non intende andare, ma onestamente mi sembra una proposta pensata e ragionevole anche per il giocatore, il quale si è riservato del tempo per decidere. Bisogna ancora convincere Ibrahimovic, che da quel che mi risulta, l'offerta di ritornare in un grande club dove si è trovato molto bene, lo alletta. È un giocatore che vive di rivincite di orgoglio, di rabbia. È un giocatore che non ha mai sopportato la quotidianità e la mediocrità, che in questo momento stanno distruggendo il Milan, e un giocatore della sua caratura potrebbe essere utilissimo ai rossoneri in questo momento. Il progetto giovani di Eliott, quindi, verrebbe in parte modificato. È chiaro che se dovesse arrivare un giocatore di 38 anni significa fare un passo indietro, ma credo anche che in questo momento il Milan debba fare i conti con la realtà".

Non rischia di essere tardi per affidarsi a Ibrahimovic, a differenza di quanto poteva essere scorso mercato invernale?
"Non mi piace fare i discorsi con i se e con i ma, non è calcio. Posso dirvi che il Milan ha buttato via la sua Champions League pareggiando con l'Udinese, subendo un gol ridicolo, oppure pareggiando a dicembre con un Frosinone poi retrocesso. È molto chiaro che il Milan abbia bisogno di una scossa, e questa scossa potrebbe darla un giocatore di qualità e di carattere. Quel giocatore potrebbe essere Ibrahimovic, soprattutto per la parte caratteriale. Oggi il Milan è diventata una squadra come tante altre, che naviga in fondo alla classifica, senza grandi aspettative e che quando perde con la Juve dice: "Abbiamo dato il massimo". Il Milan ha bisogno di ricordarsi cos'è il Milan, e Ibra è l'unico che potrebbe farglielo ricordare".