ESCLUSIVA MN - Pastorella: "Capolavoro di Cantamessa su Balotelli. Un Robinho così non serve. Pirlo rivitalizzato perché finito in una rivale del Milan"

ESCLUSIVA MN - Pastorella: "Capolavoro di Cantamessa su Balotelli. Un Robinho così non serve. Pirlo rivitalizzato perché finito in una rivale del Milan"MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
sabato 20 aprile 2013, 18:30Esclusive MN
di Gaetano Mocciaro

In esclusiva per MilanNews.it il giornalista di Tuttosport Alberto Pastorella ci introduce alla sfida fra Juventus e Milan, analizzando il momento dei rossoneri.

Alberto Pastorella, che partita sarà per il Milan? Il calendario sembra favorevole alla Fiorentina

“Sulla carta sembra che i viola siano favoriti, sia chiaro che questo turno non sarà decisivo. C’è la possibilità che la squadra di Montella si avvicini ma poi mancano altre 5 giornate e il Milan ha la possibilità di mantenere le distanze. In ogni caso  non credo sia così scontato il risultato di Torino. La Juve ha pochi obiettivi da raggiungere, nel senso che lo scudetto è ormai una formalità. Diciamo che il pericolo per il Milan è la voglia da parte della Juventus di dimostrare che nonostante nelle ultime 24 giornate abbia fatto gli stessi punti dei rossoneri sia comunque più forte. D’altro canto il Milan vuole dimostrare che rispetto a inizio stagione il gap è ridotto e che il divario in classifica non rispecchia la realtà delle cose”.

Mancherà Balotelli, che si è visto parzialmente scontata la squalifica. Cosa ne pensi in proposito?

“Ci sono due valutazioni da fare. Da un lato una straordinaria vittoria legale dell’avvocato Cantamessa che ha fatto breccia in un regolamento dove lo sconto non era previsto. Quindi tanto di cappello. Al tempo stesso questo sconto è la conferma che la Giustizia Sportiva va riformata perché, se l’ingiuria all’arbitro vale 2 giornate dev’essere così per tutti, altrimenti c’è disparità nei confronti di situazioni identiche”.

C’è da dire che anche il metro di giudizio fra l’ingiuria all’arbitro e un grave gioco falloso sia da rivedere

“Conta la reiterazione. Ad esempio, nel caso del fallo di Cambiasso: è un giocatore che non si è mai macchiato di cose simili e che subito dopo il brutto fallo ha dimostrato pentimento per la gravità del fallo conta la reiterazione. Si è tenuto conto di questo”.

Riflettori su El Shaarawy. L’assenza di Balotelli può farlo tornare quello di prima?

“A mio avviso non credo che El Shaarawy paghi la presenza di Balotelli. È un ragazzo di 20 anni che non può segnare 32 reti in una stagione. Nessuno si sarebbe mai aspettato che in poco tempo potesse segnare 16 reti. L’esclusione contro il Napoli gli ha consentito di ricaricare le pile togliendosi la pressione addosso. Contro la Juve si vedrà la maturità del ragazzo che avrà gli occhi addosso. Lui dovrà dimostrare di essere uno dei talenti emergenti del calcio italiano. In un lungo periodo lo ha dimostrato con prestazioni all’altezza. Poi, chiaro, adesso siamo tutti condizionati dalla media gol iniziale. Però ci sono almeno 7-8 partite dove non ha segnato ma ha mantenuto un livello di prestazioni buono e penso e spero che si possa ripetere anche contro la Juventus”.

Capitolo Robinho. Il giocatore sembra fare dietrofront e non voler più lasciare il Milan

“Credo che sulla bravura e la classe di Robinho nessuno possa discutere, ma il Milan non può permettersi un giocatore che da 3 mesi non dà segni di presenza, forse perché ha subito la mancata cessione a gennaio. Da fine dicembre il Milan è come se non lo avesse avuto e quando è sceso in campo non ha mai raggiunto la sufficienza. Siamo in un periodo storico nel quale non ci si può permettere uno con l’ingaggio di Robinho in panchina, meglio a questo punto non averlo. Se poi il giocatore cambiasse atteggiamento è ovvio che tenerlo può essere una buona soluzione per il reparto offensivo”.

Chiudiamo con Pirlo e la sua autobiografia dove dice di essere stato considerato dal Milan bollito

“È una storia ormai vecchia e sappiamo come è andata quell’estate. Pirlo voleva un triennale ma il Milan per certi giocatori, quindi non solo per Pirlo, riteneva fosse giusto offrire un contratto annuale. Come ha fatto con Ambrosini, Gattuso, Seedorf, Inzaghi. Brava la Juventus ad approfittarne e Pirlo ha ritrovato energie che chissà dov’erano riposte. Sono dell’idea che negli ultimi anni al Milan non sia stato all’altezza e solo l’aver cambiato squadra andando nella rivale del Milan poteva scatenare in lui l’orgoglio svanito. Esattamente come quando fu scaricato dall’Inter e Pirlo, da giocatore ferito, è diventato uno dei migliori interpreti nel suo ruolo”.