ESCLUSIVA MN - Prati: ''Non credo al terzo posto: sarebbe un miracolo. Kakà al Milan? Sfida intrigante metterlo davanti alla difesa"

ESCLUSIVA MN - Prati: ''Non credo al terzo posto: sarebbe un miracolo. Kakà al Milan? Sfida intrigante metterlo davanti alla difesa"MilanNews.it
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venerdì 25 gennaio 2013, 21:00Esclusive MN
di Riccardo Casali

Pierino Prati, bandiera rossonera dal 1967 al 1973 ma soprattutto grande cuore rossonero, interviene in esclusiva ai microfoni di MilanNews per tracciare una panoramica sul ''suo'' Milan: strategie societarie, mercato, e obiettivi. ''Pierino la peste'', soprannome affibbiatogli quando vestiva maglietta e calzoncini, ha legato indissolubilmente la sua fama e la sua carriera ai numerosi successi vissuti in rossonero: con la maglia del Milan, infatti, Prati ha vissuto da protagonista la finale di Coppa Campioni del 1969 contro l'Ajax. L'ex bomber, ora commentatore televisivo, segnò ben tre gol e colpì un palo, arrivando a sfiorare il record di reti di Ferenc Puskás (quattro) in una finale. Un campionato vinto e vissuto da protagonista, 15 reti realizzate, una Coppa delle Coppe e la Coppa Intercontinentale nel 1969: questi gli altri successi vissuti in rossonero.

Come valuta il nuovo corso del Milan avviato l'estate scorsa con l'addio di numerosi senatori e l'investitura su giovani talenti?

''Credo che la strada tracciata sia sicuramente quella giusta. Si tratta di una nuova avventura: il Milan ha perso tanti giocatori che hanno fatto la storia rossonera, ma l'età avanza inesorabilmente per tutti. E' chiaro che, dopo tutte le partenze dell'estate scorsa, c'è stata questa falsa partenza, è normale. Il fatto che siano stati i giovani a trascinare la squadra fuori da questa brutta situazione è una cosa nuova: di solito sono i più anziani che hanno il compito di tirare fuori la squadra dai guai. Nel Milan è accaduto esattamente il contrario, soprattutto per merito di giovani in gamba quali El Shaarawy e De Sciglio. Ricapitolando: si tratta di una strada giusta, percorso che richiederà del tempo, ci sarà da soffrire ma alla fine i risultati arriveranno''

Nell'immediato il Milan può puntare al terzo posto?
''Da molte giornate a questa parte il Milan sta facendo bene, sta mantenendo un ritmo punti elevato. Direi che bisogna perseguire questa strada di risultati, anche se non sarà semplice. Tuttavia ora il gruppo ha un anima ben definita e il gioco sta finalmente venendo fuori. Terzo posto? Più che un mezzo miracolo sarebbe un miracolo vero e proprio. Ci sono troppe squadre davanti per sperare realmente di arrivare ad ottenere la qualificazione Champions. Come detto era impossibile fare bene subito, c'è voluto un po' di tempo, un po' troppo a dir la verità, per far quadrare il cerchio. L'importante è continuare a crescere, prendere partita per partita senza avere pressione di classifica.''

Ad una settimana dalla fine del mercato su che giocatore o reparto deve investire il Milan?
''Innanzitutto bisognerebbe sapere la disponibilità economica per intervenire sul mercato. I giovani che sono stati presi, penso a Saponara, sono giovani da inserire nell'organico a partire dall'anno prossimo. Il Milan deve cercare, nell'immediato, di trovare dei punti di riferimento precisi. Spesso intorno ai giovani sento dei discorsi che non hanno motivi di esistere: cosa vuol dire devono crescere per essere adatti ad una grande squadra? Quando un team come il Milan acquista un giovane è perché ritiene che abbia le qualità tecniche, tattiche, morali per indossare la maglia rossonera. Soprattutto un ragazzo che viene in un top team deve possedere la personalità giusta: senza, ad alti, livelli non si sfonda.''

Da tifoso rossonero: l'avrebbe visto bene un ritorno di Kakà?
''Il ritorno di Kakà farebbe felici molti tifosi rossoneri, qui ha lasciato una traccia importante. Tuttavia lo vedo molto difficile: alla base c'è una questione economica molto grande. Investire così tanti soldi per il suo ritorno potrebbe essere un rischio molto molto elevato. Se venisse via ad un buon prezzo, al Milan potrebbe fare sicuramente bene. Ricky basta che sia al 70% e farebbe la sua parte. Ha una notevole intelligenza calcistica, oltre che indubbie qualità tecniche. Ma, questo mi sembra chiaro, non illudiamoci di trovare il giocatore di cinque anni fa. Se dovesse arrivare lo vedrei bene anche in una nuova posizione: centrocampista metodista. Ha le qualità giuste per svolgere il ruolo davanti alla difesa: possiede tecnica, sagacia tattica e intelligenza calcistica.''