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Ravezzani: "Scudetto? Sognare è l'unica cosa che rimane. Per il futuro serve una strategia di investimento"

ESCLUSIVA MN - Ravezzani: "Scudetto? Sognare è l'unica cosa che rimane. Per il futuro serve una strategia di investimento"MilanNews.it
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di Lorenzo De Angelis
fonte A cura di Lorenzo De Angelis

Prima il Napoli, poi altre 7 finali per sperare in qualcosa di ancora più soddisfacente rispetto a un piazzamento tra le prime quattro. Ma il Milan è in grado di reggere pressione e dare filo da torcere all'Inter fino all'ultima giornata? Di questo ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di MilanNews.it il direttore di TeleLombardia Fabio Ravezzani. 

Il Milan può credere in questo scudetto?
"Sognare è l'unica cosa che rimane. Io però ho il dovere di essere razionale: quando il Milan si è avvicinato all'Inter, due settimane fa, avevo detto che non credevo al Milan che vince lo scudetto, non perché penso che crollerà l'Inter, ma perché la formazione di Massimiliano Allegri, nello storico di questa stagione, non è in grado di vincere le partite contro le squadre della parte della destra della classifica. Neanche a farlo a posta quella domenica il Milan perse contro la Lazio. Per questo motivo continuo a non credere possa vincere lo scudetto. Aggiungo: per fare una volata vincente, devi vincerle tutte, a partire da quella col Napoli, ma devi una squadra in un grande stato di forma, soprattutto in attacco. Vedere le condizioni nelle quali hanno giocato Leao e Pulisic, purtroppo, mi fa pensare che il Milan non solo non possa vincere lo scudetto, ma ha il grosso rischio di poter essere scavalcato dal Napoli". 

In caso di sconfitta a Napoli il quarto posto rischierebbe di essere messo in discussione?
"Io credo che una squadra che deve vincere deve avere avanti gente che segna. Io spero che questa settimana di sosta comincerà piano piano a far tornare in forma Pulisic e recuperare Leao. È evidente che se giochi con Pulisic così, Leao in quest'altro modo e il Fullkrug che abbiamo avuto e Nkunku che abbiamo visto finora, fai fatica anche a battere il Torino in casa. Con Pulisic e Leao che riprendono un minimo di continuità non vedo alcun tipo di problema, se però tutte le volte il Milan ha bisogno di un miracolo per fare gol, allora anche lì ci sarebbe da spaventarsi un po'". 

Cosa farebbe con Leao: lei lo venderebbe?
"Si, perché Leao è rimasto l'eterno ragazzo, con i pregi e difetti del caso. Non è mai maturato, direti anche dal punto di vista del comportamento, non solo tattico. Quindi lui continua a pensare di avere 20 anni, ma ne ha 27. Quello che abbiamo visto a Roma è stato un atteggiamento molto emotivo che può essere anche apprezzabile, perché dimostra che ci tiene, ma l'atteggiamento di Tare è l'altra faccia della medaglia. A 27 anni, giocatore simbolo della squadra, oltre che il più pagato, dovresti essere uomo squadra, ma lui non lo è mai stato. Sarà sempre uno straordinario comprimario, ma considerando che è il giocatore pagato di più e che ha lo stipendio più alto, quindi dovrebbe fare la differenza, io penso che se arriva un'offerta io lo venderei. L'importante è chi prendi, perché se prendi un altro Nkunku meglio Leao". 

Cosa può aver chiesto Allegri alla società in vista della prossima stagione?
"Premessa, dobbiamo uscire da un equivoco: Furlani non è il mostro che viene spesso dipinto. Lui fa ciò che gli dice Cardinale, che ha deciso di non investire nel Milan. Per rilanciare una squadra, devi mettere dei soldi, fare un investimento, e dire: spendo e nel tempo li riprenderò con gli interessi. Nelle ambizioni di Cardinale per sostenere il Milan c'era la presenza costante della Champions League, lui l'ha mancata 2 anni su quattro, perché un anno ci è andato per la penalizzazione della Juventus. Quindi il povero Furlani fa quello che gli dice Cardinale, giustamente, invece, Tare e Allegri, come i tifosi, vogliono soldi per fare qualche investimento, concetto che espresse anche Maldini. Che Furlani si veda con Allegri molto bene, ma togliamoci dalla testa che il Milan spenda soldi per arrivare a certi tipi di giocatori. L'unica cosa che potrebbe fare è dire: "Con questo budget smettiamo di vendere giocatori di 20 anni e proviamo a prendere qualche giocatore già pronto", come successo con Modric e Rabiot. Non a caso i giovani presi dal Milan non hanno portato a nulla, Jashari e De Ketelaere su tutti. Se almeno su questo Cardinale ha cambiato idea, su insistenza di Furlani, allora possiamo speriamo che arrivi un giocatore pronto per rimanere in zona Champions". 

A questo Milan cosa serve per essere competitivo?
"Servirebbe una strategia di investimento, quello che non è mai stata fatta. Dobbiamo sapere che il prossimo Milan, anche se andasse in Champions, avrà il doppio degli impegni tecnicamente parlando, e con la rosa attuale, e senza un investimento importante, rischi di fare su e giù con l'ascensore, nel senso che rischi di mancare la Champions in campionato e di fare un percorso deludente in Europa. Quindi la domanda è: c'è la volonta di mettere subito 30, 40 milioni di euro in più perché sanno che rinforzando la squadra gli rientreranno con gli interessi? Io ho la netta sensazione che questo non avverrà". 

Modric rinnoverà?
"Spero di si, ma il Milan deve avere anche la forza di immaginarsi senza Luka, data l'età".