Fabregas verso il Milan: "Dobbiamo fare le cose giuste e bene"

Fabregas verso il Milan: "Dobbiamo fare le cose giuste e bene"MilanNews.it
Oggi alle 17:00L'Avversario
di Lorenzo De Angelis

Alla vigilia di Milan-Como, sfida valida per il recupero della 24esima giornata di Serie A Enilive, il tecnico dei Lariani Cesc Fabregas è intervenuto in conferenza stampa per presentare l'importante sfida di domani contro la formazione di Massimiliano Allegri. Di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni. 

Con il Milan non è mai arrivata la vittoria...
"Giocare bene non vuol dire sempre vincere, altrimenti il calcio verrebbe spiegato in una maniera diversa. Dobbiamo fare le cose giuste, cercare di fare le cose bene. Noi siamo una squadra e una società molto giovane, poi il percorso è quello. Non siamo pronti per andare a vincere lo Scudetto. So che abbiamo fatto bene, la classifica, la classifica...però per come conosco il calcio, dove io ad esempio dovevo sempre vincere con la migliore squadra e il miglior allenatore è così. Per noi il percorso non è sempre lineare, ma ti fa crescere. Ti fa vedere le cose da un'altra prospettiva. La strada è lunga e bella. Succeda quel che succeda. Quando si perde o quando si vince il mio messaggio è sempre lo stesso".

Con il Milan sempre avanti ma poi avete sempre perso. È successo anche l'anno scorso...
"Questo non si può decidere, chi fa o meno gol. Ti devi adattare. Continuerà a succedere. Non andiamo contro la superficialità del pensiero che una partita somiglia a quella dell'anno scorso. Per quello che stiamo facendo al Como vorrei qualcosa di diverso. Chi pensa che il Como sia preparato per vincere lo Scudetto sbaglia, lo dico dal primo giorno. L'altro giorno la Fiorentina è arrivata tre volte in porta, due gol. Non siamo stati bravi a concretizzare con Cagliari, Genoa, l'Atalanta... non abbiamo fenomeni o giocatori che fanno la differenza. Alcune volte quello che fai diventa oro, altre no. Il Como vuole sempre proporre, sempre accelerare. Non abbiamo Lamine Yamal o Lewandowski, ma vogliamo crescere. Continuare, che ogni anno ci sia una crescita importante. Che tra 2-3 anni saremo maturi e consapevoli di quello che vogliamo fare".

Si disse nel 2011 di un mister X al Milan. Era Fabregas?
"No, non ero il mister X. Per il Milan c'è stata una volta, nel 2016, quando non giocavo tanto con Conte inizialmente, ho parlato con Gadzidis. Ma quando sono andato via dall'Arsenal era solo Barcellona o niente per me. Era Barcellona o Arsenal".

Il Como ha numeri da big. Per tiri generali, assist, numero di passaggi riusciti, passaggi riusciti, passaggi chiave e recuperi è superiore al Milan, che domani sfiderà. Allora cosa servirà per superare il cinismo, la furbizia e l’esperienza di una squadra così?
"Noi in realtà non siamo una big, anche se i numeri dicono che dovremmo stare più in alto. Non abbiamo la stabilità da top club, ma a Como contro il Milan la mia sensazione è che in una partita top il Milan anche soffrendo la nostra forza e partita, loro erano tranquillissimi. Aspettavano il loro momento. Questo solo te lo dà solo l'esperienza. A Modric non frega niente, ha vissuto di tutto. Se gioca contro 150mila persone non cambia. Ai nostri no. È questo che dobbiamo far capire. Poi si perde il senso o la prospettiva. Se togli Sergi Roberto, Morata... noi siamo la squadra di media età più bassa. Gasperini ha detto in un post-partita che la società deve fargli capire che si volesse una squadra U23 o andare in Champions. Noi stiamo allenando una squadra U22 e 23. Stiamo facendo una buona stagione. La Roma ha speso tantissimo per 4 giocatori per fare la Champions, noi no. Abbiamo preso un giocatore che ieri è andato in Svezia a fare la patente perché ha fatto 18 anni (Lahdo, ndr). Noi proveremo a fare una grandissima gara, contro la seconda in classifica. Quanto a me, devo migliorare nel post-partita. Gestire le emozioni".

Senza Rabiot che Milan si aspetta?
"Hanno anche Jashari ad esempio. Ma sono una grandissima squadra, hanno perso solo 2 partite, ma sanno come gestire la partita".